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giovedì 28 maggio 2009

A Berlino il 26 aprile si deciderà con un referendum il futuro dell'ora di religione a scuola.

Evangelici.net editoriali

In attesa di un mondo perfetto
Inserito il 12/3/2009

A Berlino il 26 aprile si deciderà con un referendum il futuro dell'ora di religione a scuola.

Abolita nel 2006 per fare spazio a una più neutra ora di etica («una sorta di educazione civica - scrive Il Giornale - nella quale trovano spazio anche le storie delle religioni, raccontate però in maniera neutrale e asettica»), l'ora di religione è reclamata a gran voce da un composito gruppo di cristiani - evangelici e cattolici - che chiedono di dare spazio, nell'agenda scolastica, a lezioni che permettano di conoscere la propria confessione.

I sostenitori dell'ora di religione, raggruppati nel comitato Pro-Reli, rilevano che «le lezioni di etica non sembrano aver sviluppato quella tolleranza che i suoi sostenitori si proponevano e la conoscenza delle religioni è rimasta nell'angolo». Non propongono di abolire l'insegnamento, ma solo di «aggiungere la scelta di frequentare vere e proprie lezioni di religione».

Le autorità locali non vedono di buon occhio l'iniziativa referendaria, che grazie alla mobilitazione delle confessioni cristiane ha raccolto 250 mila firme (quando ne sarebbero bastate 170 mila).

«Ci muoviamo evitando ogni tipo di strumentalizzazione politica - spiega Christoph Lehmann, avvocato ideatore del gruppo Pro-Reli - e la nostra proposta non si ferma solo alle confessioni cristiane: vogliamo che ogni studente possa scegliere fra la lezione di etica e una regolare lezione di religione, sia essa cattolica, evangelica, ebraica o musulmana».

Il motivo? «La tolleranza è possibile solo quando si conosce a fondo la propria religione, evitando i fondamentalismi dei cattivi maestri».

Probabilmente da un punto di vista laico non è del tutto corretto che la scuola pubblica offra una tribuna alle religioni. Sul piano pratico, però, va rilevato ancora una volta che il pensiero debole non riesce a garantire la convivenza civile: fare un passo indietro non aiuta, perché ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittare di quel vuoto.

Probabilmente da un punto di vita multiculturale si considera essenziale imparare a conoscere l'altro per capirlo e accettarlo. Ma non è facile comprendere le ragioni dell'altro se non si conoscono le proprie.

Probabilmente da un punto di vista spirituale non è la scuola a dover dare lezioni di moderazione contro l'integralismo, eppure la scuola è uno dei pochi spazi pubblici che possano suggerire una prospettiva diversa, su cui quantomeno riflettere.

Insomma, probabilmente nessuna di queste soluzioni è quella ideale. Sarebbe bello vedere un mondo sereno, dove ognuno vive ed esprime la propria fede senza offendere gli altri e senza vedersi limitare, dove la violenza viene fermata sul nascere dalle autorità e dalla riprovazione popolare, dove la convivenza quotidiana è garantita dalla serenità di una fede solida e appagante.

Sarebbe bello, certo. Fino a quando però dovremo confrontarci con la nostra realtà quotidiana, sarà il caso di non fermarsi ai sogni, ma studiare giorno dopo giorno soluzioni concrete. Sicuramente imperfette, ma quantomeno praticabili.

biblicamente - uno sguardo cristiano sull’attualità


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Pubblicato da evangelici.net



http://www.evangelici.net/editoriali/1236864999.html

lunedì 10 novembre 2008

Russia: da oggi lezioni obbligatorie di religione ortodossa

31/08/2006 12:08
RUSSIA
Russia: da oggi lezioni obbligatorie di religione ortodossa
Nelle scuole medie di 4 regioni della Federazione, i "Fondamenti della cultura ortodossa" diventano materia obbligatoria. Patriarca Alessio II: "I giovani sono tenuti a conoscere la storia della propria cultura". Un anno fa la proposta del Patriarcato di Mosca aveva generato forti tensioni con la Chiesa cattolica in Russia.


Mosca (AsiaNews) – Da oggi la religione ortodossa diventa materia obbligatoria nelle scuole medie di quattro regioni della ex Unione Sovietica, patria dell'ateismo di Stato. Si tratta di Belgorod, Kaluga, Brjansk e Smolensk. Il programma dei corsi di "Fondamenti di cultura ortodossa" è stato approvato a luglio dall'Accademia spirituale di Mosca. Sulla materia entro il 2010 il patriarcato di Mosca formerà circa 10 mila insegnanti. In altre 11 regioni della Federazione russa la religione verrà impartita, invece, come insegnamento facoltativo.

La Chiesa ortodossa mira all'obbligo della religione in tutto il Paese, mentre alcuni funzionari governativi prospettano l'opzione di un più generale corso di "Storia delle religioni mondiali" per non offendere i sentimenti delle comunità di minoranza. Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, è convinto che "oggi tutti gli studenti sono tenuti a conoscere la storia della loro cultura e a questo mira l'insegnamento dei 'Fondamenti di cultura ortodossa'". Questo vale anche per le altre religioni. In una dichiarazione rilasciata ieri alla stampa, Alessio II ha infatti sottolineato: "Se ci sono persone nel nostro Paese che professano altre religioni, devono studiare sicuramente la loro propria cultura, ma devono anche conoscere quella della nazione in cui vivono".

Poco più di un anno fa la proposta dell'obbligo dell'ora di religione ortodossa a scuola aveva provocato tensioni tra Chiesa cattolica russa e Patriarcato ortodosso. Nel giugno 2005 il metropolita cattolico di Mosca, Tadeusz Kondrusiewicz, aveva dichiarato è meglio trattare argomenti come l'educazione religiosa e i fondamenti della religione non nelle aule, ma nelle chiese. A queste parole il vescovo Mark, vice-presidente del Dipartimento delle Relazioni esterne del Patriarcato ortodosso di Mosca, ha accusato Kondrusiewicz di mettere in pericolo il dialogo tra ortodossi e cattolici. La controversia si era risolta con una lettera del nunzio in Russia, mons. Antonio Pennini, al vescovo Mark in cui si esprimeva l'appoggio del Vaticano allo sforzo della Chiesa ortodossa russa per portare l'insegnamento religioso nelle scuole.

Sul piano legislativo, però, l'insegnamento religioso aspetta ancora una chiara definizione. In Russia infatti una legge federale vieta la religione nelle scuole e nella Costituzione nazionale è sancita la separazione tra Stato e Chiesa.


http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=7084