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venerdì 8 maggio 2009

7 maggio 2009, A Milano conferenza su “Ebraismo ed omosessualità”

7 maggio 2009, A Milano conferenza su “Ebraismo ed omosessualità”
Giovedì 7 maggio 2009, alle ore 20.30, in sala Claudiana, presso la chiesa valdese di Milano, si terrà la conferenza con il rabbino Haim Cipriani su “Ebraismo ed omosessualità”, organizzato dal gruppo Varco-Refo di Milano, gruppo di Riconoscimento e Valorizzazione della Comunità Omosessuale.
Haim Fabrizio Cipriani, membro riconosciuto del collegio rabbinico progressivo europeo, proporrà una interpretazione dell’omosessualità alla luce degli studi e delle tradizioni ebraiche. Interverranno la ministra di culto Longhitano Maria Vittoria della chiesa veterocattolica dell’Unione di Utrecht, la pastora valdese Anne Zell, il vice coordinatore del gruppo VARCO Francesco Boschi.


Questo è il primo di una serie di incontri atti a proporre la riflessione con altre religioni sul tema dell’omosessualità.



Haim Cipriani è il rabbino della sinagoga liberale Lev Chadash della World Union for Progressive Judaism che conta più di un milione e mezzo di iscritti alle comunità federate. La sinagoga si colloca nell'ampio ambito dell'Ebraismo modernista, che nelle sue diverse anime è diffuso in tutto il mondo.
Lev Chadash è la prima e la più vasta delle comunità progressive in Italia. Lavora per la promozione dell'ebraismo, dello studio e della pratica delle mitzvòt in uno spirito di apertura e di modernità.



Il Gruppo Varco è nato nel 2007, con atto del VI Circuito Lombardo-Piemontese dell' Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste in Italia, per favorire il riconoscimento e l'accettazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali all'interno delle chiese evangeliche. E’ sede locale della REFO, Rete evangelica fede e omosessualità.





PROGRAMMA

20.30 Presentazione e saluti della ministra di culto Maria Vittoria Longhitano
20.40 Ebraismo e omosessualità, Haim Fabrizio Cipriani, rabbino della sinagoga liberale Lev Chadash
21.00 Dibattito
21.45 Conclusione della pastora valdese Anne Zell
21.55 Saluti finali del vice coordinatore del gruppo VARCO Francesco Boschi





Giovedì 7 maggio 2009, ore 20.30

Ebraismo ed omosessualità. Conferenza con il rabbino Haim Cipriani

Milano, chiesa valdese di Via Francesco Sforza 12, Sala Claudiana,


Sito web: http://gruppovarco.altervista.org/ - Email: chiesavaldese.varco@yahoo.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

http://www.gionata.org/eventi/segnalazioni/7-maggio-2009-a-milano-conferenza-su-ebraismo-ed-omosessualit.html


Il Gruppo VARCO
Gruppo di Valorizzazione e Riconoscimento della Comunità Omosessuale




Il Gruppo Varco è nato, con atto del VI Circuito Lombardo-Piemontese dell' Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste in Italia, per favorire il riconoscimento e l'accettazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali all'interno delle chiese evangeliche.
"Molti di noi hanno sperimentato cosa significa non essere accettati e, magari, hanno subito vere e proprie pressioni psicologiche perché cambiassero il loro orientamento sessuale”.
Passi biblici, testimonianze e sostegno per chi si sente rifiutato, ecco cosa vuol essere il gruppo Varco, perché "l'omosessualità non è un peccato e quando lo si scopre ci si sente liberi, proprio come il popolo di Israele fuggito dalla schiavitù d'Egitto".

Giovedì 7 maggio 2009: alle ore 20.30, in sala Claudiana del Centro Culturale Protestante di Milano,via Francesco Sforza 12/a Milano, si terrà la conferenza con il rabbino Haim Cipriani della sinagoga liberale Lev Chadash della World Union for Progressive Judaism su 'Ebraismo ed omosessualità'.


http://gruppovarco.altervista.org/

martedì 6 gennaio 2009

Il retroscena Sagrato profanato e svastiche: «Vaticano preoccupato»

il Giornale.it
n. 5 del 2009-01-06 pagina 8

Il retroscena Sagrato profanato e svastiche: «Vaticano preoccupato»
di Andrea Tornielli

RomaIn Vaticano c’è preoccupazione per quanto avvenuto durante le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese, con le bandiere israeliane bruciate e la stella di David trasformata in svastica nazista, e i cortei culminati con centinaia di partecipanti che pregavano in direzione della Mecca, davanti alle porte del Duomo di Milano e di San Petronio a Bologna. Lo conferma al Giornale il direttore dell’Osservatore Romano, Gian Maria Vian: «C’è preoccupazione per questo uso violento della religione, sono rimasto impressionato da quanto è accaduto. Bisogna far di tutto per evitare queste strumentalizzazioni». Il quotidiano vaticano, nel numero oggi in edicola, non dedica molte righe ai cortei italiani e soprattutto, pur citandoli, omette riferimenti alle polemiche suscitate dalla preghiera islamica in piazza Duomo, trasformata in moschea all’aperto.
L’intenzione di tutti è quella di non enfatizzare quanto accaduto. Ma, al tempo stesso, a nessuno sfugge la delicatezza della situazione. La Curia milanese tace, dopo le parole dell’arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, che aveva definito la vicenda una «mancanza di sensibilità» da parte dei manifestanti musulmani e aggiungendo: «Da cristiano non avrei partecipato a una manifestazione che si fosse conclusa con una preghiera proprio di fronte a una moschea».
Preoccupazione, come pure volontà di non gettare benzina sul fuoco, si percepisce anche ai vertici della Conferenza episcopale italiana. Né la presidenza né il segretario generale sono intervenuti direttamente. Un commento su quanto avvenuto è stato però affidato a don Gino Battaglia, direttore dell’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei: «La preghiera è cercare Dio: è sempre mettere nelle sue mani le nostre attese, speranze o desideri. Ovvero espressione di gratitudine e di lode. Ha dunque una sua logica, che non può essere mai contro qualcuno, a meno di non tradire la sua stessa essenza».
«Bisogna fare attenzione», osserva un vescovo della Santa Sede, collaboratore di Benedetto XVI, «perché secondo la visione islamica, la preghiera in un determinato luogo può significare renderlo musulmano per sempre. E poi, vorrei sperare che quanti si sono inginocchiati a pregare in direzione della Mecca a due passi dai portoni del Duomo di Milano, chiusi nonostante la messa vespertina, non siano gli stessi che hanno esultato bruciando la bandiera di Israele. Proprio oggi ho parlato di questo con un cardinale, il quale mi ha detto: “Se pregano, non fanno la guerra”. Mi auguro davvero che sia così. Purtroppo però negli ultimi anni abbiamo visto spesso il contrario, e cioè la crescita di un fondamentalismo che incita all’odio e alla violenza usando il nome di Dio: un abuso che prima Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI hanno fortemente criticato».


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