Gli ortodossi prendono le distanze da Felice Mapelli il Vescovo gay.
16 gennaio 2008 alle 12:24
CHIESA ORTODOSSA AUTONOMA DELL'EUROPA OCCIDENTALE E DELLE AMERICHE SACRA METROPOLIA DI MILANO ED AQUILEIA.
Abbiamo letto con stupore di quanto avvenuto di recente a Roma, quando, nel corso di una manifestazione, un religioso, il vescovo Giovanni Mapelli, che manifestava insieme ad altre persone, si è presentato come in qualche modo legato alla nostra Metropolia. Teniamo a precisare che il vescovo Mapelli ha lasciato da tempo la nostra Metropolia, perché, per sua esplicita ammissione, non si sentiva più legato in alcun modo all'Ortodossia, avendo manifestato convinzioni teologiche ed ecclesiologiche non ortodosse...
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http://news.kataweb.it/item/398925
CHIESA ORTODOSSA AUTONOMA DELL'EUROPA OCCIDENTALE E DELLE AMERICHE SACRA METROPOLIA DI MILANO ED AQUILEIA
DICHIARAZIONE / STATEMENT
Abbiamo letto con stupore di quanto avvenuto di recente a Roma, quando, nel corso di una manifestazione, un religioso, il vescovo Giovanni Mapelli, che manifestava insieme ad altre persone, si è presentato come in qualche modo legato alla nostra Metropolia.
Teniamo a precisare che il vescovo Mapelli ha lasciato da tempo la nostra Metropolia, perché, per sua esplicita ammissione, non si sentiva più legato in alcun modo all'Ortodossia, avendo manifestato convinzioni teologiche ed ecclesiologiche non ortodosse.
La nostra Metropolia, dopo aver preso atto delle sue decisioni, accettò le sue dimissioni dal Santo Sinodo. Si sottolinea quindi come il vescovo Mapelli non faccia parte a nessun titolo della nostra Metropolia, e come non la rappresenti in nessun modo.
La nostra Metropolia non condivide le convinzioni personali del vescovo Giovanni Mapelli - la nostra posizione in proposito è la stessa condivisa da tutta la Chiesa Ortodossa e dalla Chiesa Cattolica Romana - ed è totalmente estranea ai fatti verificatisi a Roma.
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Ndr. Il simpatico Vescovo di "Cinecittà" ci ha inviato la seguente dichiarazione che getta una luce ancora ancora più sospettosa a tutta questa faccenda...
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Caro Salviati sono il Vescovo Mapelli e ti scrivo di corsa perchè sono in viaggio: ti prego di rettificare quanto scritto sul blog Notize Gay, perchè posso spiegarti con dovizia di particolari il problema delle vesti (da noi regolate per Statuto ecclesiastico)
La nostra Chiesa ha due madri, una greca e una russa della Chiesa in esilio (allora dominata dal Comunismo sovietico) e porta la tradizione slava oltre che greca con sè... le vesti hanno una caratteristica peculiare (anche il cappello che è rosso alla russa e non nero alla greca)
Tuttavia io sono uscito dal Sinodo degli Ortodossi della Metropolia di Milano (ndr. quella della dichiarazione sopra) e sono divenuto Vetero-Cattolico (la linea rifacentesi a Utrecht 1873) che si era opposta al papismo assoluto e infallibilità di Pio IX e del Concilio Vaticano I.
Maggiori notizie le trovae cliccando su Giovani Climaco Mapelli (WIKIO) (ndr. naturalmente abbiamo controllato e qui trovate le nostre considerazioni...) ti prego di rettificare e Vi ringrazio di cuore
+ Joannis Climacos MAPELLI
http://notiziegay.blogspot.com/2008/01/gli-ortodossi-prendono-le-distanze-dal.html
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martedì 3 febbraio 2009
LA CHIESA DEL VESCOVO GAY MAPELLI
Un nuovo diacono tra i preti sposati
CHIESA ORTODOSSA. Ordinazione al circolo Elisabetta Lodi
Fra' Benedetto ha ricevuto l'investitura
02/02/2009
suoi diaconi, i presbiteri ed anche i vescovi possono essere sposati. Accoglie i divorziati e conviventi o risposati: secondo l'antica tradizione dei primi secoli della Chiesa Indivisa fino ad epoca tarda, può essere conferito il sacramento delle seconde nozze come ancora in uso nelle Chiese d'Oriente (un terzo matrimonio soltanto con dispensa del vescovo primate, dopo una attenta valutazione canonica ed il parere favorevole del consiglio episcopale e presbiterale).
Le coppie di fatto possono partecipare alla celebrazione eucaristica, così pure le persone omosessuali vengono accolte nella loro dignità e non subiscono alcuna disparità teologica e pastorale nella comunità ecclesiale, e possono fare un percorso spirituale e vocazionale. È ammesso il diaconato femminile come avveniva nelle chiese di antica tradizione. È la chiesa cristiana antica cattolica e apostolica. Una delle ultime nate e non riconosciuta dalla chiesa cattolica.
Nel 2007, Giovanni Climaco Mapelli, monaco dal 2006 presso una chiesa ortodossa di origine greca, decide di fondare una diocesi a Monza per l'intera Lombardia: la versione dell'Ortodossia Occidentale autentica e cioè quella stessa della chiesa indivisa del primo millennio, con la facoltà di celebrare in italiano e secondo il rito approvato dagli antichi sinodi dei padri vescovi in occidente. Ieri mattina, nella sala del circolo Elisabetta Lodi concessa dal Comune, l'arcivescovo primate, docente di religione fino al 1994 quando in una lettera al cardinale Martini si è dichiarato «omosessuale», ha ordinato diacono Franco Sordato con il nome di Fra' Benedetto. Dopo una lunga cerimonia a cui ha partecipato il coro Accademia Musica Nova di Montagnana, il diacono ha ricevuto l'investitura che gli permetterà di dare l'eucaristia e leggere il vangelo ai fedeli della professione, con le stesse funzioni di un diacono della chiesa cattolica.
«Gli stragiudicati e reietti dalla gerarchia sono in particolare i divorziati e risposati, cui si nega con candore l'Eucaristia», dice Mapelli, «dono supremo d'amore di Cristo, medicinale per i peccati e remissione delle colpe stesse e non premio per i migliori con una subdola volontà di controllarne i comportamenti anche i più intimi, mandando la grazia di Dio in secondo piano: eucaristia che non è proprietà dei preti o del Papa ma lascito del Signore per tutti coloro che si confessano peccatori e bisognosi del suo aiuto, e non già presuntuosi giusti davanti agli occhi degli uomini». S.B.
http://www.larena.it/stories/Cronaca/140956/
CHIESA ORTODOSSA. Ordinazione al circolo Elisabetta Lodi
Fra' Benedetto ha ricevuto l'investitura
02/02/2009
suoi diaconi, i presbiteri ed anche i vescovi possono essere sposati. Accoglie i divorziati e conviventi o risposati: secondo l'antica tradizione dei primi secoli della Chiesa Indivisa fino ad epoca tarda, può essere conferito il sacramento delle seconde nozze come ancora in uso nelle Chiese d'Oriente (un terzo matrimonio soltanto con dispensa del vescovo primate, dopo una attenta valutazione canonica ed il parere favorevole del consiglio episcopale e presbiterale).
Le coppie di fatto possono partecipare alla celebrazione eucaristica, così pure le persone omosessuali vengono accolte nella loro dignità e non subiscono alcuna disparità teologica e pastorale nella comunità ecclesiale, e possono fare un percorso spirituale e vocazionale. È ammesso il diaconato femminile come avveniva nelle chiese di antica tradizione. È la chiesa cristiana antica cattolica e apostolica. Una delle ultime nate e non riconosciuta dalla chiesa cattolica.
Nel 2007, Giovanni Climaco Mapelli, monaco dal 2006 presso una chiesa ortodossa di origine greca, decide di fondare una diocesi a Monza per l'intera Lombardia: la versione dell'Ortodossia Occidentale autentica e cioè quella stessa della chiesa indivisa del primo millennio, con la facoltà di celebrare in italiano e secondo il rito approvato dagli antichi sinodi dei padri vescovi in occidente. Ieri mattina, nella sala del circolo Elisabetta Lodi concessa dal Comune, l'arcivescovo primate, docente di religione fino al 1994 quando in una lettera al cardinale Martini si è dichiarato «omosessuale», ha ordinato diacono Franco Sordato con il nome di Fra' Benedetto. Dopo una lunga cerimonia a cui ha partecipato il coro Accademia Musica Nova di Montagnana, il diacono ha ricevuto l'investitura che gli permetterà di dare l'eucaristia e leggere il vangelo ai fedeli della professione, con le stesse funzioni di un diacono della chiesa cattolica.
«Gli stragiudicati e reietti dalla gerarchia sono in particolare i divorziati e risposati, cui si nega con candore l'Eucaristia», dice Mapelli, «dono supremo d'amore di Cristo, medicinale per i peccati e remissione delle colpe stesse e non premio per i migliori con una subdola volontà di controllarne i comportamenti anche i più intimi, mandando la grazia di Dio in secondo piano: eucaristia che non è proprietà dei preti o del Papa ma lascito del Signore per tutti coloro che si confessano peccatori e bisognosi del suo aiuto, e non già presuntuosi giusti davanti agli occhi degli uomini». S.B.
http://www.larena.it/stories/Cronaca/140956/
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