Israele/ Spaccatura tra ebrei laici e ortodossi su cristianesimo
Lo rivela un sondaggio pubblicato dallo Yedioth Ahronoth
Roma, 24 feb. (Apcom) - Dopo le recenti tensioni tra la Chiesa cattolica e il mondo ebraico, provocate dalla revoca della scomunica da parte del Papa al vescovo negazionista Richard Williamson e dal programma satirico su Gesù andato in onda nei giorni su una tv israeliana, emerge una netta spaccatura tra ebrei laici ed ebrei ortodossi in merito al loro atteggiamento nei confronti del cristianesimo.
Secondo un sondaggio pubblicato dal sito web dello Yedioth Ahronothe realizzato dall'Istituto Smith su un campione di 500 persone, la maggioranza degli israeliani di religione ebraica ritiene che nelle scuole debbano essere insegnate nozioni sul cristianesimo, ma non sul Nuovo Testamento, e che lo Stato debba inoltre garantire la libertà di culto ma non permettere agli enti ecclesiastici cristiani di acquistare terreni a Gerusalemme.
Dal sondaggio risulta poi che per il 54 per cento degli ebrei laici il cristianesimo è più vicino all'ebraismo rispetto all'Islam. Così la pensa invece solo il 17 per cento degli ebrei ortodossi, i quali ritengono in gran numero (il 48 per cento) che l'Islam sia più vicino alla loro religione.
Il 60 per cento degli ebrei ortodossi e ultra-ortodossi si dice poi disturbato dalla vista di una persona con indosso una croce, mentre per la stragrande maggioranza dei laici (il 91 per cento) questo non costituisce un problema.
Su quasi tutte le questioni i laici dimostrano dunque di avere un approccio più aperto rispetto agli ortodossi. I primi sono ad esempio in grande maggioranza (68 per cento) a favore dell'insegnamento del cristianesimo nelle scuole (il 52 per cento anche del Nuovo Testamento), mentre gli ortodossi e gli ultraortodossi sono nettamente contrari (rispettivamente il 73 per cento e il 90 per cento).
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2009/02_febbraio/24/israele_spaccatura_tra_ebrei_laici_e_ortodossi_su_cristianesimo,18118367.html
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giovedì 26 febbraio 2009
domenica 22 febbraio 2009
Parigi. Ebrei e cattolici, d’accordo contro l’eutanasia
Parigi. Ebrei e cattolici, d’accordo contro l’eutanasia
Dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo cattolico e del gran rabbino di Parigi
[v. Testo del Comunicato finale Vaticano Gran Rabbinato d'Israele, marzo 2006]
Monsignor André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, e David Messas, gran rabbino della capitale francese, hanno ritenuto utile rendere pubblica una dichiarazione congiunta sui malati terminali con cui desiderano contribuire alla promozione di una vera e degna assistenza alle persone al termine della loro vita. L’Arcivescovo e il gran rabbino di Parigi hanno ribadito la loro opposizione a “ogni forma di eutanasia”, intesa come “ogni comportamento, azione o omissione, il cui obiettivo è dare la morte a una persona per porre così termine alle sue sofferenze”.
“Esprimiamo un’opposizione molto ferma a ogni forma di aiuto al suicidio e a ogni atto di eutanasia”, si legge in una dichiarazione comune resa pubblica il 2 aprile scorso. I due firmatari si basano sul comandamento biblico “Non uccidere”, che “esige dalla famiglia e da quanti prestano cure di non cercare di accelerare la morte del malato (...) e di non chiedere l’aiuto degli altri a questo scopo”.
Dichiarandosi consapevoli delle sofferenze del malato terminale, l’Arcivescovo e il gran rabbino esortano al ricorso alle cure palliative, previsto da una legge di due anni fa. “La sollecitudine dovuta ai nostri fratelli e alle nostre sorelle gravemente malati o anche agonizzanti (...) esige l’impegno nel porre rimedio alle loro sofferenze (...). Non possiamo quindi che rallegrarci per ciò che la legge invita a sviluppare (le cure palliative) in tutti gli ospedali e le strutture medico-sociali”, sottolineano.
Da questo punto di vista, il ricorso a una cura “che può avere come effetto secondario accorciare la vita” quando è l’unico modo di “alleviare la sofferenza di una persona in fase avanzata o terminale di una malattia grave e incurabile” viene giudicato “legittimo in certe condizioni”, sempre che “l’obiettivo perseguito amministrando questa cura (sia) unicamente alleviare le grandi sofferenze, non accelerare la morte”.
Mostrandosi contrari all’accanimento terapeutico, monsignor Vingt-Trois e il rabbino Messas affermano: “Senza rinunciare in nulla alle nostre convinzioni religiose e al rispetto dovuto a ogni vita umana, ci sembra giusto non intraprendere cure che non otterrebbero altro che un mantenimento della vita a prezzo di forzature o sofferenze sproporzionate”.
“Il fatto di non intraprendere (o di smettere di mantenere), per un malato determinato, questo o quel trattamento medico non dispensa dal dovere di continuare ad averne cura”, soprattutto di continuare ad alimentarlo “privilegiando la via naturale”. Tuttavia, se le circostanze eccezionali obbligano a “limitare o anche a sospendere l’apporto nutrizionale”, questo “non deve mai diventare un mezzo per accorciare la vita”, ricordano i firmatari della dichiarazione.
Questa analisi comune è il frutto dei lavori del gruppo di riflessione avviato dalla Diocesi e dal Concistoro di Parigi, un gruppo formato da membri del Servizio per i rapporti con l’ebraismo della Dicesi di Parigi e della Commissione per i rapporti con le altre religioni del Concistoro Israelita di Parigi.
_______________________
[Fonte: Zenit 5 sprile 2007]
L'argomento non è nuovo, perché già nel marzo dello scorso anno:
"La vita è un dono divino da rispettare e preservare", e per questo l'eutanasia va "ripudiata", anche se è doveroso "ogni possibile sforzo per alleviare le sofferenze umane". È quanto scritto in un documento approvato da una commissione congiunta del Vaticano e del Gran Rabbinato d'Israele dopo una riunione che si è tenuta in Vaticano dal 26 al 28 febbraio (28-30 Shevat 5766 nel calendario ebraico).
La vita di una persona, e quindi la scelta di disporne a proprio modo, non appartiene all'individuo né tanto meno alla società: "Noi ripudiamo decisamente l'idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o della sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano".
"Ripudiamo il concetto di eutanasia attiva", aggiunge il documento. "Pur rigettando la presunzione umana di assumere la prerogativa divina nel determinare il tempo della morte, affermiamo l'obbligo di fare ogni possibile sforzo per alleviare le sofferenze umane". «Ogni conoscenza e capacità umana deve servire a promuovere la vita e la dignità dell'uomo", e che "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente accettabile".
http://www.nostreradici.it/ebcrcontro-eutanasia.htm
Dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo cattolico e del gran rabbino di Parigi
[v. Testo del Comunicato finale Vaticano Gran Rabbinato d'Israele, marzo 2006]
Monsignor André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, e David Messas, gran rabbino della capitale francese, hanno ritenuto utile rendere pubblica una dichiarazione congiunta sui malati terminali con cui desiderano contribuire alla promozione di una vera e degna assistenza alle persone al termine della loro vita. L’Arcivescovo e il gran rabbino di Parigi hanno ribadito la loro opposizione a “ogni forma di eutanasia”, intesa come “ogni comportamento, azione o omissione, il cui obiettivo è dare la morte a una persona per porre così termine alle sue sofferenze”.
“Esprimiamo un’opposizione molto ferma a ogni forma di aiuto al suicidio e a ogni atto di eutanasia”, si legge in una dichiarazione comune resa pubblica il 2 aprile scorso. I due firmatari si basano sul comandamento biblico “Non uccidere”, che “esige dalla famiglia e da quanti prestano cure di non cercare di accelerare la morte del malato (...) e di non chiedere l’aiuto degli altri a questo scopo”.
Dichiarandosi consapevoli delle sofferenze del malato terminale, l’Arcivescovo e il gran rabbino esortano al ricorso alle cure palliative, previsto da una legge di due anni fa. “La sollecitudine dovuta ai nostri fratelli e alle nostre sorelle gravemente malati o anche agonizzanti (...) esige l’impegno nel porre rimedio alle loro sofferenze (...). Non possiamo quindi che rallegrarci per ciò che la legge invita a sviluppare (le cure palliative) in tutti gli ospedali e le strutture medico-sociali”, sottolineano.
Da questo punto di vista, il ricorso a una cura “che può avere come effetto secondario accorciare la vita” quando è l’unico modo di “alleviare la sofferenza di una persona in fase avanzata o terminale di una malattia grave e incurabile” viene giudicato “legittimo in certe condizioni”, sempre che “l’obiettivo perseguito amministrando questa cura (sia) unicamente alleviare le grandi sofferenze, non accelerare la morte”.
Mostrandosi contrari all’accanimento terapeutico, monsignor Vingt-Trois e il rabbino Messas affermano: “Senza rinunciare in nulla alle nostre convinzioni religiose e al rispetto dovuto a ogni vita umana, ci sembra giusto non intraprendere cure che non otterrebbero altro che un mantenimento della vita a prezzo di forzature o sofferenze sproporzionate”.
“Il fatto di non intraprendere (o di smettere di mantenere), per un malato determinato, questo o quel trattamento medico non dispensa dal dovere di continuare ad averne cura”, soprattutto di continuare ad alimentarlo “privilegiando la via naturale”. Tuttavia, se le circostanze eccezionali obbligano a “limitare o anche a sospendere l’apporto nutrizionale”, questo “non deve mai diventare un mezzo per accorciare la vita”, ricordano i firmatari della dichiarazione.
Questa analisi comune è il frutto dei lavori del gruppo di riflessione avviato dalla Diocesi e dal Concistoro di Parigi, un gruppo formato da membri del Servizio per i rapporti con l’ebraismo della Dicesi di Parigi e della Commissione per i rapporti con le altre religioni del Concistoro Israelita di Parigi.
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[Fonte: Zenit 5 sprile 2007]
L'argomento non è nuovo, perché già nel marzo dello scorso anno:
"La vita è un dono divino da rispettare e preservare", e per questo l'eutanasia va "ripudiata", anche se è doveroso "ogni possibile sforzo per alleviare le sofferenze umane". È quanto scritto in un documento approvato da una commissione congiunta del Vaticano e del Gran Rabbinato d'Israele dopo una riunione che si è tenuta in Vaticano dal 26 al 28 febbraio (28-30 Shevat 5766 nel calendario ebraico).
La vita di una persona, e quindi la scelta di disporne a proprio modo, non appartiene all'individuo né tanto meno alla società: "Noi ripudiamo decisamente l'idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o della sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano".
"Ripudiamo il concetto di eutanasia attiva", aggiunge il documento. "Pur rigettando la presunzione umana di assumere la prerogativa divina nel determinare il tempo della morte, affermiamo l'obbligo di fare ogni possibile sforzo per alleviare le sofferenze umane". «Ogni conoscenza e capacità umana deve servire a promuovere la vita e la dignità dell'uomo", e che "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente accettabile".
http://www.nostreradici.it/ebcrcontro-eutanasia.htm
domenica 16 novembre 2008
LA DIASPORA DEGLI EBREI CALABRESI
LA DIASPORA DEGLI EBREI CALABRESI
Come "diaspora" (golah), qui intendo gli ebrei calabresi che si sparsero nei diversi paesi in seguito alle successive cacciate a cui furono soggetti; ovviamente è un termine improprio, in quanto qui sono inclusi anche quelli che in realtà fecero ritorno (aliyah) nella Terra dei Padri.
Le notizie, quando non indicato diversamente, sono tratte da:
(L) = Fabrizio Lelli, L’influenza dell’ebraismo italiano meridionale sul culto e sulle tradizioni linguistico-letterarie delle comunità greche, in AISG (Associazione italiana di studio del giudaismo): Materia giudaica, Anno XI/1-2 (2006): Atti del XIX Convegno Internazionale dell'AISG, L'ebraismo dell'Italia meridionale nel contesto mediterraneo. Nuovi contributi. Siracusa 25-27 settembre 2005, a cura di Mauro Perani, pp. 201-216
(M) = Attilio Milano, Storia degli ebrei italiani nel Levante, Firenze, Israel, 1949
Come premessa bisogna ricordare che furono tre le cacciate degli ebrei dal Meridione:
1) In seguito all'ondata antiebraica scatenata dalla discesa del francese Carlo VIII nel 1494, molti ebrei fuggono, e più numerosi saranno, quando, tornati gli Aragonesi, il 26 ottobre 1496 re Federico espelle gli ebrei dal Napoletano; in realtà il bando ebbe breve durata, e si ebbe, come a compensazione, un flusso di ebrei scacciati nel 1497 dal Portogallo.
2) Passato il Meridione alla Corona spagnola, Ferdinando il Cattolico pubblica il 31 dicembre 1510 un nuovo decreto di espulsione, che ordinava la partenza entro il 25 lugilo dell'anno successivo; sarà questo che segnerà realmente la fine delle comunità ebraiche, sebbene nel 1520, per le proteste delle popolazioni oppresse dai "banchieri cristiani" che avevano sostituito gli "usurai ebrei", Carlo V dovrà riammetterli; si tratterà, almeno per quanto riguarda la Calabria, di un rientro poco numeroso.
3) Il 31 ottobre 1541, in seguito ad un provvedimento del viceré Pietro Da Toledo, avviene l'ultima e definitiva cacciata dei non moltissimi ebrei che ancora si trovavano al Sud; dopo di questa data possiamo dire che ogni presenza ebraica che non sia sporadica e temporanea sia cessata in Calabria e nella maggior parte del Sud, fatte salve la comunità di Napoli rinata nell'800, la recentissima comunità pugliese, e la comunità di Palermo, estinta dopo le persecuzioni razziali fasciste e la seconda guerra mondiale.
Nell'esposizione seguirò un criterio geografico piuttosto che cronologico, e, nel testo, richiamerò con un numero tra parentesi le località segnalate nella cartina.
Secondo molti studiosi e secondo quanto dice Domenico Spanò Bolani in Storia di Reggio di Calabria da' tempi primitivi sino all'anno di Cristo, del 1857, il 25 luglio 1511 gli ebrei di Reggio (ed è da supporre che insieme a loro molti altri ebrei calabresi), fatto scalo a Messina si dirigono verso LIVORNO (1) e ROMA (2); sarebbe molto interessante (e importante) poter effettuare una ricerca negli archivi di queste due comunità per reperire notizie su questa emigrazione. A Roma si sa che esistette una Schola (sinagoga e quindi comunità) siciliana, alla quale è possibile che fossero aggregati anche i calabresi.
Ad ARTA (3) (in Grecia, nei pressi di Corfù), (M) nel primo decennio del Cinquecento troviamo la popolazione ebraica organizzata in quattro comunità distinte: quella di Corfù, che raccoglieva tutto l’elemento indigeno, quella di Puglia, - che da sola contava circa trenta famiglie – quella di Calabria, e quella di Sicilia; in breve la comunità corfiota scomparve: l'influenza degli italiani si fece numericamente così prevalente, e così prevalente la attrazione negli ebrei indigeni verso genti e modi di vita più raffinati, che pochi anni appresso i corfioti finirono per disperdersi in mezzo alle altre tre comunità, e principalmente nella pugliese.
Arta fu sede di un'accesa discussione tra le comunità italiane, ed all'interno di essa.
Nel 1570 (M) alcuni fedeli della comunità Sicilia ebbero da ridire sul loro rabbino Abraham Albilada, e si rivolsero per consiglio al rabbino della comunità Calabria, Menachem Del Medigo (probabilmente veneto, come altri rabbini di queste comunità), che consigliò di separarsi dalla comunità e dal rabbino. Albilada si rivolse per giustizia al tribunale ebraico di Salonicco e Del Medigo, forse spazientito per fatto, si trasferì nello stesso 1570 a Safed, che, come vedremo, fu meta di altri italiani tra cui alcuni calabresi.
Ma a sua volta, la comunità calabrese lamentava dei torti da parte di quella siciliana. (L) Il consiglio della comunità calabrese aveva decretato che nessuno potesse lasciare la comunità per andare a pregare in una delle altre sinagoghe. Ma invece una parte passò alla sinagoga siciliana e gli anziani della comunità calabrese si recarono dagli anziani di quella siciliana per convincerli a rifiutare di accogliere i dissidenti, senza però averne soddisfazione.
A CASTORIA (4) (sempre in Grecia, ma all'interno, verso il confine con le attuali Albania e Macedonia) (M) vi era il Tempio detto di Sicilia, che era il più importante, perché raccoglieva la maggioranza degli ebrei viventi a Castoria; fondato dai siciliani, accolse anche i pugliesi e i calabresi.
(M) Tra i saccheggi delle giudecche alla calata di Carlo VIII (1495-96) e l'espulsione da parte del Re Cattolico nel 1511, moltissimi calabresi e pugliesi abbandonarono il Regno; è in questo periodo che a SALONICCO (5) (ancora in Grecia), alle comunità Italia e Sicilia, vennero ad affiancarsi quelle di Calabria e Puglia.
Ma, come abbiamo visto nel caso della comunità siciliana di Arta, dove ci sono due ebrei ci sono tre partiti, e così (L) la comunità Calabria, fondata nel 1497 , poco dopo la metà del Cinquecento, si divise in tre: Calabria Jashàn (Calabria Antica), nota dopo il 1553 come Nevè Shalòm (Dimora di pace), che nel 1537 diede origine alla sinagoga Calabria Chadasch (Calabria Nuova), detta anche Ishmael, e, nel 1545, alla sinagoga Chiana (il cui nome potrebbe derivare da una corruzione di Lucania, ma io avanzo l'ipotesi personalissima che potrebbe invece essere formata da calabresi della Piana, o da pugliesi di una delle tante zone pianeggianti della regione) la quale, si divise ulteriormente, dando vita alla sinagoga Nevè tzedek (Dimora di giustizia).
La sede della comunita’ Chiana, ricostruita dopo l’incendio del 1891, fu uno dei pochi edifici religiosi ebraici a sopravvivere alle distruzioni naziste; del piccolo luogo di preghiera, demolito negli anni ’80 del XX secolo, si conserva l’architrave marmorea dell’ingresso principale (ornata di iscrizione di dedica in ebraico), esposta al museo recentemente istituito dalla comunità tessalonicese, che conserva anche alcune foto dell’esterno e dell’interno del tempio. Fino all’incendio del 1917 la comunità Chiana custodiva otto rotoli della Torah, portati dall’Italia del Sud. L’antica sinagoga aveva la particolarità che la tevah (pulpito/altare) si trovava al centro della sala, secondo l’uso sefardita, ma a un livello ribassato rispetto al suolo. Questa particolarita’ veniva interpretata secondo Sal. 130,1: “Dagli abissi io t’invoco, Signore”.
A Salonicco (M) erano presenti i cognomi Rossano e Geraci (non si sa se appartenente a persone provenienti da Gerace in Calabria o da Geraci in Sicilia); tuttora esistono le famiglie ebraiche Tiano (che, anche nella variante Diano, è molto presente in Calabria) e Tzimino (che sembra risalire al siculo-calabro Cimino, piuttosto che al propriamente greco Kymino, e che potrebbe risalire ad un antenato coltivatore o commerciante di cumino); seppur di origine italiana, il cognome Soriano sembra aver invece il significato di "siriano" (in italiano antico la Siria era chiamata "Soria"), piuttosto che essere originario di Soriano Calabro.
A COSTANTINOPOLI (6) (l'odierna Istanbul, in Turchia), (M) intorno alla sinagoga Italia, che forse scomparve dopo la frammentazione, vennero a formarsene altre quattro: Puglia, Messina, Sicilia e Calabria.
Altri insediamenti di ebrei provenienti dalla Calabria si possono ricavare dalle notizie biografiche della famiglia Vital (M): intorno al 1540 risultano viventi a DAMASCO (7) (in Siria) Chaim Vital con il fratello Mosè ed il figlio Samuel suo.
Il quale Chaim era nato a SAFED (8) (nel Nord di Israele), di padre calabrese, ed anch’egli studioso di Cabala e noto in Palestina ed in per la sua abilità nella trascrizione su pergamenta dei tefillìm (i filatteri).
Da Safed la famiglia Vital si trasferì prima a Damasco e poi a GERUSALEMME (9), ma nel 1570 Chaim ritornò a Safed, dove, morto il maestro Luria, egli, non ancora trentenne, ne è il successore.
Un nipote di Chaim Vital sarà anche rabbino al Cairo, ma ormai sarà passato tanto di quel tempo che non se ne può più parlare come di facente parte di un gruppo, ma della normale mobilità (più o meno imposta, più o meno spontanea) che caratterizzerà sempre gli ebrei.
Pubblicato da Agazio Fraietta a
Etichette: Storia, Tematiche
http://calabriajudaica.blogspot.com/2008_09_01_archive.html
Come "diaspora" (golah), qui intendo gli ebrei calabresi che si sparsero nei diversi paesi in seguito alle successive cacciate a cui furono soggetti; ovviamente è un termine improprio, in quanto qui sono inclusi anche quelli che in realtà fecero ritorno (aliyah) nella Terra dei Padri.
Le notizie, quando non indicato diversamente, sono tratte da:
(L) = Fabrizio Lelli, L’influenza dell’ebraismo italiano meridionale sul culto e sulle tradizioni linguistico-letterarie delle comunità greche, in AISG (Associazione italiana di studio del giudaismo): Materia giudaica, Anno XI/1-2 (2006): Atti del XIX Convegno Internazionale dell'AISG, L'ebraismo dell'Italia meridionale nel contesto mediterraneo. Nuovi contributi. Siracusa 25-27 settembre 2005, a cura di Mauro Perani, pp. 201-216
(M) = Attilio Milano, Storia degli ebrei italiani nel Levante, Firenze, Israel, 1949
Come premessa bisogna ricordare che furono tre le cacciate degli ebrei dal Meridione:
1) In seguito all'ondata antiebraica scatenata dalla discesa del francese Carlo VIII nel 1494, molti ebrei fuggono, e più numerosi saranno, quando, tornati gli Aragonesi, il 26 ottobre 1496 re Federico espelle gli ebrei dal Napoletano; in realtà il bando ebbe breve durata, e si ebbe, come a compensazione, un flusso di ebrei scacciati nel 1497 dal Portogallo.
2) Passato il Meridione alla Corona spagnola, Ferdinando il Cattolico pubblica il 31 dicembre 1510 un nuovo decreto di espulsione, che ordinava la partenza entro il 25 lugilo dell'anno successivo; sarà questo che segnerà realmente la fine delle comunità ebraiche, sebbene nel 1520, per le proteste delle popolazioni oppresse dai "banchieri cristiani" che avevano sostituito gli "usurai ebrei", Carlo V dovrà riammetterli; si tratterà, almeno per quanto riguarda la Calabria, di un rientro poco numeroso.
3) Il 31 ottobre 1541, in seguito ad un provvedimento del viceré Pietro Da Toledo, avviene l'ultima e definitiva cacciata dei non moltissimi ebrei che ancora si trovavano al Sud; dopo di questa data possiamo dire che ogni presenza ebraica che non sia sporadica e temporanea sia cessata in Calabria e nella maggior parte del Sud, fatte salve la comunità di Napoli rinata nell'800, la recentissima comunità pugliese, e la comunità di Palermo, estinta dopo le persecuzioni razziali fasciste e la seconda guerra mondiale.
Nell'esposizione seguirò un criterio geografico piuttosto che cronologico, e, nel testo, richiamerò con un numero tra parentesi le località segnalate nella cartina.
Secondo molti studiosi e secondo quanto dice Domenico Spanò Bolani in Storia di Reggio di Calabria da' tempi primitivi sino all'anno di Cristo, del 1857, il 25 luglio 1511 gli ebrei di Reggio (ed è da supporre che insieme a loro molti altri ebrei calabresi), fatto scalo a Messina si dirigono verso LIVORNO (1) e ROMA (2); sarebbe molto interessante (e importante) poter effettuare una ricerca negli archivi di queste due comunità per reperire notizie su questa emigrazione. A Roma si sa che esistette una Schola (sinagoga e quindi comunità) siciliana, alla quale è possibile che fossero aggregati anche i calabresi.
Ad ARTA (3) (in Grecia, nei pressi di Corfù), (M) nel primo decennio del Cinquecento troviamo la popolazione ebraica organizzata in quattro comunità distinte: quella di Corfù, che raccoglieva tutto l’elemento indigeno, quella di Puglia, - che da sola contava circa trenta famiglie – quella di Calabria, e quella di Sicilia; in breve la comunità corfiota scomparve: l'influenza degli italiani si fece numericamente così prevalente, e così prevalente la attrazione negli ebrei indigeni verso genti e modi di vita più raffinati, che pochi anni appresso i corfioti finirono per disperdersi in mezzo alle altre tre comunità, e principalmente nella pugliese.
Arta fu sede di un'accesa discussione tra le comunità italiane, ed all'interno di essa.
Nel 1570 (M) alcuni fedeli della comunità Sicilia ebbero da ridire sul loro rabbino Abraham Albilada, e si rivolsero per consiglio al rabbino della comunità Calabria, Menachem Del Medigo (probabilmente veneto, come altri rabbini di queste comunità), che consigliò di separarsi dalla comunità e dal rabbino. Albilada si rivolse per giustizia al tribunale ebraico di Salonicco e Del Medigo, forse spazientito per fatto, si trasferì nello stesso 1570 a Safed, che, come vedremo, fu meta di altri italiani tra cui alcuni calabresi.
Ma a sua volta, la comunità calabrese lamentava dei torti da parte di quella siciliana. (L) Il consiglio della comunità calabrese aveva decretato che nessuno potesse lasciare la comunità per andare a pregare in una delle altre sinagoghe. Ma invece una parte passò alla sinagoga siciliana e gli anziani della comunità calabrese si recarono dagli anziani di quella siciliana per convincerli a rifiutare di accogliere i dissidenti, senza però averne soddisfazione.
A CASTORIA (4) (sempre in Grecia, ma all'interno, verso il confine con le attuali Albania e Macedonia) (M) vi era il Tempio detto di Sicilia, che era il più importante, perché raccoglieva la maggioranza degli ebrei viventi a Castoria; fondato dai siciliani, accolse anche i pugliesi e i calabresi.
(M) Tra i saccheggi delle giudecche alla calata di Carlo VIII (1495-96) e l'espulsione da parte del Re Cattolico nel 1511, moltissimi calabresi e pugliesi abbandonarono il Regno; è in questo periodo che a SALONICCO (5) (ancora in Grecia), alle comunità Italia e Sicilia, vennero ad affiancarsi quelle di Calabria e Puglia.
Ma, come abbiamo visto nel caso della comunità siciliana di Arta, dove ci sono due ebrei ci sono tre partiti, e così (L) la comunità Calabria, fondata nel 1497 , poco dopo la metà del Cinquecento, si divise in tre: Calabria Jashàn (Calabria Antica), nota dopo il 1553 come Nevè Shalòm (Dimora di pace), che nel 1537 diede origine alla sinagoga Calabria Chadasch (Calabria Nuova), detta anche Ishmael, e, nel 1545, alla sinagoga Chiana (il cui nome potrebbe derivare da una corruzione di Lucania, ma io avanzo l'ipotesi personalissima che potrebbe invece essere formata da calabresi della Piana, o da pugliesi di una delle tante zone pianeggianti della regione) la quale, si divise ulteriormente, dando vita alla sinagoga Nevè tzedek (Dimora di giustizia).
La sede della comunita’ Chiana, ricostruita dopo l’incendio del 1891, fu uno dei pochi edifici religiosi ebraici a sopravvivere alle distruzioni naziste; del piccolo luogo di preghiera, demolito negli anni ’80 del XX secolo, si conserva l’architrave marmorea dell’ingresso principale (ornata di iscrizione di dedica in ebraico), esposta al museo recentemente istituito dalla comunità tessalonicese, che conserva anche alcune foto dell’esterno e dell’interno del tempio. Fino all’incendio del 1917 la comunità Chiana custodiva otto rotoli della Torah, portati dall’Italia del Sud. L’antica sinagoga aveva la particolarità che la tevah (pulpito/altare) si trovava al centro della sala, secondo l’uso sefardita, ma a un livello ribassato rispetto al suolo. Questa particolarita’ veniva interpretata secondo Sal. 130,1: “Dagli abissi io t’invoco, Signore”.
A Salonicco (M) erano presenti i cognomi Rossano e Geraci (non si sa se appartenente a persone provenienti da Gerace in Calabria o da Geraci in Sicilia); tuttora esistono le famiglie ebraiche Tiano (che, anche nella variante Diano, è molto presente in Calabria) e Tzimino (che sembra risalire al siculo-calabro Cimino, piuttosto che al propriamente greco Kymino, e che potrebbe risalire ad un antenato coltivatore o commerciante di cumino); seppur di origine italiana, il cognome Soriano sembra aver invece il significato di "siriano" (in italiano antico la Siria era chiamata "Soria"), piuttosto che essere originario di Soriano Calabro.
A COSTANTINOPOLI (6) (l'odierna Istanbul, in Turchia), (M) intorno alla sinagoga Italia, che forse scomparve dopo la frammentazione, vennero a formarsene altre quattro: Puglia, Messina, Sicilia e Calabria.
Altri insediamenti di ebrei provenienti dalla Calabria si possono ricavare dalle notizie biografiche della famiglia Vital (M): intorno al 1540 risultano viventi a DAMASCO (7) (in Siria) Chaim Vital con il fratello Mosè ed il figlio Samuel suo.
Il quale Chaim era nato a SAFED (8) (nel Nord di Israele), di padre calabrese, ed anch’egli studioso di Cabala e noto in Palestina ed in per la sua abilità nella trascrizione su pergamenta dei tefillìm (i filatteri).
Da Safed la famiglia Vital si trasferì prima a Damasco e poi a GERUSALEMME (9), ma nel 1570 Chaim ritornò a Safed, dove, morto il maestro Luria, egli, non ancora trentenne, ne è il successore.
Un nipote di Chaim Vital sarà anche rabbino al Cairo, ma ormai sarà passato tanto di quel tempo che non se ne può più parlare come di facente parte di un gruppo, ma della normale mobilità (più o meno imposta, più o meno spontanea) che caratterizzerà sempre gli ebrei.
Pubblicato da Agazio Fraietta a
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lunedì 10 novembre 2008
EBREI MESSIANICI CONTRO IL TALMUD E LA QABBALAH
NOI EBREI CRISTIANI
EBREI PER GESU' SEGUIAMO SOLO IL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO
LA SANTA TORAH E GLI INSEGNAMENTI DI GESU'
MENTRE CONSIDERIAMO BLASFEMA LA QABBALAH CHE IN REALTA' E UNA SORTA DI SCIENZA OCCULTA ESOTERICA
E RIFIUTIAMO IL TALMUD DOVE CI SONO SANTI INSEGNAMENTI MA SONO MISTI A INSEGNAMENTI INGIUSTI E PECCAMINOSI
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
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La Qabbalah
Il termine Cabala (in origine Qabbalah, o Kabbalah, dall'ebraico קבלה) significa "dottrina ricevuta, tradizione". E infatti essa si colloca tra le innumerevoli tradizioni ebraiche estranee alle Sacre Scritture.
Nel corso dei secoli i capi religiosi avevano ridotto l'ebraismo a una religione formale e meramente ritualistica; la legge di Dio non era più un diletto per essi come lo era stata per Davide e per altri uomini di Dio, ma ne avevano fatto una costrizione, una consuetudine religiosa che Dio stesso detestava:
"Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da Me e il timore che ha di Me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini." (Isaia 29:13)
"Ascoltate la parola del Signore, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d'Israele!
Così parla l'Eterno: Quale iniquità hanno trovato i vostri padri in Me, che si sono allontanati da Me, e sono andati dietro alla vanità, e sono diventati essi stessi vanità?
I sacerdoti non hanno detto: 'Dov'è il Signore?', i depositari della Legge non m'hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetato nel nome di Baal, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla." (Geremia 2:4,5,8)
"Così dice l'Eterno: Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: Non c'incammineremo per essa!" (Geremia 6:16)
Anziché seguire l'invito di Dio e ritornare sui "sentieri antichi" (la fede in Dio così come la ebbero Abrahamo e Davide), in diversi momenti si cercarono forme alternative di spiritualità, in particolare nella "gnosi", cioè in una conoscenza occulta (dottrine segrete trasmesse a pochi privilegiati), che avrebbe dovuto appagare rimpiazzando il vuoto lasciato dall'allontanamento da Dio.
Questa gnosi ebraica è appunto la Qabbalah, una forma di occultismo-misticismo che si propone di imbrigliare le forze del bene e del male per utilizzarle per i propri fini.
Ciò fu fatto pur sapendo che Dio aveva severamente vietato al suo popolo di praticare qualsiasi forma di divinazione, magia e occultismo (cfr. ad es. Levitico 19:26, Deut. 29:28), e che nell'ebraismo stesso fu ammonito di non accostarsi alle cose segrete (Ben Sira in Sirach III, 22, vedi anche nel Talmud Hagigah 13a e nel Midrash Genesi Rabbah VIII).
LA CABALA: QUANDO?
La Cabala è nata dopo il periodo della cattività babilonese (la deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia). Nel libro biblico di Daniele si parla di quel periodo. Esso iniziò nell'anno 606 a.C., e terminò nel 536, quando Ciro, re di Persia, decretò che Gerusalemme e il Tempio dovevano essere ricostruiti. La predizione fatta da Geremia secondo la quale Dio avrebbe punito il popolo d'Israele per 70 anni si realizzò in tal modo alla lettera.
Durante la cattività, alcuni israeliti apostati furono iniziati ai misteri babilonesi; distolsero i loro cuori da Dio e si diedero all'occultismo (ad es. si può notare che la Cabala parla dei Sephiroth, dieci emanazioni divine, con una controparte malagia, i Qliphoth o Kelippot; l'origine di questi ultimi è da trovarsi negli antichi incantesimi babilonesi). In seguito, questi ebrei produssero un'interpretazione mistica del pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) in chiave occulta, distorcendone considerevolmente il significato, e da quella interpretazione nacque la Cabala.
La Cabala cominciò però a diffondersi in modo meno occulto solo a partire dal XII secolo in Francia ed in Spagna, e dal XIV secolo diventerà uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti.
LE ATTESE DEI SEGUACI DELLA CABALA
È importante notare che la Bibbia annuncia l'imminente venuta dell'anticristo, in tempi del tutto simili a quelli in cui stiamo vivendo oggi. La Bibbia spiega che l'anticristo si presenterà come il Cristo, il Messia, e che sarà accolto come tale da Israele (ricordiamo che gli Ebrei, avendo rigettato Gesù, credono che il Messia debba ancora venire).
E infatti, proprio ai nostri giorni, i rabbini adepti della Cabala proclamano che la venuta di questo "Messia" è molto vicina. I rabbini della setta hassidica percorrono la terra santa per proclamare pubblicamente l'imminenza della sua venuta.
Questo futuro "Cristo" è lo stesso "Cristo cosmico" o "Maitreya" che aspettano i seguaci della New Age - e che essi chiamano Lucifero (Satana). L'occultista H.P. Blavatsky scrisse: "Satana e il suo esercito ribelle proveranno di essere diventati i diretti salvatori e creatori dell'uomo divino". Ciò è in linea con le previsioni bibliche: tutto gli uomini e le donne che non hanno creduto in Gesù, accetteranno l'anticristo e lo riconosceranno come il Messia (i principali avvenimenti futuri secondo il libro dell'Apocalisse sono citati brevemente in questa pagina).
LA CABALA E LA BIBBIA
Una dimostrazione di quanto facilmente ci si può allontanare dalla verità rivelata da Dio, la si trova nella descrizione della Creazione secondo la Cabala. La Cabala presenta un'interpretazione mistica dei testi della Torah (i primi cinque libri della Bibbia). Tale narrazione è completamente diversa da quella della Genesi biblica.
La Cabala insegna che Dio inizialmente abbandonò il mondo, lasciandovi solo una goccia di sè. Poi a un certo punto da Lui sarebbero emanate delle luci (emanazioni) racchiuse in dieci vasi (le Sefirot, che sono rappresentate secondo uno schema detto Albero della Vita); ma gli ultimi vasi si sarebbero rotti e le luci di Dio sarebbero diventate prigioniere della creazione. Questo disastro avrebbe ferito Dio e avrebbe dato un'impronta negativa alla storia. Ecco dunque un Dio in cui non si intravede l'amore (che nella Bibbia Egli stesso dice non solo di possedere, ma di essere), e che si trova in circostanze fuori del suo stesso controllo.
Secondo la Cabala, le "scintille di Dio" finirono così imbrigliate in tutto ciò che esiste, incluso il male (il "bene nel male" è un concetto Taoista, completamente diverso da ciò che Dio dichiara di Se stesso, dalla sua assoluta santità e giustizia, e dal principio evangelico secondo cui in Dio "non c'è tenebra alcuna", 1 Gv. 1:5).
LA CABALA E I NUMERI
La Cabala è particolarmente nota per il suo utilizzo nella numerologia. Essa infatti associa ad ogni nome un valore numerico, e insegna che ciascun valore avrebbe un significato metafisico (una "vibrazione metafisica" che provocherebbe eventi soprannaturali; un modo per attingere ai poteri occulti).
Diversi studiosi ritengono che l'origine di questi insegnamenti si trovi all'esterno dell'Ebraismo, in Pitagora di Samo (588-500 a.C.) con la sua "scuola numerologica" di Crotone. Già allora, infatti, si era cominciato ad associare ai numeri un significato trascendente.
A livello popolare, è diffuso l'uso di una forma molto più "folcloristica" di Cabala, la famosa Smorfia Napoletana; essa viene utilizzata per "indovinare" al gioco del Lotto, mediante l'interpretazione di sogni e di situazioni particolari della vita quotidiana.
L'altra forma di Cabala è quella Esoterico-Occultistica, usata dagli esoteristi e dagli occultisti.
Quale che sia la forma sotto cui viene studiata, la Cabala è e resta un cifrario di dottrine occulte, espresse dalla simbologia dei numeri.
UN'INVENZIONE MODERNA?
Purtroppo, religiosi e mistici non sono nuovi a queste pratiche. Al tempo della deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia, infatti, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove dottrine (il Talmud) che, in teoria, avrebbero dovuto "spiegare" i comandamenti che Dio aveva dato nella Bibbia. In realtà, quelle dottrine erano in grave contraddizione con gli insegnamenti di Dio. Come Salomone prima di loro (cfr. primo libro dei Re, capitolo 11), si sviarono dai comandamenti di Dio e si volsero alla superstizione, inducendo molti allo sviamento e attirandosi il Suo giudizio.
http://camcris.altervista.org/qabbalah.html
Il Talmud
uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo
L'autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:
Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell'uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto -- prima dell'Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell'Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).
In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: "Amate il vostro prossimo - anche lo straniero che abita tra di voi - tanto quanto amate voi stessi". Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell'antica Babilonia.
In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell'Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!
Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come "il Talmud".
Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos'è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).
1) IL TALMUD INSEGNA DELLE FALSITÀ SCIENTIFICHE:
Le iene si tramutano in pipistrelli dopo sette anni, per poi trasformarsi in spine e demoni (Baba Kamma, 16a).
Stare nudi davanti a una lampada causa l'epilessia (Pesahim, 112b).
La terra che si trova all'ombra di una stalla ha valore medicinale, come pure gli escrementi di un cane bianco (Gittin, 69a,b).
2) IL TALMUD ODIA LE DONNE:
La nascita di una bambina è un evento infelice (Baba Bathra, 16b).
Non è mai una buona cosa parlare troppo a lungo con le donne, inclusa la propria moglie (Aboth, 1.5).
È giusto divorziare dalla propria moglie se rovina il cibo, o se si trova una donna più bella (Gittin, 91a).
3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:
È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d'età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d'età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
4) IL TALMUD ODIA TUTTI I NON EBREI:
Tutti i Gentili (cioè i non ebrei) sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi (Yebamoth, 98a).
Quando un non ebreo deruba un ebreo, deve restituirgli tutto, ma se avviene il contrario, l'ebreo non deve restituire nulla. Inoltre, se un non ebreo uccide un ebreo, dev'essere ucciso anche lui, ma non il contrario (Sanhedrin, 57a).
È lecito "usare dei sotterfugi" davanti a un tribunale per raggirare un non ebreo (Baba Kamma, 113a).
5) IL TALMUD ODIA GESU' CRISTO E I CRISTIANI:
Gesù nacque bastardo (Yebamoth, 49b; Jewish Encyclopedia).
Maria era una prostituta (Sanhedrin, 106a,b).
Gesù "praticò la stregoneria e portò Israele all'apostasia" (Sanhedrin, 43a).
Gesù fu punito e mandato all'inferno dove fu gettato in "escrementi ribollenti" (Gittin, 56b,57a).
I cristiani andranno all'inferno e "saranno puniti lì per tutte le generazioni" (Rosh Hashanah, 17a).
Quelli che leggono "le opere dei giudeo-cristiani" (cioè il Nuovo Testamento) finiranno all'inferno (Sanhedrin, 90a).
I libri dei cristiani "non possono essere salvati da un incendio, ma devono essere bruciati al loro posto, loro e i nomi sacri scritti in essi" (Shabbath, 116a).
Verso il 500 d.C. circa, gli scribi ebrei avevano completato il voluminoso Talmud, la versione scritta di quella che era stata a lungo la tradizione religiosa orale degli ebrei - quella stessa tradizione che Gesù condanna duramente come è scritto in diverse parti del Nuovo Testamento (si leggano Matteo 15:3-9, Matteo 23:13-36, Marco 7:8-13; cfr. Colossesi 2:8).
La Sacra Scrittura ci avverte:
"...non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d'uomini che voltano le spalle alla verità..." (Tito 1:14)
"...giacché questo popolo s'avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini..." (Isaia 29:13)
Diversi ebrei affermano che sono dovuti ricorrere al Talmud scritto per difendersi dall'"anti-giudaismo" del Nuovo Testamento.
In realtà, il Nuovo Testamento, come un giornale, si limita a raccontare le vere condizioni del giudaismo al tempo degli eventi narrati. Già prima della redazione del Nuovo Testamento, per molti secoli prima di Gesù e del cristianesimo, gli ebrei dicevano e facevano quelle stesse cose che sono citate dal Nuovo Testamento.
Se dunque un resoconto scritto delle loro parole ed opere è considerato antisemita, il resoconto delle loro ribellioni offerto dall'Antico Testamento non è anch'esso antisemita?
Qualche tempo fa incontrai un giovane a Los Angeles, che si stava preparando per diventare rabbino. Gli chiesi del Talmud, e mi sembrò scioccato nel constatare che conoscevo quell'argomento. Alla fine disse: "Beh, non credo che sia più così importante come lo era un tempo". Quando gli dissi che un film d'odio come "L'Ultima Tentazione di Cristo" rispecchia in maniera incredibilmente accurata il Talmud - e che altri film d'odio del genere sono in produzione, grazie al fatto che il mondo di Hollywood prende il Talmud molto seriamente - il giovane rimase senza una spiegazione.
Sapete una cosa? Ho constatato che alcuni dei passati capi del mio popolo hanno mentito riguardo alla scienza, alle donne, ai bambini, ai non-ebrei, e al cristianesimo e a Gesù Cristo. Ho potuto scoprire che Gesù è il solo Messia e Salvatore per ogni essere umano sulla terra, è il Cristo che Dio aveva promesso. Ho scoperto molte cose quando ho pregato Gesù e gli ho detto: "Se sei davvero quello che dici di essere nel Nuovo Testamento, allora rivelati a me e ti seguirò e avrò fiducia in te per sempre".
Egli lo ha fatto, e io ho mantenuto la mia promessa. Certo ci sono tanti che sbandierano il nome di Cristo a sproposito, esistono tante imitazioni religiose (ogni cosa di valore viene contraffatta), ma quando conoscerai Gesù nella tua vita, saprai tutto ciò di cui hai bisogno sulla salvezza - la tua salvezza!
Non solo Egli ti offre gratuitamente la salvezza, ma ti darà la sua pace e ti farà libero.
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Elenco dei libri che gli ebrei utilizzano oltre al Tanakh (Antico Testamento) e che fanno parte delle loro tradizioni religiose
(a cura di G. Butindaro)
La Mishnah (ebraico per ‘ripetizione’), è la codificazione della legge orale (ossia la tradizione ebraica) compiuta da Yehudà ha-Nassì all’inizio del terzo secolo dopo Cristo. Essa è scritta in ebraico dialettale.
Il Talmud (ebraico per ‘studio’) è l’opera più importante tra quelle che costituiscono la ‘Torah orale’. In esso ogni paragrafo della Mishnah viene dibattuto dai rabbini. Le discussioni rabbiniche sono chiamate ghemaràh (‘completamento’). La Mishnah assieme alla Ghemaràh costituiscono appunto il Talmud. In queste discussioni ci sono l’halakah (ebraico per ‘la via da seguire’) che è la regola elaborata dai rabbini; e l’hagadàh (ebraico per ‘narrazione’) che è il materiale che comprende storie, leggende, e anche scherzi. Esistono due Talmud, quello palestinese e quello babilonese; quello più importante è il secondo che peraltro è anche più lungo. Ad esso si riferisce l’Ebreo quando parla del Talmud. Il Talmud è scritto in parte in ebraico e in parte in aramaico. E’ composto di 18 volumi in folio nell’edizione classica. Tutti gli Ebrei sono invitati a studiare il Talmud. Per diventare rabbini bisogna conoscere il Talmud. Non si può studiare il Talmud e non lo si può capire se non ci fosse il commento di Rashi, ossia Solomon Ben Isaac (1040-1105) studioso francese di discendenza davidica, perché è l’unico commento che segue passo passo tutta la discussione talmudica.
Lo Zohar. Per parlare di questo libro occorre però dire prima qualcosa sulla Kabbalah (si veda anche questa pagina). L’ebraismo è stato fortemente influenzato dalla Kabbalah che significa ‘ricezione’ o ‘ciò che è stato ricevuto’. Kabbalah è un termine generale che sta ad indicare un insegnamento religioso tramandato oralmente dall’origine di generazione in generazione. In particolare però il termine kabbalah dopo l’XI secolo cominciò ad essere usato per indicare quel tipo di pensiero mistico giudaico che si diceva trasmesso dal lontano passato e che era stato affidato come dottrina segreta a pochi privilegiati e che diventerà, dal XIV secolo uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti. La Kabbalah è composta di complicate dottrine esoteriche a cui si sentono tuttora attratti coloro che studiano e praticano le arti occulte. Essa ha determinato nuovi riti e costumi ed ha influenzato l’halakah. La Kabbalah comprende più libri tra i quali il più importante è lo Zohar (ebraico per ‘Splendore’) che comparve attorno al 1300, ed è lo scritto che dopo il Talmud ha esercitato l’influenza più profonda sul giudaismo. Lo Zohar viene attribuito ai seguaci di Simeone Bar Yochai (II secolo d.C.) che riferivano gli insegnamenti mistici che il loro maestro avrebbe imparato, a loro dire, da Elia negli anni trascorsi nascosto in una caverna! Il testo fu messo in circolazione solo nel tredicesimo secolo da un certo Moses de Leon (1240-1305), che sosteneva di possedere un antico manoscritto che Nachmanide (1194-1270) aveva spedito dalla terra santa in Spagna. Dopo la morte di Moses de Leon però si apprese che questo manoscritto non esisteva e che Moses de Leon aveva attribuito i suoi scritti (redatti con una tecnica di scrittura automatica) a Simeone Bar Yochai per venderli a coloro che erano interessati a testi mistici antichi. Gli studiosi moderni dicono che la maggiore parte dello Zohar fu redatto da Moses de Leon.
Il Midrash (ebraico per ‘ricerca’) è il termine con cui vengono indicate le collezioni in cui sono raccolti gli insegnamenti dei primi rabbini. I testi più antichi del Midrash si concentrano sulle leggi contenute nei libri dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri e del Deuteronomio. Il Midrash fa spesso asserzioni fantastiche su persone ed eventi biblici. Per esempio viene detto che Giacobbe in realtà non morì!
I Responsa (in ebraico she-elot u-teshuvot, che significa ‘domande e risposte’) sono raccolte di risposte a domande specifiche indirizzate alle autorità rabbiniche. I Responsa si occupano soprattutto di leggi rituali ebraiche, nella forma di semplici decisioni nei primi responsa o nella forma di lunghe ed erudite disquisizioni in quelli successivi. In essi sono affrontate tutte le questioni della vita ebraica. Questi Responsa iniziarono a comparire dopo la compilazione del Talmud babilonese, quando i saggi di Babilonia ricevevano richieste scritte di spiegazione di passaggi oscuri del Talmud e di decisioni su questioni di natura pratica. Da allora sono sorti migliaia di responsa.
I Codici. Tra quelli più importanti segnaliamo i seguenti. Il Mishnèh Torah (‘ripetizione della Torah’), che fu compilato da Mosè Maimonide nel XII secolo, che è un grande compendio di legge ebraica. Il Codice si diffuse rapidamente in tutto Israele e per diversi secoli rimase per molte comunità il solo codice autorevole per la vita, il pensiero e la prassi giudaica. Il Shulchan Aruch (ebraico per ‘Tavola stabilita’) compilato dall’halakista di origine spagnola Joseph Caro (1488-1575), ed ampliato dal suo contemporaneo Mosè Isserles (1525-1572), anche lui uno studioso dell’halakah, però di origine polacca. Questo codice infatti inizialmente enumerava solo le regole e le tradizioni delle comunità ebraiche di origine sefardita, per cui trascurava quelle askhenazite, al che Moses Isserles decise di aggiungervi glosse e complementi (chiamati ‘tovaglia’) per includere nel codice anche la posizione askhenazita. Lo Shulchan Aruch divenne così accettabile per qualsiasi ebreo. Esso costituisce ancora oggi il più autorevole Codice di leggi e pratiche giudaiche. Molti halakhisti di oggi nei loro libri sulle pratiche del Giudaismo si rifanno a questo codice di Caro ampliato.
Il Siddùr (ebraico per ‘ordine’), è il libro di preghiere giornaliere e del sabato. Questo libro però non è uguale per tutti, perché quello degli Ashkenaziti differisce da quello dei Sefarditi (e persino all’interno di questi due gruppi ci sono delle differenze). I movimenti moderni hanno prodotto i loro libri di preghiere come anche le comunità riformate e conservative. Il libro di preghiere delle feste è invece chiamato Machzor (ebraico per ‘ciclo annuale’), - e contiene anche i piyyuttim (che sono dei componimenti poetici), nella maggior parte dei casi solo quelli delle feste - ed anche questo varia tra le comunità ashkenazite e quelle sefardite, ed anche tra i vari movimenti ebraici. L’attuale usanza di avere un libro di preghiere giornaliere e uno per le feste si è imposta fra gli Ashkenaziti e poi sotto la loro influenza si è estesa ad alcune comunità sefardite. Prima di questa usanza però c’era un libro di preghiere unico chiamato siddur o machzor che conteneva le preghiere regolari per l’intero anno con le aggiunte per i giorni speciali (per esempio i piyyutim).
http://camcris.altervista.org/talmud.html
In italiano Libro dello Splendore. L'autore e' Rabbi Shimon Bar Yochai, grandissima figura rabbinica dell'epoca successiva alla distruzione del Bet Hamikdash (il Santuario di Gerusalemme). Una parte dei testi e' stata scritta da anonimi.
L'altro libro sacro degli ebrei è lo Zohar, scritto all'inizio del XIV sec., in Spagna, da un mistico erudito, Mosé de Léon. In esso si parla della natura divina e del mistero dei suoi nomi, dell'insegnamento della Torah sul messia e in genere si commenta in chiave allegorica il Pentateuco. E' il libro spirituale dei mistici ebrei. Pico della Mirandola, traducendolo in latino, ne permise la diffusione al di fuori degli ambienti ebraici. Può anche essere considerato il testo-base della Kabbala, quel complesso di dottrine occulte, teosofiche e mistiche, di origine gnostica e neoplatonica, sorte in seno al giudaismo medievale, a partire dal X-XI sec., come reazione al diffondersi del razionalismo aristotelico ad opera della cultura araba.
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/zohar-ebraismo.html
EBREI PER GESU' SEGUIAMO SOLO IL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO
LA SANTA TORAH E GLI INSEGNAMENTI DI GESU'
MENTRE CONSIDERIAMO BLASFEMA LA QABBALAH CHE IN REALTA' E UNA SORTA DI SCIENZA OCCULTA ESOTERICA
E RIFIUTIAMO IL TALMUD DOVE CI SONO SANTI INSEGNAMENTI MA SONO MISTI A INSEGNAMENTI INGIUSTI E PECCAMINOSI
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
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La Qabbalah
Il termine Cabala (in origine Qabbalah, o Kabbalah, dall'ebraico קבלה) significa "dottrina ricevuta, tradizione". E infatti essa si colloca tra le innumerevoli tradizioni ebraiche estranee alle Sacre Scritture.
Nel corso dei secoli i capi religiosi avevano ridotto l'ebraismo a una religione formale e meramente ritualistica; la legge di Dio non era più un diletto per essi come lo era stata per Davide e per altri uomini di Dio, ma ne avevano fatto una costrizione, una consuetudine religiosa che Dio stesso detestava:
"Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da Me e il timore che ha di Me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini." (Isaia 29:13)
"Ascoltate la parola del Signore, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d'Israele!
Così parla l'Eterno: Quale iniquità hanno trovato i vostri padri in Me, che si sono allontanati da Me, e sono andati dietro alla vanità, e sono diventati essi stessi vanità?
I sacerdoti non hanno detto: 'Dov'è il Signore?', i depositari della Legge non m'hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetato nel nome di Baal, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla." (Geremia 2:4,5,8)
"Così dice l'Eterno: Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: Non c'incammineremo per essa!" (Geremia 6:16)
Anziché seguire l'invito di Dio e ritornare sui "sentieri antichi" (la fede in Dio così come la ebbero Abrahamo e Davide), in diversi momenti si cercarono forme alternative di spiritualità, in particolare nella "gnosi", cioè in una conoscenza occulta (dottrine segrete trasmesse a pochi privilegiati), che avrebbe dovuto appagare rimpiazzando il vuoto lasciato dall'allontanamento da Dio.
Questa gnosi ebraica è appunto la Qabbalah, una forma di occultismo-misticismo che si propone di imbrigliare le forze del bene e del male per utilizzarle per i propri fini.
Ciò fu fatto pur sapendo che Dio aveva severamente vietato al suo popolo di praticare qualsiasi forma di divinazione, magia e occultismo (cfr. ad es. Levitico 19:26, Deut. 29:28), e che nell'ebraismo stesso fu ammonito di non accostarsi alle cose segrete (Ben Sira in Sirach III, 22, vedi anche nel Talmud Hagigah 13a e nel Midrash Genesi Rabbah VIII).
LA CABALA: QUANDO?
La Cabala è nata dopo il periodo della cattività babilonese (la deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia). Nel libro biblico di Daniele si parla di quel periodo. Esso iniziò nell'anno 606 a.C., e terminò nel 536, quando Ciro, re di Persia, decretò che Gerusalemme e il Tempio dovevano essere ricostruiti. La predizione fatta da Geremia secondo la quale Dio avrebbe punito il popolo d'Israele per 70 anni si realizzò in tal modo alla lettera.
Durante la cattività, alcuni israeliti apostati furono iniziati ai misteri babilonesi; distolsero i loro cuori da Dio e si diedero all'occultismo (ad es. si può notare che la Cabala parla dei Sephiroth, dieci emanazioni divine, con una controparte malagia, i Qliphoth o Kelippot; l'origine di questi ultimi è da trovarsi negli antichi incantesimi babilonesi). In seguito, questi ebrei produssero un'interpretazione mistica del pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) in chiave occulta, distorcendone considerevolmente il significato, e da quella interpretazione nacque la Cabala.
La Cabala cominciò però a diffondersi in modo meno occulto solo a partire dal XII secolo in Francia ed in Spagna, e dal XIV secolo diventerà uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti.
LE ATTESE DEI SEGUACI DELLA CABALA
È importante notare che la Bibbia annuncia l'imminente venuta dell'anticristo, in tempi del tutto simili a quelli in cui stiamo vivendo oggi. La Bibbia spiega che l'anticristo si presenterà come il Cristo, il Messia, e che sarà accolto come tale da Israele (ricordiamo che gli Ebrei, avendo rigettato Gesù, credono che il Messia debba ancora venire).
E infatti, proprio ai nostri giorni, i rabbini adepti della Cabala proclamano che la venuta di questo "Messia" è molto vicina. I rabbini della setta hassidica percorrono la terra santa per proclamare pubblicamente l'imminenza della sua venuta.
Questo futuro "Cristo" è lo stesso "Cristo cosmico" o "Maitreya" che aspettano i seguaci della New Age - e che essi chiamano Lucifero (Satana). L'occultista H.P. Blavatsky scrisse: "Satana e il suo esercito ribelle proveranno di essere diventati i diretti salvatori e creatori dell'uomo divino". Ciò è in linea con le previsioni bibliche: tutto gli uomini e le donne che non hanno creduto in Gesù, accetteranno l'anticristo e lo riconosceranno come il Messia (i principali avvenimenti futuri secondo il libro dell'Apocalisse sono citati brevemente in questa pagina).
LA CABALA E LA BIBBIA
Una dimostrazione di quanto facilmente ci si può allontanare dalla verità rivelata da Dio, la si trova nella descrizione della Creazione secondo la Cabala. La Cabala presenta un'interpretazione mistica dei testi della Torah (i primi cinque libri della Bibbia). Tale narrazione è completamente diversa da quella della Genesi biblica.
La Cabala insegna che Dio inizialmente abbandonò il mondo, lasciandovi solo una goccia di sè. Poi a un certo punto da Lui sarebbero emanate delle luci (emanazioni) racchiuse in dieci vasi (le Sefirot, che sono rappresentate secondo uno schema detto Albero della Vita); ma gli ultimi vasi si sarebbero rotti e le luci di Dio sarebbero diventate prigioniere della creazione. Questo disastro avrebbe ferito Dio e avrebbe dato un'impronta negativa alla storia. Ecco dunque un Dio in cui non si intravede l'amore (che nella Bibbia Egli stesso dice non solo di possedere, ma di essere), e che si trova in circostanze fuori del suo stesso controllo.
Secondo la Cabala, le "scintille di Dio" finirono così imbrigliate in tutto ciò che esiste, incluso il male (il "bene nel male" è un concetto Taoista, completamente diverso da ciò che Dio dichiara di Se stesso, dalla sua assoluta santità e giustizia, e dal principio evangelico secondo cui in Dio "non c'è tenebra alcuna", 1 Gv. 1:5).
LA CABALA E I NUMERI
La Cabala è particolarmente nota per il suo utilizzo nella numerologia. Essa infatti associa ad ogni nome un valore numerico, e insegna che ciascun valore avrebbe un significato metafisico (una "vibrazione metafisica" che provocherebbe eventi soprannaturali; un modo per attingere ai poteri occulti).
Diversi studiosi ritengono che l'origine di questi insegnamenti si trovi all'esterno dell'Ebraismo, in Pitagora di Samo (588-500 a.C.) con la sua "scuola numerologica" di Crotone. Già allora, infatti, si era cominciato ad associare ai numeri un significato trascendente.
A livello popolare, è diffuso l'uso di una forma molto più "folcloristica" di Cabala, la famosa Smorfia Napoletana; essa viene utilizzata per "indovinare" al gioco del Lotto, mediante l'interpretazione di sogni e di situazioni particolari della vita quotidiana.
L'altra forma di Cabala è quella Esoterico-Occultistica, usata dagli esoteristi e dagli occultisti.
Quale che sia la forma sotto cui viene studiata, la Cabala è e resta un cifrario di dottrine occulte, espresse dalla simbologia dei numeri.
UN'INVENZIONE MODERNA?
Purtroppo, religiosi e mistici non sono nuovi a queste pratiche. Al tempo della deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia, infatti, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove dottrine (il Talmud) che, in teoria, avrebbero dovuto "spiegare" i comandamenti che Dio aveva dato nella Bibbia. In realtà, quelle dottrine erano in grave contraddizione con gli insegnamenti di Dio. Come Salomone prima di loro (cfr. primo libro dei Re, capitolo 11), si sviarono dai comandamenti di Dio e si volsero alla superstizione, inducendo molti allo sviamento e attirandosi il Suo giudizio.
http://camcris.altervista.org/qabbalah.html
Il Talmud
uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo
L'autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:
Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell'uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto -- prima dell'Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell'Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).
In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: "Amate il vostro prossimo - anche lo straniero che abita tra di voi - tanto quanto amate voi stessi". Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell'antica Babilonia.
In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell'Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!
Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come "il Talmud".
Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos'è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).
1) IL TALMUD INSEGNA DELLE FALSITÀ SCIENTIFICHE:
Le iene si tramutano in pipistrelli dopo sette anni, per poi trasformarsi in spine e demoni (Baba Kamma, 16a).
Stare nudi davanti a una lampada causa l'epilessia (Pesahim, 112b).
La terra che si trova all'ombra di una stalla ha valore medicinale, come pure gli escrementi di un cane bianco (Gittin, 69a,b).
2) IL TALMUD ODIA LE DONNE:
La nascita di una bambina è un evento infelice (Baba Bathra, 16b).
Non è mai una buona cosa parlare troppo a lungo con le donne, inclusa la propria moglie (Aboth, 1.5).
È giusto divorziare dalla propria moglie se rovina il cibo, o se si trova una donna più bella (Gittin, 91a).
3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:
È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d'età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d'età sono leciti (Sanhedrin, 69b).
4) IL TALMUD ODIA TUTTI I NON EBREI:
Tutti i Gentili (cioè i non ebrei) sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi (Yebamoth, 98a).
Quando un non ebreo deruba un ebreo, deve restituirgli tutto, ma se avviene il contrario, l'ebreo non deve restituire nulla. Inoltre, se un non ebreo uccide un ebreo, dev'essere ucciso anche lui, ma non il contrario (Sanhedrin, 57a).
È lecito "usare dei sotterfugi" davanti a un tribunale per raggirare un non ebreo (Baba Kamma, 113a).
5) IL TALMUD ODIA GESU' CRISTO E I CRISTIANI:
Gesù nacque bastardo (Yebamoth, 49b; Jewish Encyclopedia).
Maria era una prostituta (Sanhedrin, 106a,b).
Gesù "praticò la stregoneria e portò Israele all'apostasia" (Sanhedrin, 43a).
Gesù fu punito e mandato all'inferno dove fu gettato in "escrementi ribollenti" (Gittin, 56b,57a).
I cristiani andranno all'inferno e "saranno puniti lì per tutte le generazioni" (Rosh Hashanah, 17a).
Quelli che leggono "le opere dei giudeo-cristiani" (cioè il Nuovo Testamento) finiranno all'inferno (Sanhedrin, 90a).
I libri dei cristiani "non possono essere salvati da un incendio, ma devono essere bruciati al loro posto, loro e i nomi sacri scritti in essi" (Shabbath, 116a).
Verso il 500 d.C. circa, gli scribi ebrei avevano completato il voluminoso Talmud, la versione scritta di quella che era stata a lungo la tradizione religiosa orale degli ebrei - quella stessa tradizione che Gesù condanna duramente come è scritto in diverse parti del Nuovo Testamento (si leggano Matteo 15:3-9, Matteo 23:13-36, Marco 7:8-13; cfr. Colossesi 2:8).
La Sacra Scrittura ci avverte:
"...non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d'uomini che voltano le spalle alla verità..." (Tito 1:14)
"...giacché questo popolo s'avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini..." (Isaia 29:13)
Diversi ebrei affermano che sono dovuti ricorrere al Talmud scritto per difendersi dall'"anti-giudaismo" del Nuovo Testamento.
In realtà, il Nuovo Testamento, come un giornale, si limita a raccontare le vere condizioni del giudaismo al tempo degli eventi narrati. Già prima della redazione del Nuovo Testamento, per molti secoli prima di Gesù e del cristianesimo, gli ebrei dicevano e facevano quelle stesse cose che sono citate dal Nuovo Testamento.
Se dunque un resoconto scritto delle loro parole ed opere è considerato antisemita, il resoconto delle loro ribellioni offerto dall'Antico Testamento non è anch'esso antisemita?
Qualche tempo fa incontrai un giovane a Los Angeles, che si stava preparando per diventare rabbino. Gli chiesi del Talmud, e mi sembrò scioccato nel constatare che conoscevo quell'argomento. Alla fine disse: "Beh, non credo che sia più così importante come lo era un tempo". Quando gli dissi che un film d'odio come "L'Ultima Tentazione di Cristo" rispecchia in maniera incredibilmente accurata il Talmud - e che altri film d'odio del genere sono in produzione, grazie al fatto che il mondo di Hollywood prende il Talmud molto seriamente - il giovane rimase senza una spiegazione.
Sapete una cosa? Ho constatato che alcuni dei passati capi del mio popolo hanno mentito riguardo alla scienza, alle donne, ai bambini, ai non-ebrei, e al cristianesimo e a Gesù Cristo. Ho potuto scoprire che Gesù è il solo Messia e Salvatore per ogni essere umano sulla terra, è il Cristo che Dio aveva promesso. Ho scoperto molte cose quando ho pregato Gesù e gli ho detto: "Se sei davvero quello che dici di essere nel Nuovo Testamento, allora rivelati a me e ti seguirò e avrò fiducia in te per sempre".
Egli lo ha fatto, e io ho mantenuto la mia promessa. Certo ci sono tanti che sbandierano il nome di Cristo a sproposito, esistono tante imitazioni religiose (ogni cosa di valore viene contraffatta), ma quando conoscerai Gesù nella tua vita, saprai tutto ciò di cui hai bisogno sulla salvezza - la tua salvezza!
Non solo Egli ti offre gratuitamente la salvezza, ma ti darà la sua pace e ti farà libero.
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Elenco dei libri che gli ebrei utilizzano oltre al Tanakh (Antico Testamento) e che fanno parte delle loro tradizioni religiose
(a cura di G. Butindaro)
La Mishnah (ebraico per ‘ripetizione’), è la codificazione della legge orale (ossia la tradizione ebraica) compiuta da Yehudà ha-Nassì all’inizio del terzo secolo dopo Cristo. Essa è scritta in ebraico dialettale.
Il Talmud (ebraico per ‘studio’) è l’opera più importante tra quelle che costituiscono la ‘Torah orale’. In esso ogni paragrafo della Mishnah viene dibattuto dai rabbini. Le discussioni rabbiniche sono chiamate ghemaràh (‘completamento’). La Mishnah assieme alla Ghemaràh costituiscono appunto il Talmud. In queste discussioni ci sono l’halakah (ebraico per ‘la via da seguire’) che è la regola elaborata dai rabbini; e l’hagadàh (ebraico per ‘narrazione’) che è il materiale che comprende storie, leggende, e anche scherzi. Esistono due Talmud, quello palestinese e quello babilonese; quello più importante è il secondo che peraltro è anche più lungo. Ad esso si riferisce l’Ebreo quando parla del Talmud. Il Talmud è scritto in parte in ebraico e in parte in aramaico. E’ composto di 18 volumi in folio nell’edizione classica. Tutti gli Ebrei sono invitati a studiare il Talmud. Per diventare rabbini bisogna conoscere il Talmud. Non si può studiare il Talmud e non lo si può capire se non ci fosse il commento di Rashi, ossia Solomon Ben Isaac (1040-1105) studioso francese di discendenza davidica, perché è l’unico commento che segue passo passo tutta la discussione talmudica.
Lo Zohar. Per parlare di questo libro occorre però dire prima qualcosa sulla Kabbalah (si veda anche questa pagina). L’ebraismo è stato fortemente influenzato dalla Kabbalah che significa ‘ricezione’ o ‘ciò che è stato ricevuto’. Kabbalah è un termine generale che sta ad indicare un insegnamento religioso tramandato oralmente dall’origine di generazione in generazione. In particolare però il termine kabbalah dopo l’XI secolo cominciò ad essere usato per indicare quel tipo di pensiero mistico giudaico che si diceva trasmesso dal lontano passato e che era stato affidato come dottrina segreta a pochi privilegiati e che diventerà, dal XIV secolo uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti. La Kabbalah è composta di complicate dottrine esoteriche a cui si sentono tuttora attratti coloro che studiano e praticano le arti occulte. Essa ha determinato nuovi riti e costumi ed ha influenzato l’halakah. La Kabbalah comprende più libri tra i quali il più importante è lo Zohar (ebraico per ‘Splendore’) che comparve attorno al 1300, ed è lo scritto che dopo il Talmud ha esercitato l’influenza più profonda sul giudaismo. Lo Zohar viene attribuito ai seguaci di Simeone Bar Yochai (II secolo d.C.) che riferivano gli insegnamenti mistici che il loro maestro avrebbe imparato, a loro dire, da Elia negli anni trascorsi nascosto in una caverna! Il testo fu messo in circolazione solo nel tredicesimo secolo da un certo Moses de Leon (1240-1305), che sosteneva di possedere un antico manoscritto che Nachmanide (1194-1270) aveva spedito dalla terra santa in Spagna. Dopo la morte di Moses de Leon però si apprese che questo manoscritto non esisteva e che Moses de Leon aveva attribuito i suoi scritti (redatti con una tecnica di scrittura automatica) a Simeone Bar Yochai per venderli a coloro che erano interessati a testi mistici antichi. Gli studiosi moderni dicono che la maggiore parte dello Zohar fu redatto da Moses de Leon.
Il Midrash (ebraico per ‘ricerca’) è il termine con cui vengono indicate le collezioni in cui sono raccolti gli insegnamenti dei primi rabbini. I testi più antichi del Midrash si concentrano sulle leggi contenute nei libri dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri e del Deuteronomio. Il Midrash fa spesso asserzioni fantastiche su persone ed eventi biblici. Per esempio viene detto che Giacobbe in realtà non morì!
I Responsa (in ebraico she-elot u-teshuvot, che significa ‘domande e risposte’) sono raccolte di risposte a domande specifiche indirizzate alle autorità rabbiniche. I Responsa si occupano soprattutto di leggi rituali ebraiche, nella forma di semplici decisioni nei primi responsa o nella forma di lunghe ed erudite disquisizioni in quelli successivi. In essi sono affrontate tutte le questioni della vita ebraica. Questi Responsa iniziarono a comparire dopo la compilazione del Talmud babilonese, quando i saggi di Babilonia ricevevano richieste scritte di spiegazione di passaggi oscuri del Talmud e di decisioni su questioni di natura pratica. Da allora sono sorti migliaia di responsa.
I Codici. Tra quelli più importanti segnaliamo i seguenti. Il Mishnèh Torah (‘ripetizione della Torah’), che fu compilato da Mosè Maimonide nel XII secolo, che è un grande compendio di legge ebraica. Il Codice si diffuse rapidamente in tutto Israele e per diversi secoli rimase per molte comunità il solo codice autorevole per la vita, il pensiero e la prassi giudaica. Il Shulchan Aruch (ebraico per ‘Tavola stabilita’) compilato dall’halakista di origine spagnola Joseph Caro (1488-1575), ed ampliato dal suo contemporaneo Mosè Isserles (1525-1572), anche lui uno studioso dell’halakah, però di origine polacca. Questo codice infatti inizialmente enumerava solo le regole e le tradizioni delle comunità ebraiche di origine sefardita, per cui trascurava quelle askhenazite, al che Moses Isserles decise di aggiungervi glosse e complementi (chiamati ‘tovaglia’) per includere nel codice anche la posizione askhenazita. Lo Shulchan Aruch divenne così accettabile per qualsiasi ebreo. Esso costituisce ancora oggi il più autorevole Codice di leggi e pratiche giudaiche. Molti halakhisti di oggi nei loro libri sulle pratiche del Giudaismo si rifanno a questo codice di Caro ampliato.
Il Siddùr (ebraico per ‘ordine’), è il libro di preghiere giornaliere e del sabato. Questo libro però non è uguale per tutti, perché quello degli Ashkenaziti differisce da quello dei Sefarditi (e persino all’interno di questi due gruppi ci sono delle differenze). I movimenti moderni hanno prodotto i loro libri di preghiere come anche le comunità riformate e conservative. Il libro di preghiere delle feste è invece chiamato Machzor (ebraico per ‘ciclo annuale’), - e contiene anche i piyyuttim (che sono dei componimenti poetici), nella maggior parte dei casi solo quelli delle feste - ed anche questo varia tra le comunità ashkenazite e quelle sefardite, ed anche tra i vari movimenti ebraici. L’attuale usanza di avere un libro di preghiere giornaliere e uno per le feste si è imposta fra gli Ashkenaziti e poi sotto la loro influenza si è estesa ad alcune comunità sefardite. Prima di questa usanza però c’era un libro di preghiere unico chiamato siddur o machzor che conteneva le preghiere regolari per l’intero anno con le aggiunte per i giorni speciali (per esempio i piyyutim).
http://camcris.altervista.org/talmud.html
In italiano Libro dello Splendore. L'autore e' Rabbi Shimon Bar Yochai, grandissima figura rabbinica dell'epoca successiva alla distruzione del Bet Hamikdash (il Santuario di Gerusalemme). Una parte dei testi e' stata scritta da anonimi.
L'altro libro sacro degli ebrei è lo Zohar, scritto all'inizio del XIV sec., in Spagna, da un mistico erudito, Mosé de Léon. In esso si parla della natura divina e del mistero dei suoi nomi, dell'insegnamento della Torah sul messia e in genere si commenta in chiave allegorica il Pentateuco. E' il libro spirituale dei mistici ebrei. Pico della Mirandola, traducendolo in latino, ne permise la diffusione al di fuori degli ambienti ebraici. Può anche essere considerato il testo-base della Kabbala, quel complesso di dottrine occulte, teosofiche e mistiche, di origine gnostica e neoplatonica, sorte in seno al giudaismo medievale, a partire dal X-XI sec., come reazione al diffondersi del razionalismo aristotelico ad opera della cultura araba.
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/zohar-ebraismo.html
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EBREI MESSIANICI E OMOSESSUALITA'
EBREI PER GESU'
IL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO CONDANNANO L'OMOSESSUALITA' COME PECCATO MORTALE
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber ebrei-cristiani e studiosi biblisti
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IL VECCHIO TESTAMENTO CONDANNA L'OMOSESSULITA'
Iddio Onnipotente mandò il castigo a Sodoma e Gomorra,
perché la popolazione si era abbandonata a vizi contro natura, e per questo vediamo in GENESI: 18, 2
una manifestazione epifanica di tre Angeli-uomini, scesi per andare a controllare la situazione,
per il castigo imminente che Iddio da tempo aveva progammato e ne aveva parlato ad
Abramo, GENESI: 18, 20-Disse allora il Signore: "Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo
grande.Voglio scendere a vedere se propio hanno fatto tutto il male
di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere". Poi Abramo ci mette la buona
parola,ma essendo a Sodoma e Gomorra tutti peccatori,dovevano essere distrutti,
infatti nemmeno 10 erano giusti, GENESI 18,32.
Il Vecchio Testmento condanna l'omosessualità;
GENESI: 18, 20-19, 29
DEUTERENOMIO: 29,19-28
ISAIA: 3,9
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IL NUOVO TESTAMENTO CONDANNA L'OMOSESSUALITA'
2PIETRO: 2, 6-8
Iddio,condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra,
riducendoli in cenere,ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente.
Liberò invece il giusto Lot, angosciato dal comportamento immorale di quegli
scelerati.Quel giorno infatti,per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo
a loro,si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie.
GIUDA: 7
E anche Sodoma e Gomorra e le città vicine,dopo aver nella
stessa maniera dei suddetti commesso fornicazione in eccesso ed
essere andate dietro alla carne per uso non naturale, ci sono poste davanti
come esempio ammonitore, subendo la punizione giudiziaria del fuoco eterno.
Questi passi del Nuovo Testamento ci indicano chiaramente che per il vizio contro natura
di sodomia l'Altissimo ha punito Sodoma e Gomorra,
Vediamo che questi peccati gravissimi per la legge di Mosè meritano
la punizione mortale;
LEVITICO: 20,13
E qualora un uomo giaccia con un maschio come si giace
con una donna,entrambi hanno fatto una cosa detestabile.
Dovrebbero essere messi a morte senza fallo.Il loro propio sangue è su di essi.
Il peccato di zoofia è diverso e citato in LEVITICO: 20,15 e ESODO: 22,19, pure condannato a morte.
Altre condanne contro i rapporti omosessuali sono citati in; LEVITICO 18,22..
(tutti i passi iblici sono in versione CEI)
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Vediamo che Gesù condanna l'omosessualità;
MATTEO: 10,11-15
11"Quando arrivate in una città o in un villaggio, informatevi se c'è qualcuno adatto a ospitarvi e restate da lui fino a quando partirete da quel luogo.
12Entrando in una casa dite: La pace sia con voi! 13Se quelli che vi abitano vi accolgono bene la pace che avete augurato
venga su di loro; se invece non vi accolgono bene, il vostro augurio di pace rimanga senza effetto.
14Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete via la polvere dai vostri piedi.
15Io vi assicuro che nel giorno del giudizio gli abitanti di Sòdoma e Gomorra saranno trattati meno severamente degli abitanti di quelle città.
(versione TILC
LUCA: 10, 5-12
8"Quando andate in una città, se qualcuno vi accoglie, mangiate quel che vi offre.
9Guarite i malati che trovate e dite loro: il regno di Dio ora è vicino a voi!
10"Se invece entrate in una città e nessuno vi accoglie, allora uscite sulle piazze e dite:
11Contro di voi scuotiamo anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi. Sappiate però che il regno di Dio è vicino.
12"Vi assicuro che nel giorno del giudizio gli abitanti di Sòdoma saranno trattati meno severamente degli abitanti di quella città.
(versione Tilc
In questi passi Gesù insegna che nel giorno del giudizio saranno ancora condannati gli abitanti di Sodoma e Gomorra,
anche se meno duramente dei giudei che non accettano Gesù come Messia.
Gli abitanti di Sodoma e Gomorra sono colpevoli di sodomia, quindi Gesù condanna l'omosessualita'.
Gesù condanna la fornicazione, la porneia, termine con il quale venivano inclusi tutti i peccati impuri, compresa l'omosessualità;
MATTEO: 15, 19 e MARCO: 7,21
Comunque anche se Gesù è venuto a chiamare i peccatori, e perdona chi si
converte e pente, non è un superficiale, infatti condannerà pure i cristiani non in regola;
MATTEO: 7,21-23.
Per Gesù pure guardare una donna con malizia è adulterio; MATTEO:5,27-30.
Per Gesù le tentazioni interiori, i pensieri cattivi sono peccati; MATTEO:15,19-20.
Gesù ha insegnato che solo se chiamiamo pazzo nostro fratello, finiamo all'inferno; MATTEO: 5,22.
Gesù,vieta alterare le Sacre Scritture; MATTEO: 5,17-20.
Ora Gesù ha lasciato i suoi insegamenti ai discepoli, e vediamo che l'omosessualità
è un peccato mortale;
ROMANI: 1, 24-32
24Per questo, Dio li ha abbandonati ai loro desideri: si sono lasciati andare a impurità di ogni genere
fino al punto di comportarsi in modo vergognoso gli uni con gli altri; 25proprio loro che hanno messo idoli al posto del vero Dio,
e hanno adorato e servito quel che Dio ha creato, anziché il Creatore. A lui solo sia la lode per sempre. Amen.
26Dio li ha abbandonati lasciandoli travolgere da passioni vergognose: le loro donne hanno avuto rapporti sessuali contro natura,
invece di seguire quelli naturali. 27Anche gli uomini, invece di avere rapporti con le donne, si sono infiammati di passione gli uni per gli altri.
Uomini con uomini commettono azioni turpi, e ricevono così in loro stessi il giusto castigo per questo traviamento.
28E poiché si sono allontanati da Dio nei loro pensieri, Dio li ha abbandonati, li ha lasciati soli in balìa dei loro pensieri corrotti,
ed essi hanno compiuto cose orribili. 29Sono ormai giunti al colmo di ogni specie di ingiustizia e di vergognosi desideri.
Sono avidi, cattivi, invidiosi, assassini. Litigano e ingannano. Sono maligni, traditori, 30calunniatori, nemici di Dio,
violenti, superbi, presuntuosi, inventori di mali, ribelli ai genitori. 31Sono disonesti e non mantengono le promesse.
Sono senza pietà e incapaci di amare. 32Eppure sanno benissimo come Dio giudica quelli che commettono queste colpe:
sono degni di morte. Tuttavia, non solo continuano a commetterle, ma anche si rallegrano con tutti quelli che si comportano come loro.
(versione TILC)
1 CORINTI: 6, 8-10
8Invece ........... Sappiate però che non c'è posto per i malvagi nel nuovo mondo di Dio. Non illudetevi:
9nel regno di Dio non entreranno gli immorali, gli adoratori di idoli, gli adùlteri, i maniaci sessuali,
10i ladri, gli invidiosi, gli ubriaconi, i calunniatori, i delinquenti.
11E alcuni di voi erano così. Ma ora siete stati strappati al peccato, siete stati uniti a Cristo e accolti da Dio
nel nome del Signore Gesù Cristo, mediante lo Spirito del nostro Dio.
(versione TILC)
1 TIMOTEO: 1, 9-11.
9Ricordiamo che una legge non è fatta per quelli che agiscono bene, ma per quelli che agiscono male;
per i ribelli e i delinquenti, per i malvagi e i peccatori, per quelli che non rispettano Dio e quel che è santo,
per gli assassini e per quelli che uccidono il padre o la madre; 10per gli immorali, per i depravati (uomini che giacciono con uomini),
per i mercanti di schiavi, per i bugiardi e gli spergiuri: insomma per tutti quelli che vanno contro la sana dottrina.
11Questa dottrina è contenuta nel messaggio del Signore che è stato affidato a me; esso viene da Dio, glorioso e benedetto.
(versione TILC)
Ora da parecchi anni ebrei, protestanti ed anche certi cattolici cercano di seminare
zizzania,asserendo che le Sacre Scritture non condannano gli omosessuali.
QUESTI FALSI CRISTIANI SOSTITUISCONO I LORO FASULLI INSEGNAMENTI UMANI
ALLA LEGGE DIVINA. PER LORO E' RISERVATO IL GIUDIZIO E LA CONDANNA DIVINA.
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
IL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO CONDANNANO L'OMOSESSUALITA' COME PECCATO MORTALE
Analisi di Giuliano Lattes e Martino Gerber ebrei-cristiani e studiosi biblisti
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IL VECCHIO TESTAMENTO CONDANNA L'OMOSESSULITA'
Iddio Onnipotente mandò il castigo a Sodoma e Gomorra,
perché la popolazione si era abbandonata a vizi contro natura, e per questo vediamo in GENESI: 18, 2
una manifestazione epifanica di tre Angeli-uomini, scesi per andare a controllare la situazione,
per il castigo imminente che Iddio da tempo aveva progammato e ne aveva parlato ad
Abramo, GENESI: 18, 20-Disse allora il Signore: "Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo
grande.Voglio scendere a vedere se propio hanno fatto tutto il male
di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere". Poi Abramo ci mette la buona
parola,ma essendo a Sodoma e Gomorra tutti peccatori,dovevano essere distrutti,
infatti nemmeno 10 erano giusti, GENESI 18,32.
Il Vecchio Testmento condanna l'omosessualità;
GENESI: 18, 20-19, 29
DEUTERENOMIO: 29,19-28
ISAIA: 3,9
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IL NUOVO TESTAMENTO CONDANNA L'OMOSESSUALITA'
2PIETRO: 2, 6-8
Iddio,condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra,
riducendoli in cenere,ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente.
Liberò invece il giusto Lot, angosciato dal comportamento immorale di quegli
scelerati.Quel giorno infatti,per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo
a loro,si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie.
GIUDA: 7
E anche Sodoma e Gomorra e le città vicine,dopo aver nella
stessa maniera dei suddetti commesso fornicazione in eccesso ed
essere andate dietro alla carne per uso non naturale, ci sono poste davanti
come esempio ammonitore, subendo la punizione giudiziaria del fuoco eterno.
Questi passi del Nuovo Testamento ci indicano chiaramente che per il vizio contro natura
di sodomia l'Altissimo ha punito Sodoma e Gomorra,
Vediamo che questi peccati gravissimi per la legge di Mosè meritano
la punizione mortale;
LEVITICO: 20,13
E qualora un uomo giaccia con un maschio come si giace
con una donna,entrambi hanno fatto una cosa detestabile.
Dovrebbero essere messi a morte senza fallo.Il loro propio sangue è su di essi.
Il peccato di zoofia è diverso e citato in LEVITICO: 20,15 e ESODO: 22,19, pure condannato a morte.
Altre condanne contro i rapporti omosessuali sono citati in; LEVITICO 18,22..
(tutti i passi iblici sono in versione CEI)
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Vediamo che Gesù condanna l'omosessualità;
MATTEO: 10,11-15
11"Quando arrivate in una città o in un villaggio, informatevi se c'è qualcuno adatto a ospitarvi e restate da lui fino a quando partirete da quel luogo.
12Entrando in una casa dite: La pace sia con voi! 13Se quelli che vi abitano vi accolgono bene la pace che avete augurato
venga su di loro; se invece non vi accolgono bene, il vostro augurio di pace rimanga senza effetto.
14Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete via la polvere dai vostri piedi.
15Io vi assicuro che nel giorno del giudizio gli abitanti di Sòdoma e Gomorra saranno trattati meno severamente degli abitanti di quelle città.
(versione TILC
LUCA: 10, 5-12
8"Quando andate in una città, se qualcuno vi accoglie, mangiate quel che vi offre.
9Guarite i malati che trovate e dite loro: il regno di Dio ora è vicino a voi!
10"Se invece entrate in una città e nessuno vi accoglie, allora uscite sulle piazze e dite:
11Contro di voi scuotiamo anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi. Sappiate però che il regno di Dio è vicino.
12"Vi assicuro che nel giorno del giudizio gli abitanti di Sòdoma saranno trattati meno severamente degli abitanti di quella città.
(versione Tilc
In questi passi Gesù insegna che nel giorno del giudizio saranno ancora condannati gli abitanti di Sodoma e Gomorra,
anche se meno duramente dei giudei che non accettano Gesù come Messia.
Gli abitanti di Sodoma e Gomorra sono colpevoli di sodomia, quindi Gesù condanna l'omosessualita'.
Gesù condanna la fornicazione, la porneia, termine con il quale venivano inclusi tutti i peccati impuri, compresa l'omosessualità;
MATTEO: 15, 19 e MARCO: 7,21
Comunque anche se Gesù è venuto a chiamare i peccatori, e perdona chi si
converte e pente, non è un superficiale, infatti condannerà pure i cristiani non in regola;
MATTEO: 7,21-23.
Per Gesù pure guardare una donna con malizia è adulterio; MATTEO:5,27-30.
Per Gesù le tentazioni interiori, i pensieri cattivi sono peccati; MATTEO:15,19-20.
Gesù ha insegnato che solo se chiamiamo pazzo nostro fratello, finiamo all'inferno; MATTEO: 5,22.
Gesù,vieta alterare le Sacre Scritture; MATTEO: 5,17-20.
Ora Gesù ha lasciato i suoi insegamenti ai discepoli, e vediamo che l'omosessualità
è un peccato mortale;
ROMANI: 1, 24-32
24Per questo, Dio li ha abbandonati ai loro desideri: si sono lasciati andare a impurità di ogni genere
fino al punto di comportarsi in modo vergognoso gli uni con gli altri; 25proprio loro che hanno messo idoli al posto del vero Dio,
e hanno adorato e servito quel che Dio ha creato, anziché il Creatore. A lui solo sia la lode per sempre. Amen.
26Dio li ha abbandonati lasciandoli travolgere da passioni vergognose: le loro donne hanno avuto rapporti sessuali contro natura,
invece di seguire quelli naturali. 27Anche gli uomini, invece di avere rapporti con le donne, si sono infiammati di passione gli uni per gli altri.
Uomini con uomini commettono azioni turpi, e ricevono così in loro stessi il giusto castigo per questo traviamento.
28E poiché si sono allontanati da Dio nei loro pensieri, Dio li ha abbandonati, li ha lasciati soli in balìa dei loro pensieri corrotti,
ed essi hanno compiuto cose orribili. 29Sono ormai giunti al colmo di ogni specie di ingiustizia e di vergognosi desideri.
Sono avidi, cattivi, invidiosi, assassini. Litigano e ingannano. Sono maligni, traditori, 30calunniatori, nemici di Dio,
violenti, superbi, presuntuosi, inventori di mali, ribelli ai genitori. 31Sono disonesti e non mantengono le promesse.
Sono senza pietà e incapaci di amare. 32Eppure sanno benissimo come Dio giudica quelli che commettono queste colpe:
sono degni di morte. Tuttavia, non solo continuano a commetterle, ma anche si rallegrano con tutti quelli che si comportano come loro.
(versione TILC)
1 CORINTI: 6, 8-10
8Invece ........... Sappiate però che non c'è posto per i malvagi nel nuovo mondo di Dio. Non illudetevi:
9nel regno di Dio non entreranno gli immorali, gli adoratori di idoli, gli adùlteri, i maniaci sessuali,
10i ladri, gli invidiosi, gli ubriaconi, i calunniatori, i delinquenti.
11E alcuni di voi erano così. Ma ora siete stati strappati al peccato, siete stati uniti a Cristo e accolti da Dio
nel nome del Signore Gesù Cristo, mediante lo Spirito del nostro Dio.
(versione TILC)
1 TIMOTEO: 1, 9-11.
9Ricordiamo che una legge non è fatta per quelli che agiscono bene, ma per quelli che agiscono male;
per i ribelli e i delinquenti, per i malvagi e i peccatori, per quelli che non rispettano Dio e quel che è santo,
per gli assassini e per quelli che uccidono il padre o la madre; 10per gli immorali, per i depravati (uomini che giacciono con uomini),
per i mercanti di schiavi, per i bugiardi e gli spergiuri: insomma per tutti quelli che vanno contro la sana dottrina.
11Questa dottrina è contenuta nel messaggio del Signore che è stato affidato a me; esso viene da Dio, glorioso e benedetto.
(versione TILC)
Ora da parecchi anni ebrei, protestanti ed anche certi cattolici cercano di seminare
zizzania,asserendo che le Sacre Scritture non condannano gli omosessuali.
QUESTI FALSI CRISTIANI SOSTITUISCONO I LORO FASULLI INSEGNAMENTI UMANI
ALLA LEGGE DIVINA. PER LORO E' RISERVATO IL GIUDIZIO E LA CONDANNA DIVINA.
http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it
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