VATICANO-ISRAELE: OLMERT SI SCUSA PER SKETCH BLASFEMI
AGI) - Gerusalemme, 22 feb. - E' stato Ehud Olmert a chiedere scusa per il programma tv che facendosi beffe della Vergine e di Gesu' Cristo ha indignato la popolazione cristiana di Israele e portato alla protesta del Vaticano. "Mi dispiace per le dichiarazioni contro la religione cristiana, e in particolare contro la comunita' cristiana che convive con noi in Israele" ha detto Olmert in apertura della riunione di gabinetto, secondo quanto riportato dall'edizione on-line del quotidiano "Yediot Aharonot". Dopo aver assicurato che non e' sua intenzione "limitare la liberta' di espressione", il premier uscente ha chiesto "senso di responsabilita' e moderazione, anche quando si parla di uno show satirico".
Alcuni sketch blasfemi erano stati trasmessi nel programma di Canale 10 'The Tonight Show' in cui venivano ridicolizzati la Vergine Maria - "messa incinta all'eta' di 15 anni da un compagno di scuola" - e Gesu' - morto giovane "perche' grasso" (e quindi troppo pesante per camminare sulle acque). Durante il programma, andato in onda nei giorni scorsi con il titolo 'Like a Virgin', il comico Lior Shlein aveva anche scherzato sulle polemiche suscitate dalle frasi negazioniste di Williamson. I cristiani "negano l'Olocausto", ha detto, "allora io voglio negare la Cristianita'".
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200902221250-cro-rom1021-art.html
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domenica 22 febbraio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
Gran rabbinato rompe relazioni con il Vaticano
Revoca di scomunica al vescovo Williamson
Gran rabbinato rompe relazioni con il Vaticano
Il rabbinato di Israele ha interrotto i rapporti ufficiali con il Vaticano "indefinitamente", in segno di protesta per la decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica al vescovo lefevbriano, Richard Williamson, che in passato ha negato l'Olocausto.
Il Gran Rabbinato di Israele ha deciso di rompere a tempo indefinito le relazioni con il Vaticano, a seguito della revoca della scomunica da parte di Benedetto XVI al vescovo lefebvriano negazionista Richard Williamson. Lo
riporta il sito web del Jerusalem Post. Il Gran Rabbinato ha anche cancellato un incontro con la Commissione per i rapporti con l'ebraismo della Santa Sede, in programma a Roma dal 2 al 4 marzo.
In una lettera al cardinale Walter Casper, presidente della Commissione per le relazioni religiose con l'ebraismo della Santa Sede, il direttore generale del Gran Rabbinato di Israele, Oded Weiner, ha affermato che "senza una
pubblica scusa e una ritrattazione sarà difficile proseguire il dialogo". Secondo una fonte del Gran Rabbinato, il contenuto della lettera è stato divulgato alla stampa israeliana prima chela missiva giungesse al Vaticano, e ciò potrebbe ulteriormente complicare le relazioni tra il Gran Rabbinato e la Santa Sede.
28/01/2009
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/28/982409-gran_rabbinato_rompe_relazioni_vaticano.shtml
Gran rabbinato rompe relazioni con il Vaticano
Il rabbinato di Israele ha interrotto i rapporti ufficiali con il Vaticano "indefinitamente", in segno di protesta per la decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica al vescovo lefevbriano, Richard Williamson, che in passato ha negato l'Olocausto.
Il Gran Rabbinato di Israele ha deciso di rompere a tempo indefinito le relazioni con il Vaticano, a seguito della revoca della scomunica da parte di Benedetto XVI al vescovo lefebvriano negazionista Richard Williamson. Lo
riporta il sito web del Jerusalem Post. Il Gran Rabbinato ha anche cancellato un incontro con la Commissione per i rapporti con l'ebraismo della Santa Sede, in programma a Roma dal 2 al 4 marzo.
In una lettera al cardinale Walter Casper, presidente della Commissione per le relazioni religiose con l'ebraismo della Santa Sede, il direttore generale del Gran Rabbinato di Israele, Oded Weiner, ha affermato che "senza una
pubblica scusa e una ritrattazione sarà difficile proseguire il dialogo". Secondo una fonte del Gran Rabbinato, il contenuto della lettera è stato divulgato alla stampa israeliana prima chela missiva giungesse al Vaticano, e ciò potrebbe ulteriormente complicare le relazioni tra il Gran Rabbinato e la Santa Sede.
28/01/2009
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/01/28/982409-gran_rabbinato_rompe_relazioni_vaticano.shtml
lunedì 26 gennaio 2009
Il Vaticano imbavaglia il gesuita Roger Haight. Tutta colpa di Gesù
Il Vaticano imbavaglia il gesuita Roger Haight. Tutta colpa di Gesù
Gli si contesta di occultare la divinità di Cristo, per renderlo più presentabile al mondo. Nel cuore della disputa c'è la Compagnia di Gesù. E anche un suo autorevolissimo membro, il cardinale Carlo Maria Martini
di Sandro Magister
ROMA, 22 gennaio 2009 – Roger Haight, 72 anni, teologo, appartiene alla Compagnia di Gesù. Ma il Gesù dei suoi scritti è troppo lontano da quello professato nel Credo, a giudizio delle autorità vaticane che vigilano sulla retta dottrina.
Già nel 2004, il 13 dicembre, la congregazione per la dottrina della fede presieduta all'epoca dal cardinale Joseph Ratzinger aveva emesso una notificazione di condanna delle tesi espresse da Haight nel suo libro di cinque anni prima "Jesus Symbol of God". E aveva concluso vietando al gesuita "l'insegnamento della teologia cattolica".
Haight abbandonò la cattedra presso la Weston School of Theology di Cambridge, Massachusetts, retta dai gesuiti. Ma non smise di insegnare teologia. Passò allo Union Theological Seminar di New York, un istituto non cattolico, fondato dai presbiteriani nel 1836, in cui insegnarono teologi protestanti di prima grandezza come Reinhold Niebuhr e Paul Tillich, oggi indipendente dal controllo di singole denominazioni cristiane.
E continuò a pubblicare libri di teologia che riproponevano le sue tesi di fondo. Due libri in particolare: "Christian Community in History", in tre volumi, e "The Future of Christology".
Ma ora le autorità vaticane sono di nuovo intervenute contro di lui. Gli hanno ingiunto di cessare di insegnare teologia ovunque, anche in istituti non cattolici, e di non pubblicare libri e saggi di soggetto teologico. Questo – come già nella precedente notificazione – "finché le sue posizioni non siano rettificate così da essere in piena conformità con la dottrina della Chiesa".
Il nuovo provvedimento risale alla scorsa estate, ma solo ai primi di gennaio del 2009 è divenuto di dominio pubblico. Haight non l'ha commentato.
L'esame delle posizioni di Haight, sia questa volta, sia prima della notifica del 2004, si è svolto secondo le procedure usuali. La congregazione vaticana per la dottrina della fede ha affidato il caso al preposito generale della Compagnia di Gesù e questi a sua volta ha attivato la provincia americana della Compagnia, alla quale l'inquisito appartiene. A Haight è stato chiesto di inviare chiarimenti e rettifiche sui punti indicati come erronei. E lui l'ha fatto. Senza però convincere i suoi giudici ad assolverlo. Nel 2002 vi fu anche un curioso contrattempo. La risposta di Haight, arrivata in Vaticano in ritardo sui tempi stabiliti, generò dubbi sulla sua autenticità: non parve sicuro che fosse stata scritta effettivamente da lui. Gliela rimandarono indietro esigendo che tornasse firmata in ogni sua pagina.
Le ragioni portate a sostegno della condanna di Haight non sono di poco conto. La notificazione del 2004 le elenca meticolosamente. A giudizio delle autorità vaticane Haight usa un metodo teologico che subordina i contenuti della fede alla loro accettabilità da parte della cultura postmoderna. E alle realtà oggettive definite dagli articoli del Credo sostituisce dei simboli.
Di conseguenza, si svuotano di sostanza verità capitali della fede cristiana come la preesistenza del Verbo, la divinità di Gesù, la Trinità, il valore salvifico della morte di Gesù, l'unicità e universalità della mediazione salvifica di Gesù e della Chiesa, la risurrezione di Gesù. Su ciascuno di questi punti la notificazione vaticana dice come e perché Haight contraddice la dottrina cattolica.
Haight si è sempre attenuto alle sanzioni ricevute, sia pure dilazionando un po' i tempi. Abbandonerà presto anche la cattedra allo Union Theological Seminary di New York. E sta preparando una nuova risposta scritta da inviare alla Santa Sede.
In Vaticano sono seriamente preoccupati per questo caso. Non lo ritengono affatto circoscritto agli ambienti accademici. Haight è un teologo di notevole capacità comunicativa, è apprezzato dalla cultura "liberal" ben presente nei media, e gode di diffusi sostegni dentro la Chiesa, in particolare nella Compagnia di Gesù.
Degli ultimi sette teologi inquisiti dalla congregazione per la dottrina della fede, quattro sono gesuiti. Oltre a Haight, gli altri sono stati Anthony De Mello, Jacques Dupuis e Jon Sobrino, quest'ultimo esponente di spicco della teologia della liberazione.
Non sorprende che un anno fa, mentre la Compagnia di Gesù era riunita per eleggere il suo nuovo preposito generale, le autorità vaticane richiamassero i suoi teologi ed esegeti a una maggiore fedeltà dottrinale e a un più effettivo "sentire cum Ecclesia".
Naturalmente, non tutti i teologi gesuiti sono sotto sospetto. Ve ne sono di di riconosciuta grandezza e di indubitabile ortodossia. Uno di questi era il cardinale Avery Dulles. Per convincere Haight a correggere le sue posizioni la provincia americana della Compagnia di Gesù chiese aiuto anche a lui, nonostante la sua età avanzata e la salute precaria. Il cardinale Dulles è morto a New York lo scorso 12 dicembre.
Ma è indubbio che la teologia di Haight trovi dentro la Compagnia di Gesù un ambiente complessivamente ospitale. Egli abita a New York nella casa dei gesuiti che pubblicano "America", rivista di punta del cattolicesimo progressista. Nel marzo del 2008, quando già era interdetto dall'insegnamento ed erano in arrivo su di lui le nuove sanzioni, ha pubblicato su "America" un ampia ricognizione della teologia cattolica di fine Novecento, con i maggiori teologi classificati in sette correnti efficacemente descritte e valutate. Il tutto per mostrare che il futuro della teologia cattolica si gioca sulla sua capacità di ripresentare gli articoli del Credo in una forma comprensibile per la cultura dominante nell'Occidente.
Un'altra rivista cattolica americana schierata a sostegno di Haight è "Commonweal". Nel gennaio del 2007 ha pubblicato un'appassionata apologia del suo pensiero dal titolo: "Not So Heterodox. In Defense of Roger Haight". Ne era autore un teologo molto quotato, Paul Lakeland, docente alla Fairfield University, Connecticut, una delle 28 università gestite dai gesuiti negli Stati Uniti, e primo titolare della cattedra di studi cattolici intitolata in questa università al teologo gesuita Aloysius P. Kelley.
Altri teologi americani hanno invece espresso severe critiche nei confronti di Haight, che per alcuni anni fu anche presidente della Catholic Theological Society of America. Tra i critici si ricordano William Loewe, della Catholic University of America di Washington, D. C., e John Cavadini, della Notre Dame University di South Bend, Indiana, consulente della commissione dottrinale della conferenza dei vescovi degli Stati Uniti.
Un altro critico delle posizioni di Haight è anche lui gesuita e anche lui insegna in una università della Compagnia di Gesù, la più importante del mondo. È Gerald O'Collins, professore di teologia sistematica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, specialista in cristologia.
Di O'Collins si ricorda questa battuta, dopo la notizia della prima condanna di Haight: "Per il Gesù di Roger Haight non darei mai la vita. È un trionfo del conformismo sull'ortodossia".
Insomma, Haight tanto più preoccupa i vertici della Chiesa in quanto esprime la diffusa tendenza a sottomettere la figura di Gesù ai canoni di comprensione della cultura secolare, esaltandolo come uomo insigne e operatore di giustizia, ma offuscando la sua divinità.
Un'efficace espressione di questa tendenza – meno teologica, più discorsiva – è vista nell'ultimo libro di un altro gesuita famoso, il cardinale Carlo Maria Martini: "Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede".
È un Gesù, quello tratteggiato dal cardinale Martini, di sicuro successo, stando alle vendite di questo suo libro. In ogni caso lontanissimo dal Gesù vero Dio e vero uomo del libro "Gesù di Nazaret" di Benedetto XVI.
Ancora una volta, è Gesù salvatore il grande segno di contraddizione su cui la fede cattolica sta o cade. Ed è singolare che nel cuore di questa disputa ci sia proprio la Compagnia di Gesù.
__________
La notificazione vaticana del 13 dicembre 2004 sul libro "Jesus Symbol of God" di Roger Haight:
> "La Congregazione per la Dottrina della Fede..."
__________
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/213869
Gli si contesta di occultare la divinità di Cristo, per renderlo più presentabile al mondo. Nel cuore della disputa c'è la Compagnia di Gesù. E anche un suo autorevolissimo membro, il cardinale Carlo Maria Martini
di Sandro Magister
ROMA, 22 gennaio 2009 – Roger Haight, 72 anni, teologo, appartiene alla Compagnia di Gesù. Ma il Gesù dei suoi scritti è troppo lontano da quello professato nel Credo, a giudizio delle autorità vaticane che vigilano sulla retta dottrina.
Già nel 2004, il 13 dicembre, la congregazione per la dottrina della fede presieduta all'epoca dal cardinale Joseph Ratzinger aveva emesso una notificazione di condanna delle tesi espresse da Haight nel suo libro di cinque anni prima "Jesus Symbol of God". E aveva concluso vietando al gesuita "l'insegnamento della teologia cattolica".
Haight abbandonò la cattedra presso la Weston School of Theology di Cambridge, Massachusetts, retta dai gesuiti. Ma non smise di insegnare teologia. Passò allo Union Theological Seminar di New York, un istituto non cattolico, fondato dai presbiteriani nel 1836, in cui insegnarono teologi protestanti di prima grandezza come Reinhold Niebuhr e Paul Tillich, oggi indipendente dal controllo di singole denominazioni cristiane.
E continuò a pubblicare libri di teologia che riproponevano le sue tesi di fondo. Due libri in particolare: "Christian Community in History", in tre volumi, e "The Future of Christology".
Ma ora le autorità vaticane sono di nuovo intervenute contro di lui. Gli hanno ingiunto di cessare di insegnare teologia ovunque, anche in istituti non cattolici, e di non pubblicare libri e saggi di soggetto teologico. Questo – come già nella precedente notificazione – "finché le sue posizioni non siano rettificate così da essere in piena conformità con la dottrina della Chiesa".
Il nuovo provvedimento risale alla scorsa estate, ma solo ai primi di gennaio del 2009 è divenuto di dominio pubblico. Haight non l'ha commentato.
L'esame delle posizioni di Haight, sia questa volta, sia prima della notifica del 2004, si è svolto secondo le procedure usuali. La congregazione vaticana per la dottrina della fede ha affidato il caso al preposito generale della Compagnia di Gesù e questi a sua volta ha attivato la provincia americana della Compagnia, alla quale l'inquisito appartiene. A Haight è stato chiesto di inviare chiarimenti e rettifiche sui punti indicati come erronei. E lui l'ha fatto. Senza però convincere i suoi giudici ad assolverlo. Nel 2002 vi fu anche un curioso contrattempo. La risposta di Haight, arrivata in Vaticano in ritardo sui tempi stabiliti, generò dubbi sulla sua autenticità: non parve sicuro che fosse stata scritta effettivamente da lui. Gliela rimandarono indietro esigendo che tornasse firmata in ogni sua pagina.
Le ragioni portate a sostegno della condanna di Haight non sono di poco conto. La notificazione del 2004 le elenca meticolosamente. A giudizio delle autorità vaticane Haight usa un metodo teologico che subordina i contenuti della fede alla loro accettabilità da parte della cultura postmoderna. E alle realtà oggettive definite dagli articoli del Credo sostituisce dei simboli.
Di conseguenza, si svuotano di sostanza verità capitali della fede cristiana come la preesistenza del Verbo, la divinità di Gesù, la Trinità, il valore salvifico della morte di Gesù, l'unicità e universalità della mediazione salvifica di Gesù e della Chiesa, la risurrezione di Gesù. Su ciascuno di questi punti la notificazione vaticana dice come e perché Haight contraddice la dottrina cattolica.
Haight si è sempre attenuto alle sanzioni ricevute, sia pure dilazionando un po' i tempi. Abbandonerà presto anche la cattedra allo Union Theological Seminary di New York. E sta preparando una nuova risposta scritta da inviare alla Santa Sede.
In Vaticano sono seriamente preoccupati per questo caso. Non lo ritengono affatto circoscritto agli ambienti accademici. Haight è un teologo di notevole capacità comunicativa, è apprezzato dalla cultura "liberal" ben presente nei media, e gode di diffusi sostegni dentro la Chiesa, in particolare nella Compagnia di Gesù.
Degli ultimi sette teologi inquisiti dalla congregazione per la dottrina della fede, quattro sono gesuiti. Oltre a Haight, gli altri sono stati Anthony De Mello, Jacques Dupuis e Jon Sobrino, quest'ultimo esponente di spicco della teologia della liberazione.
Non sorprende che un anno fa, mentre la Compagnia di Gesù era riunita per eleggere il suo nuovo preposito generale, le autorità vaticane richiamassero i suoi teologi ed esegeti a una maggiore fedeltà dottrinale e a un più effettivo "sentire cum Ecclesia".
Naturalmente, non tutti i teologi gesuiti sono sotto sospetto. Ve ne sono di di riconosciuta grandezza e di indubitabile ortodossia. Uno di questi era il cardinale Avery Dulles. Per convincere Haight a correggere le sue posizioni la provincia americana della Compagnia di Gesù chiese aiuto anche a lui, nonostante la sua età avanzata e la salute precaria. Il cardinale Dulles è morto a New York lo scorso 12 dicembre.
Ma è indubbio che la teologia di Haight trovi dentro la Compagnia di Gesù un ambiente complessivamente ospitale. Egli abita a New York nella casa dei gesuiti che pubblicano "America", rivista di punta del cattolicesimo progressista. Nel marzo del 2008, quando già era interdetto dall'insegnamento ed erano in arrivo su di lui le nuove sanzioni, ha pubblicato su "America" un ampia ricognizione della teologia cattolica di fine Novecento, con i maggiori teologi classificati in sette correnti efficacemente descritte e valutate. Il tutto per mostrare che il futuro della teologia cattolica si gioca sulla sua capacità di ripresentare gli articoli del Credo in una forma comprensibile per la cultura dominante nell'Occidente.
Un'altra rivista cattolica americana schierata a sostegno di Haight è "Commonweal". Nel gennaio del 2007 ha pubblicato un'appassionata apologia del suo pensiero dal titolo: "Not So Heterodox. In Defense of Roger Haight". Ne era autore un teologo molto quotato, Paul Lakeland, docente alla Fairfield University, Connecticut, una delle 28 università gestite dai gesuiti negli Stati Uniti, e primo titolare della cattedra di studi cattolici intitolata in questa università al teologo gesuita Aloysius P. Kelley.
Altri teologi americani hanno invece espresso severe critiche nei confronti di Haight, che per alcuni anni fu anche presidente della Catholic Theological Society of America. Tra i critici si ricordano William Loewe, della Catholic University of America di Washington, D. C., e John Cavadini, della Notre Dame University di South Bend, Indiana, consulente della commissione dottrinale della conferenza dei vescovi degli Stati Uniti.
Un altro critico delle posizioni di Haight è anche lui gesuita e anche lui insegna in una università della Compagnia di Gesù, la più importante del mondo. È Gerald O'Collins, professore di teologia sistematica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, specialista in cristologia.
Di O'Collins si ricorda questa battuta, dopo la notizia della prima condanna di Haight: "Per il Gesù di Roger Haight non darei mai la vita. È un trionfo del conformismo sull'ortodossia".
Insomma, Haight tanto più preoccupa i vertici della Chiesa in quanto esprime la diffusa tendenza a sottomettere la figura di Gesù ai canoni di comprensione della cultura secolare, esaltandolo come uomo insigne e operatore di giustizia, ma offuscando la sua divinità.
Un'efficace espressione di questa tendenza – meno teologica, più discorsiva – è vista nell'ultimo libro di un altro gesuita famoso, il cardinale Carlo Maria Martini: "Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede".
È un Gesù, quello tratteggiato dal cardinale Martini, di sicuro successo, stando alle vendite di questo suo libro. In ogni caso lontanissimo dal Gesù vero Dio e vero uomo del libro "Gesù di Nazaret" di Benedetto XVI.
Ancora una volta, è Gesù salvatore il grande segno di contraddizione su cui la fede cattolica sta o cade. Ed è singolare che nel cuore di questa disputa ci sia proprio la Compagnia di Gesù.
__________
La notificazione vaticana del 13 dicembre 2004 sul libro "Jesus Symbol of God" di Roger Haight:
> "La Congregazione per la Dottrina della Fede..."
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http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/213869
venerdì 2 gennaio 2009
IL VATICANO CONTRO MARIA MADRE DI GESU'
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
DA UN PO' DI TEMPO IL VATICANO STA CERCANDO DI DISTRUGGERE LA FIGURA DELLA MADRE DI GESU'
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Vediamo che per distruggere la figura di Maria il Vaticanon usa i mezzi più idonei nel mondo attuale;
i media e particolarmente films e opere teatrali, i libri non li legge nessuno.
Ultimamente il Vaticano patrocinia il Musical " Maria di Nazaret una storia che continua " di M.Pia Liotta (1)
Al Centro Anti-Blasfemia abbiamo scritto verso Agosto di questo Musical " Maria di Nazaret un storia che continua "
sulla Madonna che era stato presentato in Vaticano ed il Vaticano lo aveva sostenuto, noi siamo diventati tristi,
perché i Musical dissacrano i Santi, li fanno cantare e quindi apparire degli imbecilli senza nessuna santità.
Ancora non eravamo a conoscenza del peggio, ecco che dei nostri membri Daniele Ascarelli e Martino Gerber,
sono stati a Roma recentemente per visitare dei loro amici e per incontrare degli studiosi biblisti americani che si
trovano a Roma, per casualità si sono trovati alla casa di Maria teatro tenda presso cinecittà, dove fanno
questo Musical, e quindi hanno visto questo spettacolo blasfemo, non potevano crederci, e perfino volevano
andare fuori a non vedere, ecco che una cantante ballerina calabrese Alma Manara figlia della M.P.Liotta
la regista e inventrice di queste bestemmie, interpreta Maria la Madre di Gesù, danzava, volteggiava, faceva salti accrobatici,
era anche sostenuta in aria con una mano,
poi cadeva sul corpo del ballerino che interpretava Giuseppe e mimava, un rapporto sessuale, ora questi balletti
scandalizzano quando sono fatti su persone normali, sono troppo osceni, figuriamoci se rappresentano Maria e Giusppe.
Ancora potrei continuare con la danza, ma è meglio raccontere il resto, in questo Musical Maria non ha nessuna grazia,
nessuna santità, è volgare, civetta, disinibita, fa la fornaia, una donna matura che lavora, grezza e popolana,
incontra gente e anche uomini, uomini che ne vogliono aprofittare, ecco che c'è un uomo che sta con lei,
perfino nella sua stanza da letto, la invoglia a fare sesso, lei ha desideri , vorrebbe,ma poi si trattiene.
Questo losco individuo è Barabba. Lasciamo il racconto che contiene altre bestemmie, un Gesù troppo
umano soggetto a sua Madre più del dovuto e tante altre cose.
Vogliamo spiegare un punto fondamentale, nei Vangeli ufficiali ed apocrifi, Maria quando incontra l'Arcangelo Gabriele,
è ancora Bambina, ben protetta e custodita, piena di virtù, il Signore è con lei, quindi è una bimba
diversa da
tutte le altre, perché piena di Santità, ora nei Vangeli ufficiali, Maria sebbene sia promessa a Giuseppe,
lo conoce solo di vista, così era uso allora con i matrimoni combinati. Dichiara in Luca " Non conosco uomo"
Ora devi sapere che Giuseppe avvertito in sogno che Maria è gravida per opera dello Spirito Santo, crede
sì ma conosce anche l'innocenza di Maria. Se invece Maria fosse la donna di mondo del Musical,
Giuseppe non l'avtrebbe creduta sincera, e avrebbe pensato che il bimbo fosse figlio di Barabba trafficante d'armi,
o altro losco individuo, i massoni cercano di ufficializzare che Gesù è nato da un soldato romano
come è scritto nel Talmud e Toledot Yeshua.
Con questi Musical e i films blasfemi voglio lavare il cervello ai cattolici.
Daniele e Martino sono di origine ebraica e biblisti, conoscono bene la storia d'Israele, e sanno che Barabba
era un brigante assassino, liberato in cambio di Gesù, ed aveva la sua età, un giovanotto, che mai
avrebbe potuto conoscere Maria bambina chiusa e protetta in casa, protetta anche dal Signore.
Come inventano storie così cattive per distruggere i Vangeli, Gesù e Maria ?
Comunque se il Musical fosse fatto da atei, pazienza, ne fanno tanti di opere blafeme.
Ma questo Musical è patrocinato dalle più alte cariche Vaticane, che vogliono diffonderlo,
anche in tutte le chiese. La prima si è svolta il Vaticano con grande successo,
poi con aiuti dall'alto queti commedianti bestemmiatori hanno ottenuto spazio a Cinecittà,
restano in questo teatro tenda fino a Maggio, poi vanno in tourné,
ora per sembrare vei cattolici fanno anche la mensa ai poveri, un vero complotto contro la Madonna.
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NON E' LA PRIMA VOLTA DEL VATICANO CONTRO LA VERA FIGURA DI MARIA CHE LA CHIESA HA CUSTODITO PER 2000 ANNI.
ECCO IL NATALE 2006 IL VATICANO APPOGGIAVA IL FILM NATIVITY DI C.HARDWIKE (1)
La chiesa cattolica da una parte si appoggia sui dogmi mariani, ma ultimamente li sta distruggendo approvando certi film blasfemi.
Il film Nativity, sostenuto dalla Chiesa Cattolica e Vaticano, ci mostra una Maria che fa un parto moderno, suo marito estrae il bambino Gesù che sta per nascere,
insanguinandosi le mani. Maria sente forti dolori, quindi questo spettacolo blasfemo del parto annulla la verginità post-partu.
Nel film ci sono altre falsità, come quella in cui gli abitanti di Nazaret criticano Maria e Giuseppe, perché lei è in attesa prima di vivere insieme,
invece dai Vangeli sappiamo che di questo mistero nessuno sapeva nulla, tranne Maria e i suoi famigiari e Giuseppe suo fidanzato.
In una scena Maria cade nel fiume, c'è un serpente, roba da matti, quando dai Vangeli sappiamo che Maria era protetta dall'Altissimo.
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Nello stesso anno 2006 il Vaticano dona l'autorizzzione pr la miniserie di Canale5 : " LA SACRA FAMIGLIA" (3)
La Sacra Famiglia. Il film per la tv è stato diretto da Raffaele Mertes ed interpretato da Alessandro Gassman nella parte di Giuseppe,
da Ana Caterina Morariu in quella di Maria, da Brando Pacitto in quella di Gesù bambino e da Franco Nero in quello di Zaccaria, padre di Giovanni il Battista.
La miniserie; " La Sacra Famiglia"di raffaele Mertes, di Canale 5, approvata dal Vaticano, fa vedere una famiglia perversa.
Maria, donna libera, scappa per convivere con un uomo, Giuseppe che è agnostico e crede che Gesù è figlio di un soldato romano.
Giacomo figlio di Giuseppe, vuole Maria, non riuscendosi con le buone,cerca di violentarla,con molta violenza,sbattendola tante
volte contro una parete ,questo Giacomo nel film così maniaco e perverso, sarebbe il S.Giacomo il Giusto,
fratello del Signore, morto martire, e Santo davvero, da una vita piena di preghiere e da una grande castità, morendo vergine.
Nella miniserie, Giuseppe e Maria si amano e fanno l'amore. Gesù non si capisce cosa sia,
da bambino sta per annegare nel fiume, poi ancora bambino amoreggia con la sua fidanzatina, Maria Maddalena.
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L'APPROVAZIONE DEL VATICANO PER QUESTE OPERE BLASFEME
(1) I testi del Musical " MARIA DI NAZARET UNA STORIA CHE CONTINUA ";
sono stati visionati ed accettati dal mariologo Padre Stefano De Fiores e don Antonio Tarzia direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo.
Il Musical è patrocinato dal Vaticano; con sostenitori entusiasti e patricinatori: il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura
e il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli. Qindi le autorità Vaticane approvano la dissacrazione della S.S. V.Maria.
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(2) FILM NATIVITY
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 17 novembre 2006 (ZENIT.org).- Domenica 26 novembre avrà luogo in Vaticano la presentazione mondiale del film “The Nativity Story”.
Tra le settemila persone che assisteranno alla proiezione nell’Aula Paolo VI ci saranno la regista del film, Catherine Hardwicke, gli attori Shohreh Aghdashloo e Oscar Isaac, i produttori Marty Bowen e Wyck Godfrey e lo sceneggiatore Mike Rich.
La proiezione del film, prodotto dalla New Line Cinema, sarà preceduta dalla lettura di un brano del Vangelo e da una preghiera scritta da monsignor Angelo Comastri, Vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano.
L’Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, pronuncerà un discorso di presentazione.
L’evento servirà per raccogliere fondi per la costruzione di una scuola nella città israeliana di Mughar – la cui popolazione è formata da cristiani, musulmani e drusi –, a 40 chilometri da Nazareth.
“The Nativity Story” racconta dell’anno di vita di Maria culminato con la nascita di Gesù, della visita dei pastori e dei Magi, della stage degli innocenti da parte di Erode e della fuga di Giuseppe e Maria con il Bambino in Egitto.
Secondo Peter Malone, critico cinematografico di Signis, la World Catholic Association for Comunication, la pellicola è interessante sia per i cristiani che per i non cristiani.
“La sceneggiatura è ben radicata nei testi biblici, sia nell’eredità dell’Antico Testamento che nel testo e nello spirito delle narrazioni evangeliche dell’infanzia”, ha affermato.
“Questo dà al film un vantaggio sulle narrazioni che limitano la prospettiva a una lettura letterale dei testi e si basano su tradizioni di pietà per la presentazione visiva”, ha osservato.
“E’ stato anche notato che la sceneggiatura offre un importante background storico per comprendere la Palestina dell’epoca e come i personaggi siano stati influenzati dal loro ambiente e dall’oppressione delle autorità”, ha spiegato Malone.
“Il successo de ‘La Passione di Cristo’ e il fatto di aver compreso che esiste un pubblico per questo tipo di film religiosi è stato un incoraggiamento”, ha quindi osservato il critico.
“Il film interesserà il pubblico cristiano, che dovrebbe apprezzarlo – con la speranza che lo apprezzeranno anche i non cristiani”, ha concluso Malone.
La pellicola verrà presentata in numerosi Paesi il 1° dicembre.
http://www.zenit.org/article-9872?l=italian
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(3) MINISERIE LASACRA FAMILIA
«Una scelta 'coraggiosa, ai limiti del temerario', dice ancora Barbieri, se è vero che - come spiega la produttrice Lorraine de Selle du Real – la famiglia reale giordana ha chiesto una lettera ufficiale di autorizzazione al Vaticano: non volevano essere il primo Paese musulmano a fare un film anticristiano, tanto più perché siamo arrivati laggiù subito dopo il polverone sollevato dalle vignette su Maometto'.
Quella lettera, firmata da monsignor John Patrick Foley, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, è arrivata, e la produttrice ne mostra una copia, da cui legge testualmente: 'Il fatto che la storia si basi principalmente sui Vangeli apocrifi non sembra motivo di preoccupazione, visto che anche The Passion di Mel Gibson si rifaceva ai Vangeli apocrifi. (Mel Gibson si è basato per il suo film non sui Vangeli apocrifi, bensi' sui 4 Vangeli e sulle rivelazioni della Beata Caterina Emmerich n.d.e.)
Il Consiglio ha preso visione del copione e la lettura non ha evidenziato elementi offensivi verso il sentimento religioso cristiano'. Parole che rafforzano la serenità di De Rita, che si è avvalso anche di consulenti cattolici: 'Abbiamo cercato di toccare il sacro facendo noi stessi un percorso di fede', dice l'autore, che ha anche curato la sceneggiatura con Luigi Spagnol e Maria Grazia Saccà.
'La fonte sono sostanzialmente i Vangeli apocrifi, in particolare quelli dell'infanzia di Gesù.
Poco è inventato, e comunque è nato dall'approfondimento di quelle testimonianze.
L'interrogativo di partenza è stato: come si comportano un padre e una madre davanti a un figlio che è Dio? Resta una domanda vera, anche se forse abbiamo sbagliato le risposte'.
'Speriamo che su di noi non si abbattano i fulmini', scherza il regista Mertes» (a firma di Ester Barcella).
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1630¶metro=
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
DA UN PO' DI TEMPO IL VATICANO STA CERCANDO DI DISTRUGGERE LA FIGURA DELLA MADRE DI GESU'
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Vediamo che per distruggere la figura di Maria il Vaticanon usa i mezzi più idonei nel mondo attuale;
i media e particolarmente films e opere teatrali, i libri non li legge nessuno.
Ultimamente il Vaticano patrocinia il Musical " Maria di Nazaret una storia che continua " di M.Pia Liotta (1)
Al Centro Anti-Blasfemia abbiamo scritto verso Agosto di questo Musical " Maria di Nazaret un storia che continua "
sulla Madonna che era stato presentato in Vaticano ed il Vaticano lo aveva sostenuto, noi siamo diventati tristi,
perché i Musical dissacrano i Santi, li fanno cantare e quindi apparire degli imbecilli senza nessuna santità.
Ancora non eravamo a conoscenza del peggio, ecco che dei nostri membri Daniele Ascarelli e Martino Gerber,
sono stati a Roma recentemente per visitare dei loro amici e per incontrare degli studiosi biblisti americani che si
trovano a Roma, per casualità si sono trovati alla casa di Maria teatro tenda presso cinecittà, dove fanno
questo Musical, e quindi hanno visto questo spettacolo blasfemo, non potevano crederci, e perfino volevano
andare fuori a non vedere, ecco che una cantante ballerina calabrese Alma Manara figlia della M.P.Liotta
la regista e inventrice di queste bestemmie, interpreta Maria la Madre di Gesù, danzava, volteggiava, faceva salti accrobatici,
era anche sostenuta in aria con una mano,
poi cadeva sul corpo del ballerino che interpretava Giuseppe e mimava, un rapporto sessuale, ora questi balletti
scandalizzano quando sono fatti su persone normali, sono troppo osceni, figuriamoci se rappresentano Maria e Giusppe.
Ancora potrei continuare con la danza, ma è meglio raccontere il resto, in questo Musical Maria non ha nessuna grazia,
nessuna santità, è volgare, civetta, disinibita, fa la fornaia, una donna matura che lavora, grezza e popolana,
incontra gente e anche uomini, uomini che ne vogliono aprofittare, ecco che c'è un uomo che sta con lei,
perfino nella sua stanza da letto, la invoglia a fare sesso, lei ha desideri , vorrebbe,ma poi si trattiene.
Questo losco individuo è Barabba. Lasciamo il racconto che contiene altre bestemmie, un Gesù troppo
umano soggetto a sua Madre più del dovuto e tante altre cose.
Vogliamo spiegare un punto fondamentale, nei Vangeli ufficiali ed apocrifi, Maria quando incontra l'Arcangelo Gabriele,
è ancora Bambina, ben protetta e custodita, piena di virtù, il Signore è con lei, quindi è una bimba
diversa da
tutte le altre, perché piena di Santità, ora nei Vangeli ufficiali, Maria sebbene sia promessa a Giuseppe,
lo conoce solo di vista, così era uso allora con i matrimoni combinati. Dichiara in Luca " Non conosco uomo"
Ora devi sapere che Giuseppe avvertito in sogno che Maria è gravida per opera dello Spirito Santo, crede
sì ma conosce anche l'innocenza di Maria. Se invece Maria fosse la donna di mondo del Musical,
Giuseppe non l'avtrebbe creduta sincera, e avrebbe pensato che il bimbo fosse figlio di Barabba trafficante d'armi,
o altro losco individuo, i massoni cercano di ufficializzare che Gesù è nato da un soldato romano
come è scritto nel Talmud e Toledot Yeshua.
Con questi Musical e i films blasfemi voglio lavare il cervello ai cattolici.
Daniele e Martino sono di origine ebraica e biblisti, conoscono bene la storia d'Israele, e sanno che Barabba
era un brigante assassino, liberato in cambio di Gesù, ed aveva la sua età, un giovanotto, che mai
avrebbe potuto conoscere Maria bambina chiusa e protetta in casa, protetta anche dal Signore.
Come inventano storie così cattive per distruggere i Vangeli, Gesù e Maria ?
Comunque se il Musical fosse fatto da atei, pazienza, ne fanno tanti di opere blafeme.
Ma questo Musical è patrocinato dalle più alte cariche Vaticane, che vogliono diffonderlo,
anche in tutte le chiese. La prima si è svolta il Vaticano con grande successo,
poi con aiuti dall'alto queti commedianti bestemmiatori hanno ottenuto spazio a Cinecittà,
restano in questo teatro tenda fino a Maggio, poi vanno in tourné,
ora per sembrare vei cattolici fanno anche la mensa ai poveri, un vero complotto contro la Madonna.
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NON E' LA PRIMA VOLTA DEL VATICANO CONTRO LA VERA FIGURA DI MARIA CHE LA CHIESA HA CUSTODITO PER 2000 ANNI.
ECCO IL NATALE 2006 IL VATICANO APPOGGIAVA IL FILM NATIVITY DI C.HARDWIKE (1)
La chiesa cattolica da una parte si appoggia sui dogmi mariani, ma ultimamente li sta distruggendo approvando certi film blasfemi.
Il film Nativity, sostenuto dalla Chiesa Cattolica e Vaticano, ci mostra una Maria che fa un parto moderno, suo marito estrae il bambino Gesù che sta per nascere,
insanguinandosi le mani. Maria sente forti dolori, quindi questo spettacolo blasfemo del parto annulla la verginità post-partu.
Nel film ci sono altre falsità, come quella in cui gli abitanti di Nazaret criticano Maria e Giuseppe, perché lei è in attesa prima di vivere insieme,
invece dai Vangeli sappiamo che di questo mistero nessuno sapeva nulla, tranne Maria e i suoi famigiari e Giuseppe suo fidanzato.
In una scena Maria cade nel fiume, c'è un serpente, roba da matti, quando dai Vangeli sappiamo che Maria era protetta dall'Altissimo.
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Nello stesso anno 2006 il Vaticano dona l'autorizzzione pr la miniserie di Canale5 : " LA SACRA FAMIGLIA" (3)
La Sacra Famiglia. Il film per la tv è stato diretto da Raffaele Mertes ed interpretato da Alessandro Gassman nella parte di Giuseppe,
da Ana Caterina Morariu in quella di Maria, da Brando Pacitto in quella di Gesù bambino e da Franco Nero in quello di Zaccaria, padre di Giovanni il Battista.
La miniserie; " La Sacra Famiglia"di raffaele Mertes, di Canale 5, approvata dal Vaticano, fa vedere una famiglia perversa.
Maria, donna libera, scappa per convivere con un uomo, Giuseppe che è agnostico e crede che Gesù è figlio di un soldato romano.
Giacomo figlio di Giuseppe, vuole Maria, non riuscendosi con le buone,cerca di violentarla,con molta violenza,sbattendola tante
volte contro una parete ,questo Giacomo nel film così maniaco e perverso, sarebbe il S.Giacomo il Giusto,
fratello del Signore, morto martire, e Santo davvero, da una vita piena di preghiere e da una grande castità, morendo vergine.
Nella miniserie, Giuseppe e Maria si amano e fanno l'amore. Gesù non si capisce cosa sia,
da bambino sta per annegare nel fiume, poi ancora bambino amoreggia con la sua fidanzatina, Maria Maddalena.
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L'APPROVAZIONE DEL VATICANO PER QUESTE OPERE BLASFEME
(1) I testi del Musical " MARIA DI NAZARET UNA STORIA CHE CONTINUA ";
sono stati visionati ed accettati dal mariologo Padre Stefano De Fiores e don Antonio Tarzia direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo.
Il Musical è patrocinato dal Vaticano; con sostenitori entusiasti e patricinatori: il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura
e il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli. Qindi le autorità Vaticane approvano la dissacrazione della S.S. V.Maria.
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(2) FILM NATIVITY
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 17 novembre 2006 (ZENIT.org).- Domenica 26 novembre avrà luogo in Vaticano la presentazione mondiale del film “The Nativity Story”.
Tra le settemila persone che assisteranno alla proiezione nell’Aula Paolo VI ci saranno la regista del film, Catherine Hardwicke, gli attori Shohreh Aghdashloo e Oscar Isaac, i produttori Marty Bowen e Wyck Godfrey e lo sceneggiatore Mike Rich.
La proiezione del film, prodotto dalla New Line Cinema, sarà preceduta dalla lettura di un brano del Vangelo e da una preghiera scritta da monsignor Angelo Comastri, Vicario generale del Papa per lo Stato della Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano.
L’Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, pronuncerà un discorso di presentazione.
L’evento servirà per raccogliere fondi per la costruzione di una scuola nella città israeliana di Mughar – la cui popolazione è formata da cristiani, musulmani e drusi –, a 40 chilometri da Nazareth.
“The Nativity Story” racconta dell’anno di vita di Maria culminato con la nascita di Gesù, della visita dei pastori e dei Magi, della stage degli innocenti da parte di Erode e della fuga di Giuseppe e Maria con il Bambino in Egitto.
Secondo Peter Malone, critico cinematografico di Signis, la World Catholic Association for Comunication, la pellicola è interessante sia per i cristiani che per i non cristiani.
“La sceneggiatura è ben radicata nei testi biblici, sia nell’eredità dell’Antico Testamento che nel testo e nello spirito delle narrazioni evangeliche dell’infanzia”, ha affermato.
“Questo dà al film un vantaggio sulle narrazioni che limitano la prospettiva a una lettura letterale dei testi e si basano su tradizioni di pietà per la presentazione visiva”, ha osservato.
“E’ stato anche notato che la sceneggiatura offre un importante background storico per comprendere la Palestina dell’epoca e come i personaggi siano stati influenzati dal loro ambiente e dall’oppressione delle autorità”, ha spiegato Malone.
“Il successo de ‘La Passione di Cristo’ e il fatto di aver compreso che esiste un pubblico per questo tipo di film religiosi è stato un incoraggiamento”, ha quindi osservato il critico.
“Il film interesserà il pubblico cristiano, che dovrebbe apprezzarlo – con la speranza che lo apprezzeranno anche i non cristiani”, ha concluso Malone.
La pellicola verrà presentata in numerosi Paesi il 1° dicembre.
http://www.zenit.org/article-9872?l=italian
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(3) MINISERIE LASACRA FAMILIA
«Una scelta 'coraggiosa, ai limiti del temerario', dice ancora Barbieri, se è vero che - come spiega la produttrice Lorraine de Selle du Real – la famiglia reale giordana ha chiesto una lettera ufficiale di autorizzazione al Vaticano: non volevano essere il primo Paese musulmano a fare un film anticristiano, tanto più perché siamo arrivati laggiù subito dopo il polverone sollevato dalle vignette su Maometto'.
Quella lettera, firmata da monsignor John Patrick Foley, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, è arrivata, e la produttrice ne mostra una copia, da cui legge testualmente: 'Il fatto che la storia si basi principalmente sui Vangeli apocrifi non sembra motivo di preoccupazione, visto che anche The Passion di Mel Gibson si rifaceva ai Vangeli apocrifi. (Mel Gibson si è basato per il suo film non sui Vangeli apocrifi, bensi' sui 4 Vangeli e sulle rivelazioni della Beata Caterina Emmerich n.d.e.)
Il Consiglio ha preso visione del copione e la lettura non ha evidenziato elementi offensivi verso il sentimento religioso cristiano'. Parole che rafforzano la serenità di De Rita, che si è avvalso anche di consulenti cattolici: 'Abbiamo cercato di toccare il sacro facendo noi stessi un percorso di fede', dice l'autore, che ha anche curato la sceneggiatura con Luigi Spagnol e Maria Grazia Saccà.
'La fonte sono sostanzialmente i Vangeli apocrifi, in particolare quelli dell'infanzia di Gesù.
Poco è inventato, e comunque è nato dall'approfondimento di quelle testimonianze.
L'interrogativo di partenza è stato: come si comportano un padre e una madre davanti a un figlio che è Dio? Resta una domanda vera, anche se forse abbiamo sbagliato le risposte'.
'Speriamo che su di noi non si abbattano i fulmini', scherza il regista Mertes» (a firma di Ester Barcella).
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1630¶metro=
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
lunedì 10 novembre 2008
IL VATICANO DICE NO AI PRETI GAY
La Chiesa ribadisce il suo «no»
Il Vaticano: «I gay non possono diventare preti»
No ai preti gay, e un secco no al sacerdozio rivolto anche a tutti coloro che aspirano alla tonaca ma trovano difficile rispettare il voto di castità. La Santa Sede ribadisce la sua posizione riguardo uno dei fondamenti della dottrina cattolica, ossia la regola di ingresso nel clero applicata nei seminari.
Ed esterna questa inflessibile conferma in un documento ufficiale reso noto ieri dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, già approvato da Papa Benedetto nel giugno scorso.
Il libriccino, intitolato «Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio», è un vero e proprio testo di indirizzo diretto ai rettori dei seminari e ai vescovi. Uno scritto nel quale viene stabilito il divieto di entrare in seminario per chiunque manifesti «tendenze omosessuali fortemente radicate» o sia dotato di una identità sessuale «incerta». Per appurare l'esistenza di tali problematiche in chi si candida al sacerdozio, e per verificare se esse possono essere risolte, ai responsabili dei seminari il documento suggerisce di ricorrere a psicologi e a specialisti di fede cattolica.
Nel caso la tendenza all'omosessualita o il rifiuto più o meno consapevole della castità venissero confermati (nonostante l'impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia), agli aspiranti preti deve essere impedito di proseguire nel percorso di consacrazione. Perché il temperamento del futuro sacerdote, proprio per la qualità dell'impegno che lo attende, non deve essere caratterizzato da «ferite psichiche» né da tratti di immaturità.
Gli «Orientamenti» emessi dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica sono molto espliciti e precisi in proposito. Tra gli impedimenti al sacerdozio annoverano infatti «forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate». Una serie di direttive che tracciano la figura di un sacerdote che sappia essere tanto saldo nei principi e nell'animo da essere in grado di divenire il primo punto di riferimento di una comunità di fedeli.
Per questo non è ritenuto sufficiente valutare se il soggetto dimostri di essere incline a una vita priva di genitalità; occorre inoltre appurare se egli sia dotato di una personalità sessuale in sè definita nonché estranea alle tendenze gay. E, rispetto alla castità, si raccomanda infine che essa non sia vissuta come «un obbligo così pesante da compromette l'equilibrio affettivo e relazionale».
Il richiamo di ieri del Vaticano è in perfetta sintonia con la nota pubblicata tre anni fa sullo stesso tema. Anche nel 2005 la Santa Sede emise direttive assai rigide sul sacerdozio: si era in presenza di una crisi generata dalle denunce sui casi di preti pedofili e omosessuali, provenienti specialmente dagli Stati Uniti.
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/10/31/946054-possono_diventare_preti.shtml
Il Vaticano: «I gay non possono diventare preti»
No ai preti gay, e un secco no al sacerdozio rivolto anche a tutti coloro che aspirano alla tonaca ma trovano difficile rispettare il voto di castità. La Santa Sede ribadisce la sua posizione riguardo uno dei fondamenti della dottrina cattolica, ossia la regola di ingresso nel clero applicata nei seminari.
Ed esterna questa inflessibile conferma in un documento ufficiale reso noto ieri dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, già approvato da Papa Benedetto nel giugno scorso.
Il libriccino, intitolato «Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio», è un vero e proprio testo di indirizzo diretto ai rettori dei seminari e ai vescovi. Uno scritto nel quale viene stabilito il divieto di entrare in seminario per chiunque manifesti «tendenze omosessuali fortemente radicate» o sia dotato di una identità sessuale «incerta». Per appurare l'esistenza di tali problematiche in chi si candida al sacerdozio, e per verificare se esse possono essere risolte, ai responsabili dei seminari il documento suggerisce di ricorrere a psicologi e a specialisti di fede cattolica.
Nel caso la tendenza all'omosessualita o il rifiuto più o meno consapevole della castità venissero confermati (nonostante l'impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia), agli aspiranti preti deve essere impedito di proseguire nel percorso di consacrazione. Perché il temperamento del futuro sacerdote, proprio per la qualità dell'impegno che lo attende, non deve essere caratterizzato da «ferite psichiche» né da tratti di immaturità.
Gli «Orientamenti» emessi dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica sono molto espliciti e precisi in proposito. Tra gli impedimenti al sacerdozio annoverano infatti «forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate». Una serie di direttive che tracciano la figura di un sacerdote che sappia essere tanto saldo nei principi e nell'animo da essere in grado di divenire il primo punto di riferimento di una comunità di fedeli.
Per questo non è ritenuto sufficiente valutare se il soggetto dimostri di essere incline a una vita priva di genitalità; occorre inoltre appurare se egli sia dotato di una personalità sessuale in sè definita nonché estranea alle tendenze gay. E, rispetto alla castità, si raccomanda infine che essa non sia vissuta come «un obbligo così pesante da compromette l'equilibrio affettivo e relazionale».
Il richiamo di ieri del Vaticano è in perfetta sintonia con la nota pubblicata tre anni fa sullo stesso tema. Anche nel 2005 la Santa Sede emise direttive assai rigide sul sacerdozio: si era in presenza di una crisi generata dalle denunce sui casi di preti pedofili e omosessuali, provenienti specialmente dagli Stati Uniti.
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/10/31/946054-possono_diventare_preti.shtml
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