domenica 16 novembre 2008

La Calabria dei buoni e dei giusti

La Calabria dei buoni e dei giusti


La religiosità popolare calabrese è una ricca risorsa, da valorizzare culturalmente e turisticamente. Rappresenta idealmente “la bella Calabria” che ha troppe ricchezze nascoste. Mentre sono troppe le brutture in vista! Ma per promuovere e tutelare questo prezioso “bene “ della nostra regione, spesso rimasto relegato nei ristretti confini delle realtà locali, occorre una mirata campagna divulgativa, che porti in tutta Italia e anche all’estero l’immagine e la storia della “Calabria dei buoni e dei giusti”. Che sono la stragrande maggioranza. Se i grandi professionisti della pubblicità televisiva, qualche anno fa, hanno scelto proprio una festa popolare calabrese per dare credito alla bontà e all’antica tradizione di una prestigiosa industria farmaceutica multinazionale, vuol dire che esiste un concreto interesse per questi “tesori del passato” . Le immagini del ballo popolare girate negli Anni Cinquanta a Gioiosa Jonica dalla “Settimana Incom” e custodite dall’”Istituto Luce”, sono state inserite nello spot trasmesso da tutte le reti televisive nazionali per mesi e mesi. La pubblicità della casa farmaceutica si dimostrò allora “salutare”, è proprio il caso di dirlo, anche per il turismo religioso, con il sensibile aumento di presenze nella festa che si svolge da oltre due secoli durante l’ultima domenica di agosto. Valorizzare sì, ma soprattutto tutelare l’autenticità della religiosità popolare, quando affiora anche la deprecabile litigiosità , con astiose polemiche aperte o sotterranee. Progressisti contro conservatori , presunti innovatori contro ambigui sostenitori della “pura” tradizione. A volte vecchio e nuovo stentano ad integrarsi e a convivere senza contraccolpi molto pesanti. Un esempio? Proprio l’antica processione di Gioiosa Jonica. I confini tra paganesimo e religiosità sono da sempre labili. Non rare perciò, le “invasioni” talvolta devastanti . E decisamente inopportune. Per amore della verità, va riconosciuto che in qualche circostanza il ballo ha subito delle estemporanee e disdicevoli trasformazioni, brusche e poco consone alla solennità dell’evento, in stridente contrapposizione con l’originario spirito della celebrazione cattolica. Si è arrivati, nei casi estremi, alla “contaminazione” con l’intrusione di novità scellerate, isolate e per fortuna subito annullate: ragazze che avevano scambiato la processione per una “esibizione di bellezze al bagno”, presentandosi in abiti succinti. E giustamente erano state invitate con cortesia e fermezza ad andar via dalla processione. Mantenere un comportamento dignitoso, evitare esibizionismi. Un malvezzo non tollerato e fortemente condannato non solo dalla Chiesa ma da chi riteneva e ritiene che la festa religiosa non può diventare il “Carnevale di Rio”. In occasione della festa dello scorso agosto, severo ed opportuno era stato il monito del vescovo di Locri, Mons. Morosini, nel confronto pubblico avuto qualche settimana prima dell’evento religioso con i fedeli gioiosani. In una affollatissima sala si é parlato del “ballo votivo” e della necessità di evitare gli “sconfinamenti”, per non portare a drastiche decisioni sul futuro svolgimento della processione. ”Pregate di più”, era stata la sua raccomandazione conclusiva. Ballo sì, ballo no? Ogni anno si ripropone l’interrogativo. E sorgono le polemiche di sempre sui temi scottanti: paganesimo, fede, folklore, preghiera, discoteca all’aperto, riflessione pubblica. E’ così da decenni. Quelli che vengono definiti tolleranti dicono : ”E’ gioia del popolo”. Gli intransigenti ribattono: ”E’ esibizionismo”. Troppo spesso non si riesce a trovare una via di mezzo. In ogni caso siamo di fronte ad un fenomeno sociale e religioso che annualmente richiama antropologi, docenti e studenti universitari italiani e stranieri. Numerosi gli studi sulla nascita e l’evolversi del “ballo”, che è stato anche argomento per tesi di laurea. Se ciò è avvenuto e continua ad avvenire, significa che è una realtà controversa ma anche interessante per la comprensione della cultura religiosa calabrese e delle sue evoluzioni. Curiosità, stupore, interrogativi per alcuni momenti dell’evento, come quando i bambini vengono “spogliati” davanti alla statua del Santo, dopo il ballo collettivo che coinvolge tante realtà sociali, per un giorno senza pregiudizi. Ricchi e poveri, professionisti ed umili operai, tutti insieme, mano nella mano, ballano e cantano, felicemente insieme per San Rocco. Ecco, ogni anno è forse questo il grande miracolo che compie ”il Santo venuto con una nave dalla Francia per salvare Gioiosa dalla peste”. Tante persone si incontrano per la prima volta, oppure si rivedono dopo decenni, divisi dall’emigrazione che ha sottratto notevoli energie positive a questa terra. Riflettere, bisogna riflettere sulla necessità di non disperdere il patrimonio che questa festa rappresenta per l’intera regione. Non si può e non si deve correre il rischio di ridimensionamento che, purtroppo, quasi sempre in Calabria porta ad amare conclusioni. Soprattutto i gioiosani debbono capirlo: senza pregiudizi e senza la difesa ad oltranza di situazioni obiettivamente criticabili. Chi arriva da altre realtà geograficamente e culturalmente molto lontane, rimane sorpreso e ritiene importante coltivare le radici delle tradizioni. Quest’anno a Gioiosa Jonica ci sono stati anche amministratori comunali e operatori economici del Trentino coinvolti nel progetto di cooperazione con la Calabria promosso dall’ex Vescovo di Locri, Mons Bregantini. Hanno seguito con attenzione la festa. Il loro commento: ”Interessante, una tradizione che va capita, merita rispetto e deve essere adeguatamente sostenuta“. E allora chi ha istituzionalmente il dovere di farlo, si prodighi concretamente per trasformare questa positiva e incoraggiante riflessione della gente del Nord in un ampio progetto di valorizzazione di tutte le grandi feste religiose della nostra martoriata terra che non può essere eternamente mortificata!


(27.10.2008)Domenico Logozzo

http://www.larivieraonline.com/news.asp?id=2408

lunedì 10 novembre 2008

GESU' CI INSEGNA CHE UBRIACARSI E' PECCATO

EBREI PER GESU'

GESU' CI INSEGNA CHE UBRIACARSI E' PECCATO


Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,39-48




In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro,
non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.
Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”.
Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù,
per distribuire a tempo debito la razione di cibo?
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare,
a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa,
e lo punirà con rigore, assegnandogli il posto fra gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;
quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.


Quindi l'uso dell'alcol smoderato è peccato, possiamo aggiungere che sicome la droga è più dannosa dell'alcol,
drogarsi è ancora più peccato che ubriacarsi.
Il tabacco contiene sostanze tossiche come la droga che danno pure dipendenza, quindi fumare è pure peccato.

Ricordiamo anche cosa ci raccomanda l'Apostolo Paolo che scrive ai Corinzi: "Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?
Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi" (1 Cor. 3:16,17),
ed ancora: "E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio,
e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo" (1 Cor. 6:19,20).
Un vero cristiano dunque si deve astenere totalmente dall'eccesso di alcol,
dalle droghe e dal tabacco.

Riflessione di Davide Fano


http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

LA BIBBIA VIETA L'ABUSO DI ALCOL

Che cosa dice la Bibbia sull’assunzione degli alcolici o del vino? È peccato per un cristiano assumere gli alcolici o il vino?



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Domanda: "Che cosa dice la Bibbia sull’assunzione degli alcolici o del vino? È peccato per un cristiano assumere gli alcolici o il vino?"

Risposta: La Scrittura contiene molti avvertimenti relativi all’assunzione gli alcolici (Levitico 10:9; Numeri 6:3; Deuteronomio 29:6; Giudici 13:4,7,14; 1 Samuele 1:15; Proverbi 20:1; 31:4,6; Isaia 5:11,22; 24:9; 28:7; 29:9; 56:12; Michea 2:11; Luca 1:15). Tuttavia, la Scrittura non proibisce necessariamente a un cristiano di bere la birra, il vino o alcun’altra bevanda che contenga alcol. In effetti, alcune Scritture trattano le bevande alcoliche in termini positivi. Ecclesiaste 9:7 dice: “Bevi il tuo vino con cuore allegro”; Salmi 104:14-15 afferma che Dio dona “il vino che rallegra il cuore dell’uomo”; Amos 9:14 tratta il vino della propria vigna come un segno della benedizione di Dio; Isaia 55:11 c’incoraggia dicendo: “Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!”

Ciò che Dio comanda ai cristiani riguardo alle bevande alcoliche è di non ubriacarsi (Efesini 5:18). La Bibbia condanna l’ubriachezza e i suoi effetti (Proverbi 23:29-35). Ai cristiani viene anche comandato di non permettere che i loro corpi siano “dominati” da nulla (1 Corinzi 6:12; 2 Pietro 2:19). Bere gli alcolici in modo eccessivo crea innegabilmente dipendenza. La Scrittura vieta anche a un cristiano di fare qualunque cosa possa offendere altri cristiani o incoraggiarli a peccare contro la loro coscienza (1 Corinzi 8:9-13). Alla luce di questi princìpi, sarebbe estremamente difficile per qualunque cristiano dire di stare assumendo alcolici alla gloria di Dio (1 Corinzi 10:31).

Gesù cambiò l’acqua in vino. Sembra anche che, occasionalmente, Gesù abbia bevuto il vino (Giovanni 2:1-11; Matteo 26:29). Ai tempi del Nuovo Testamento, l’acqua non era molto pulita. Senza le attuali misure igieniche, spesso l’acqua era piena di batteri, di virus e di tutti i generi di agenti inquinanti. Succede lo stesso in molti paesi del Terzo Mondo di oggi. Ecco perché, spesso, le persone bevevano il vino (o il succo d’uva): perché era assai più improbabile che fosse contaminato. In 1 Timoteo 5:23, Paolo consiglia a Timoteo di smettere di bere acqua (che probabilmente gli stava provocando i suoi problemi), invitandolo, invece, a bere vino. A quei tempi, il vino era fermentato (conteneva alcol), ma non necessariamente fino al punto in cui lo è oggi. È sbagliato dire che fosse succo d’uva, ma è anche sbagliato affermare che fosse identico al vino comunemente in uso oggi. Lo ripeto: la Scrittura non proibisce necessariamente ai cristiani di bere birra, vino o alcun’altra bevanda che contenga alcol. L’alcol non è in e di per se stesso contaminato dal peccato. È piuttosto dall’ubriachezza e dalla dipendenza dall’alcol che un cristiano deve assolutamente astenersi (Efesini 5:18; 1 Corinzi 6:12).

Gli alcolici, consumati in piccole quantità, non sono né nocivi né provocano dipendenza. In effetti, alcuni medici consigliano di assumere piccole quantità di vino rosso per i suoi effetti salutari, specialmente sul cuore. Per un cristiano, il consumo di piccole quantità di alcolici è una questione di libertà di coscienza. L’ubriachezza e la dipendenza sono peccato. Tuttavia, considerando gli avvertimenti biblici sull’alcol e sui suoi effetti, considerando la facile tentazione al consumo eccessivo degli alcolici e la possibilità di offendere e/o far cadere gli altri, solitamente è meglio che un cristiano si astenga del tutto dall’assumere alcolici.

http://www.gotquestions.org/Italiano/alcol-cristiano.html

FUMARE E' PECCATO

FUMARE E' SEMPRE PECCATO




Fumare, o poco o tanto, è peccato perché Paolo dice ai Corinzi: "Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi" (1 Cor. 3:16,17), ed ancora: "E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo" (1 Cor. 6:19,20). Un credente dunque si deve astenere totalmente dal fumare per non contaminare e danneggiare il suo corpo che è il tempio dello Spirito Santo. Dire che un credente almeno una sigaretta al giorno la può fumare, ma cinquanta sigarette non le può fumare è come dire che una bugia al giorno la si può dire, ma cinquanta no, insomma che mentire è lecito ma abusare della menzogna no.

http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php/dubbio_peccato_o_no_fumare-19442.html?p=472020

LA TORAH VIETA OGNI FORMA DI TATUAGGIO E PIERCING

EBREI PER GESU'
Riflessione di Tullio Laras

LA TORAH VIETA OGNI FORMA DI TATUAGGIO E PIERCING

Levitico: 19,28 "Non fatevi incisioni sul corpo in segno di lutto; non fate segni di tatuaggio sulla vostra pelle. Io sono il Signore."

Gesù non ha abolito questo comandamento, infatti è venuto per perfezionare la Torah.

Matteo: 5, 17-20

17"Non dovete pensare che io sia venuto ad abolire la legge di Mosè e l'insegnamento dei profeti. Io non sono venuto per abolirla ma per compierla in modo perfetto. 18Perché vi assicuro che fino a quando ci saranno il cielo e la terra, nemmeno la più piccola parola, anzi nemmeno una virgola, sarà cancellata dalla legge di Dio; e così fino a quando tutto non sarà compiuto.
19"Perciò, chi disubbidisce al più piccolo dei comandamenti e insegna agli altri a fare come lui, sarà il più piccolo nel regno di Dio. Chi invece mette in pratica i comandamenti e li insegna agli altri, sarà grande nel regno di Dio. 20Una cosa è certa: se non fate la volontà di Dio più seriamente di come fanno i farisei e i maestri della Legge, non entrerete nel regno di Dio.

http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

EVANGELICI E TATUAGGI

Cosa dice la Bibbia
Tatuaggi
di Betty Miller

La bibbia parla dei tatuaggi in Levitico 19:28, e dice: “Non vi farete incisioni nella carne, né vi farete tatuaggi addosso, io sono il Signore.”
Io so che per qualcuno sarà difficile quest’insegnamento perché ormai i tatuaggi sono diventati una pratica molto usata nella nostra società. Ad ogni modo se la società approva qualcosa ciò non significa che quella cosa sia giusta agli occhi di Dio. La nostra società in generale approva anche l’aborto e il divorzio come giusto. La Bibbia però dice chiaramente che Dio non approva queste cose. In pratica con quest’insegnamento non sto cercando di condannare chi ha un tatuaggio ma avvertire chi pensa di farsene uno. Dio ci ama, e, anche quando commettiamo degli errori con poco giudizio, lui non ci condanna, ma prova di aiutarci per le conseguenze di questi errori. Avere un tatuaggio non allontana nessuno dal servire il Signore. Noi sappiamo bene che ci sono molti buoni cristiani che hanno un tatuaggio e stanno servendo lo stesso il Signore e i loro tatuaggi non interferiscono con l’opera che Dio sta compiendo tramite loro. Satana prova ad usare i tatuaggi per il male ma Dio lo può convertire in bene quando noi ci affidiamo totalmente a Lui. Dio ci prende come siamo e ci usa se noi seguiamo la sua volontà. Dio non userà nessuno se noi non usciamo dal mondo in cui eravamo peccatori e non abbiamo il cuore pieno di Lui per fare la Sua volontà. Il nostro passato è sotto il sangue di Gesù e i peccati e gli sbagli del passato non intralceranno il nostro servizio per il Signore. La questione non è se Dio può usare qualcuno, ma piuttosto se i cristiani vogliono farsi i tatuaggi. Solo perché una cosa è popolare ciò non significa che sia giusta.

I tatuaggi hanno una radice di stregoneria
Oltre al verso citato sopra, la Scrittura ci avverte anche di non sfigurare i nostri corpi nei seguenti versi:
-1 Re “E quelli si misero a gridare più forte, e a farsi delle incisioni addosso, con spade e lance, finché non grondavano di sangue.”
-Deuteronomio 14:1 “Voi siete i figli di Dio; non vi farete tagli addosso né vi raderete la fronte per un morto.
Quando parla di farlo per un morto si riferisce a riti di stregoneria che si facevano allora per portare il lutto o ricordare un morto. I tatuaggi, farsi incisioni nel corpo o radersi la testa hanno radici di stregoneria. I tatuaggi hanno le loro radici nella stregoneria. Molti giovani oggi fanno queste cose perché ci sono molte influenze maligne e loro sono inconsapevoli. Loro non comprendono che queste cose possono aprire le porte all’errore e alla contaminazione. Video malvagi, depravati album di musica rock, cattivi giochi d’Internet e film violenti stanno mostrando le mode malvagie in modo da distruggere i giovani. Tatuaggi satanici, skin heads e altri di questi riti stanno aprendo molti dei nostri bambini alla demonizzazione.


La conseguenza di queste cose è molto pericolosa spiritualmente per le persone. Le persone non comprendono che questo marchio o simbolo satanico può aprire le porte ad un altro attacco satanico che permette al nemico delle nostre anime di entrare nella loro vita. Non è tanto il marchio in sé ma il peccato che c’è in esso. Oggi questa pratica è molto diffusa per il diffondersi di false religioni. Certe persone sono talmente coperte di tatuaggi che la loro apparenza sembra malvagia. Altri invece hanno piccoli tatuaggi e loro credono che siano di moda e artistici. Quest’articolo non è inteso per offendere o ferire chi ha dei tatuaggi, ma piuttosto convincere le persone che volevano farsene uno a non farlo (soprattutto i giovani). Molti tatuaggi hanno temi malvagi e occulti (stregonerie) e sono fatti con facce demoniache, teschi e figure volgari. Queste cose feriscono lo spirito umano, i tatuaggi, di qualunque tipo sono solo apparizioni sataniche e malvagie. Alcuni tatuaggi sono malvagi perché sono diabolici, mentre altri potrebbero sembrare innocenti fiorellini o semplici nomi oppure oggetti ma è lo spirito che c’è dietro che lo compromette e lo rende pericoloso per un cristiano. Dio ama le persone che hanno un tatuaggio proprio perché lui ci ama tutti. Comunque, lui vorrebbe piuttosto che noi non disfiamo il nostro corpo con nessuna moda.

Il nostro corpo è un tempio
Quando Dio creò l’uomo e la donna e li mise nel giardino con le sue altre creazioni, Lui disse in Genesi 1:31 “E Dio vide che tutte le cose che aveva fatto erano molto buone. Poi fu sera, poi fu mattina, sesto giorno.” Quando il Signore creò il corpo umano lui annunciò che il modo in cui lo creò era buono. Quando le persone si fanno i tatuaggi sono d’interferimento con tutto quello che disse Dio. Noi non dovremmo mai marcare i nostri corpi perché ciò è innaturale. Il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e noi non dobbiamo disfarlo con i tatuaggi. I tatuaggi in un corpo sono come i graffiti in un muro. Avere un tatuaggio nel nostro corpo non è segno di glorificazione verso Dio. Corinzi 6:19-20: “E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale viene da Dio, e che non appartiene a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” Che cosa c’è dentro di noi che ci rende insoddisfatti del modo in cui Dio ci ha fatto?. Molte persone non sono felici della loro immagine, e così ricercano altri modi per farli sentire meglio con loro stessi e farsi accettare dagli altri. Una delle cose più meravigliose di accettare Dio nel nostro cuore è che lui ci separa da tutte quelle cose inutili che ci sembravano indispensabili per sentirci a posto con noi stessi.

articolo tratto da: CHRIST UNLIMITED MINISTRIES
Pastor R.S.(Bud) & Betty Miller
P.O. Box 850
Dewey, AZ 86327
U.S.A.
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http://www.cristolibera.it/bibbia%20tatuaggi.htm

TESTIMONI DI GEOVA E TATUAGGI

TATUAGGI: ce li hanno tutti, o almeno così sembra. Ne fanno sfoggio rockstar, personaggi dello sport, top model e stelle del cinema. Molti adolescenti hanno seguito il loro esempio ed esibiscono con orgoglio tatuaggi su spalle, mani, vita e caviglie. “I tatuaggi sono favolosi, e averli o no è una scelta personale”, dice Andrew con convinzione.

La World Book Encyclopedia dice: “La pratica del tatuaggio consiste nell’eseguire sulla pelle disegni indelebili. Si praticano piccoli fori con un bastoncino appuntito, una punta in osso o un ago imbevuti di pigmenti fatti di sostanze coloranti naturali”.

È difficile avere dati statistici precisi, ma secondo una fonte negli Stati Uniti il 25 per cento dei giovani fra i 15 e i 25 anni avrebbero un tatuaggio. Sandy dice: “È di moda”. Perché alcuni giovani sono così attratti dai tatuaggi?

Perché tanta popolarità?

I tatuaggi sono spesso visti come simbolo di uno stile di vita ribelle

Per alcuni, tatuarsi è un modo per compiere un grande gesto romantico. Michelle spiega: “Mio fratello si è tatuato sulla caviglia il nome della ragazza con cui usciva”. Qual è il problema? “Non frequenta più quella ragazza”. Secondo la rivista Teen “i medici calcolano che più del 30 per cento di coloro che si fanno rimuovere tatuaggi sono ragazze adolescenti che vogliono cancellare il nome dell’ex ragazzo”.

Alcuni giovani considerano i tatuaggi delle opere d’arte. Altri li vedono come simbolo di indipendenza. “Sono io responsabile della mia vita”, ha dichiarato Josie, e ha aggiunto che farsi il tatuaggio “è stata l’unica decisione importante che abbia mai preso”. Per alcuni ragazzi tatuarsi significa provare qualcosa di nuovo, sentirsi padroni del proprio aspetto. Il tatuaggio può anche essere simbolo di ribellione o di uno stile di vita alternativo. Pertanto alcuni tatuaggi contengono parole e disegni osceni o slogan provocatori.

Può darsi, però, che la maggioranza dei giovani si siano semplicemente fatti influenzare dalla moda del momento. Ma anche se sembra che tutti si facciano tatuare, dovresti farlo anche tu?

L’antica arte del tatuaggio
Il tatuaggio non è affatto una pratica dei nostri giorni. Sono state rinvenute mummie egizie e libiche, risalenti a centinaia d’anni prima di Cristo, che sono tatuate. Anche in Sudamerica sono state scoperte mummie tatuate. Molte delle immagini tatuate erano collegate direttamente al culto di divinità pagane. Secondo il ricercatore Steve Gilbert, “il primo tatuaggio conosciuto che raffiguri un soggetto anziché un motivo astratto rappresenta il dio Bes. Nella mitologia egizia Bes è il dio lascivo della baldoria”.

È interessante notare che la Legge mosaica vietava ai servitori di Dio di tatuarsi. Levitico 19:28 diceva: “Non vi dovete fare tagli nella carne per un’anima deceduta, e non vi dovete fare addosso alcun tatuaggio. Io sono Geova”. Gli adoratori pagani, come gli egizi, si tatuavano sul petto o sulle braccia nomi o simboli delle loro divinità. Ubbidendo al comando di Geova di non tatuarsi gli israeliti avrebbero dimostrato di essere diversi dalle altre nazioni. — Deuteronomio 14:1, 2.

Anche se oggi i cristiani non sono sotto la Legge mosaica, il fatto che vietasse di tatuarsi fa riflettere. (Efesini 2:15; Colossesi 2:14, 15) Se sei cristiano, di sicuro non vorrai inciderti sulla pelle, nemmeno temporaneamente, simboli che sanno di pagano o di idolatrico. — 2 Corinti 6:15-18.

Rischi per la salute

Pensaci bene prima di tatuarti

Dovresti considerare anche i rischi per la salute. Robert Tomsick, che insegna dermatologia, fa questo commento: “Si tratta di forare la pelle e introdurre in quella zona sostanze pigmentate. Anche se l’ago non penetra in profondità, ogni volta che si fora la pelle si corre il rischio di contrarre infezioni batteriche o virali. In generale penso che [farsi un tatuaggio] sia rischioso”. Tomsick prosegue dicendo: “Una volta introdotto il pigmento, anche se non c’è infezione esiste sempre la possibilità di allergie da contatto, dermatiti e reazioni allergiche che possono provocare arrossamenti, gonfiori, croste e prurito”.

Anche se i tatuaggi sono fatti per essere indelebili, si usano vari metodi per cercare di rimuoverli: il laser (il tatuaggio viene bruciato), l’intervento chirurgico (il tatuaggio viene asportato), la dermoabrasione (epidermide e derma vengono rimossi con una spazzola metallica), la salabrasione (la superficie tatuata viene rimossa con una soluzione salina) e la scarificazione (il tatuaggio viene rimosso con una soluzione acida e al suo posto si forma una cicatrice). Questi metodi sono costosi e possono risultare dolorosi. “È più doloroso farsi togliere un tatuaggio con il laser che farsi tatuare”, dice la rivista Teen.

Cosa penseranno gli altri?
Dovresti anche pensare seriamente al modo in cui potrebbero reagire gli altri al tatuaggio, dato che molti non lo vedono di buon occhio. (1 Corinti 10:29-33) Li, una ragazza di Taiwan, quando aveva 16 anni volle farsi un tatuaggio. Ora ha 21 anni ed è impiegata. “Mi dà fastidio il modo in cui i colleghi fissano il tatuaggio”, ammette. Secondo Theodore Dalrymple, psicologo della Gran Bretagna, molti ritengono che i tatuaggi “sono spesso il segno tangibile . . . di appartenenza a una sottocultura violenta, brutale, antisociale e criminale”.

Un articolo della rivista American Demographics faceva questa osservazione: “È chiaro che la maggioranza degli americani considera rischioso avere un tatuaggio o un’altra forma di ‘body art’ bene in vista. L’85 per cento [dei ragazzi] concorda con l’affermazione secondo cui ‘chi ha tatuaggi visibili . . . deve rendersi conto che questa forma di libera espressione con tutta probabilità interferirà con la sua carriera o con i suoi rapporti interpersonali’”.

Valuta anche se la decisione di farti tatuare deporrebbe a favore o contro la tua asserzione di essere cristiano. Potrebbe essere “motivo d’inciampo”? (2 Corinti 6:3) È vero che certi giovani hanno tatuaggi in parti del corpo non visibili. Forse nemmeno i loro genitori sanno di questi tatuaggi segreti. Ma attenzione! Potrebbe bastare una visita medica inattesa o una doccia a scuola per svelare a tutti il tuo segreto! È meglio ‘comportarsi onestamente in ogni cosa’, evitando di ricorrere a sciocchi sotterfugi. — Ebrei 13:18.

Come tutte le mode passeggere, col tempo i tatuaggi potrebbero perdere il loro fascino. In effetti, c’è forse qualche indumento (un paio di jeans, una camicia, un abito o un paio di scarpe) che ti piace così tanto da decidere di indossarlo per tutta la vita? Naturalmente no! Gli stili, i modelli e i colori cambiano. Ma a differenza di un vestito, un tatuaggio è difficile da togliere. Inoltre, ciò che è “fantastico” quando hai 16 anni potrebbe perdere gran parte del suo fascino quando ne hai 30.

Molti si sono pentiti di aver alterato permanentemente il proprio aspetto. “Prima di conoscere Geova mi sono fatta un tatuaggio”, dice Amy. “Cerco di tenerlo coperto. Quando altri della congregazione lo notano, mi sento in imbarazzo”. Il messaggio è chiaro. Pensaci bene prima di tatuarti. Non prendere una decisione di cui in seguito potresti pentirti.


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* Alcuni nomi sono stati cambiati.

http://www.watchtower.org/i/20030922a/article_01.htm