Cresce l’interesse per gli atei svizzeri
Fenomeno passeggero o destinato a durare?
(Jacques Mouriquand) Prima c’è stata la vicenda degli autobus di Londra sui quali è stata lanciata una campagna pubblicitaria a favore dell’ateismo. Poi c’è stata l’irritazione che ha fatto seguito alla decisione di Benedetto XVI di aprire ai cattolici ultraconservatori di Lefebvre. Entrambi i casi hanno attirato, anche in Svizzera, l’attenzione su chi critica le religioni e si proclama ateo. L’Associazione svizzera del libero pensiero ha lanciato una campagna di raccolta fondi per finanziare un’azione pubblicitaria simile a quella svolta a Londra e in altre città europee. E dopo la riammissione nella chiesa cattolica romana dei vescovi del movimento di Ecône, i liberi pensatori svizzeri hanno registrato un rinnovato interesse nei loro confronti. «Il nostro sito internet ha messo a disposizione dei formulari mediante i quali chiedere di essere stralciati dai registri degli appartenenti alla chiesa», ha detto Reta Caspar, segretaria generale dell’Associazione svizzera del libero pensiero. «Naturalmente non posso sapere se chi ha scaricato il formulario abbia effettivamente deciso di lasciare la chiesa, ma mai prima d’ora avevamo registrato tanti contatti».
Atei e indifferenti
Impossibile trasformare, da un giorno all’altro, dei credenti delusi e arrabbiati in atei convinti. Tra l’affievolirsi della fede, l’indebolimento dei legami con le istituzioni e il passaggio all’ateismo, il cammino è lungo. Il sociologo Roland Campiche, commentando nel 2004 la seconda edizione del suo studio «Croire en Suisse», ha sottolineato questo aspetto affermando che «gli atei puri e duri sono una specie rara, in Svizzera».
In base ai dati dell’ultimo censimento federale, oltre l’11% della popolazione svizzera dichiara di non avere alcuna appartenenza religiosa. E il successo commerciale, nel nostro Paese, delle opere di filosofi dichiaratamente atei come Michel Onfray, André Comte-Sponville, Piergiorgio Odifreddi o Richard Dawkins, è un indizio che suggerisce un movimento significativo. O forse semplicemente il ritorno in primo piano di correnti da sempre presenti.
Temi ricorrenti
I temi cari ai liberi pensatori sono quelli relativi all’insegnamento religioso nelle scuole (in Ticino i liberi pensatori sostengono la necessità di escludere l’insegnamento confessionale della religione nella scuola, n.d.t.) e della separazione tra Stato e Chiesa. In Svizzera l’Associazione del libero pensiero contesta il meccanismo dell’imposta ecclesiastica, combatte contro l’iniziativa per il divieto di costruzione di minareti e ha sostenuto recentemente la costituzione di un’associazione di ex-musulmani. E si preoccupa per l’affiorare, in alcuni ambienti, di opinioni creazioniste. Più in generale, i liberi pensatori lamentano un’eccessiva presenza, sulla scena pubblica, del religioso.
Libero pensiero
L’ondata di indignazione che ha prodotto migliaia di messaggi inviati alle organizzazioni atee per chiedere loro di agire con maggiore determinazione si tradurrà in un vasto movimento di adesione a una visione atea del mondo? Reta Caspar afferma che l’Associazione svizzera dei liberi pensatori ha un pubblico maturo, che non utilizza internet, riceve la rivista e partecipa agli incontri, e un pubblico di giovani, entusiasti ma sfuggenti, collegati via internet, che non partecipano a nessuna manifestazione.
«Io ho l’impressione», conclude Caspar, «che molti di quelli che abbandonano le chiese non vadano a finire da nessuna parte. Se ne vanno, e basta» (Jacques Mouriquand, ProtestInfo, trad.it. Paolo Tognina)
http://www.voce-evangelica.ch/index.cfm?method=articoli.main&id=9226
venerdì 8 maggio 2009
Calendario ortodosso 2009 - c. giuliano
Calendario ortodosso 2009 - c. giuliano
Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il vecchio calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare), che avendo un piccolo difetto di calcolo rispetto al calendario solare non rispettava più l’andamento delle stagioni.
Con il nuovo calendario vennero soppressi ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell’anno 1582 e non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non divisibili per 400.
Questo nuovo calendario, che è quello che ancora oggi usiamo, prese il nome di quel Papa e si chiamò calendario gregoriano.
In alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività secondo le date del calendario giuliano, che differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano, attualmente in uso nel resto del mondo e utilizzato anche nei paesi ortodossi come calendario civile. Per questo motivo in questi paesi il Natale del Signore si celebra il 6 gennaio. Anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente.
L'anno liturgico ortodosso è caratterizzato dall'alternanza di festività e digiuni, ed è simile a quello occidentale. Tuttavia tradizionalmente si fa iniziare il 1° settembre e non la prima domenica di avvento. Comprende dodici grandi feste, presenti anche nel calendario occidentale, tratte dalla vita di Ges&Gesú e della Vergine Maria più la Pasqua, che è la festa più importante.
Il "digiuno d'inverno" è il nome del lungo periodo di digiuno precedente il Natale, mentre il digiuno corrispondente alla Quaresima, prima di Pasqua, è chiamato "grande digiuno". Esistono altri peridi di digiuno come il "digiuno degli apostoli", precedente la festa dei santi Pietro e Paolo, di una o due settimane, e il digiuno precedente la dormizione di Maria, di due settimane, dal 1 al 14 agosto.
Le dodici festività maggiori:
La Natività di Maria Madre di Dio (8 settembre)
Nascita della vergine Maria da Gioacchino e Anna
L'Esaltazione della Santa Croce (14 settembre)
La riscoperta della croce di Ges&Gesú
Entrata di Maria al Tempio (21 novembre)
Il primo ingresso di Maria al Tempio all'età di 3 anni
Natività di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (25 dicembre)
La nascita di Gesù, o Natale
Teofania (6 gennaio)
l'Epifania (visita dei Magi), il battesimo di Cristo (la benedizione dell'acqua), le nozze di Cana
Incontro del Signore (2 febbraio)
in Occidente Presentazione di Cristo al tempio da parte di Maria e Giuseppe (ed anche "la Purificazione di Maria " o Candelora)
Annunciazione di Maria (25 marzo)
L'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Maria
Entrata in Gerusalemme (domenica prima di Pasqua)
Conosciuta in Occidente come domenica delle Palme
Ascensione (40 giorni dopo Pasqua)
La salita di Cristo al cielo
Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua)
La discesa dello Spirito Santo
Trasfigurazione di Nostro Signore (6 agosto)
La trasfigurazione di Gesú davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni
Dormizione di Maria (15 agosto)
In Occidente chiamata "Assunzione di Maria"
Alcune Chiese Ortodosse adottano un calendario misto: per le feste che ricorrono in date mobili si segue il calendario Giuliano (come per la Pasqua ortodossa che deve sempre essere festeggiata dopo la pasqua ebraica), mentre per le feste che ricorrono in date fisse si segue quello Gregoriano (come per il Natale). Il calendario Giuliano è seguito soprattutto dalla Chiesa Serba, Bulgara, Russa, Gregoriana e di Gerusalemme.
http://www.piemontesacro.it/ortodossi/calendario.htm
Pasqua ortodossa
Offerte voli per Atene | Offerte voli per Mosca
La data della Pasqua ortodossa non coincide con quella della Pasqua cattolica, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, anche se a volte le due festività cadono nello stesso giorno.
La Pasqua ortodossa cade la domenica che segue la prima luna nuova dall'equinozio di primavera.
Per la chiesa ortodossa è la festa più importante, che si trascorre in famiglia e con gli amici, mentre durante l'intera settimana santa si hanno celebrazioni speciali.
In Grecia il Sabato Santo si tiene la processione, poi la messa di mezzanotte, durante la quale il sacerdote (pope) bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia la resurrezione di Cristo. Si canta un inno alla resurrezione e si lanciano foglie d'alloro. I fedeli tengono in mano delle candele che devono portare accese fino a casa.
La domenica di Pasqua si celebra con un pranzo in famiglia in uno spazio verde, in giardino o in un prato, si mangia l'agnello alla barbecue e si festeggia con canti e balli.
In Grecia è usanza mangiare le uova dipinte di rosso, dopo averle battute con l'uovo del vicino e aver pronunciato delle frasi rituali senza che l'uovo si rompa.
Negli ex paesi sovietici il venerdì santo si fa benedire in chiesa il dolce tipico di Pasqua, il Pashk, molto simile al nostro panettone, dal sapore di anice ma senza canditi e uvetta.
Calendario date Pasqua Ortodossa
Data della Pasqua Ortodossa 2009: 19 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2010: 04 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2011: 24 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2012: 15 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2013: 05 Maggio
Data della Pasqua Ortodossa 2014: 20 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2015: 12 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2016: 01 Maggio
http://dreamguides.edreams.it/pasqua-ortodossa
http://www.piemontesacro.it/ortodossi/calendario.htm
Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il vecchio calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare), che avendo un piccolo difetto di calcolo rispetto al calendario solare non rispettava più l’andamento delle stagioni.
Con il nuovo calendario vennero soppressi ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell’anno 1582 e non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non divisibili per 400.
Questo nuovo calendario, che è quello che ancora oggi usiamo, prese il nome di quel Papa e si chiamò calendario gregoriano.
In alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività secondo le date del calendario giuliano, che differisce di tredici giorni rispetto a quello gregoriano, attualmente in uso nel resto del mondo e utilizzato anche nei paesi ortodossi come calendario civile. Per questo motivo in questi paesi il Natale del Signore si celebra il 6 gennaio. Anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente.
L'anno liturgico ortodosso è caratterizzato dall'alternanza di festività e digiuni, ed è simile a quello occidentale. Tuttavia tradizionalmente si fa iniziare il 1° settembre e non la prima domenica di avvento. Comprende dodici grandi feste, presenti anche nel calendario occidentale, tratte dalla vita di Ges&Gesú e della Vergine Maria più la Pasqua, che è la festa più importante.
Il "digiuno d'inverno" è il nome del lungo periodo di digiuno precedente il Natale, mentre il digiuno corrispondente alla Quaresima, prima di Pasqua, è chiamato "grande digiuno". Esistono altri peridi di digiuno come il "digiuno degli apostoli", precedente la festa dei santi Pietro e Paolo, di una o due settimane, e il digiuno precedente la dormizione di Maria, di due settimane, dal 1 al 14 agosto.
Le dodici festività maggiori:
La Natività di Maria Madre di Dio (8 settembre)
Nascita della vergine Maria da Gioacchino e Anna
L'Esaltazione della Santa Croce (14 settembre)
La riscoperta della croce di Ges&Gesú
Entrata di Maria al Tempio (21 novembre)
Il primo ingresso di Maria al Tempio all'età di 3 anni
Natività di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (25 dicembre)
La nascita di Gesù, o Natale
Teofania (6 gennaio)
l'Epifania (visita dei Magi), il battesimo di Cristo (la benedizione dell'acqua), le nozze di Cana
Incontro del Signore (2 febbraio)
in Occidente Presentazione di Cristo al tempio da parte di Maria e Giuseppe (ed anche "la Purificazione di Maria " o Candelora)
Annunciazione di Maria (25 marzo)
L'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Maria
Entrata in Gerusalemme (domenica prima di Pasqua)
Conosciuta in Occidente come domenica delle Palme
Ascensione (40 giorni dopo Pasqua)
La salita di Cristo al cielo
Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua)
La discesa dello Spirito Santo
Trasfigurazione di Nostro Signore (6 agosto)
La trasfigurazione di Gesú davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni
Dormizione di Maria (15 agosto)
In Occidente chiamata "Assunzione di Maria"
Alcune Chiese Ortodosse adottano un calendario misto: per le feste che ricorrono in date mobili si segue il calendario Giuliano (come per la Pasqua ortodossa che deve sempre essere festeggiata dopo la pasqua ebraica), mentre per le feste che ricorrono in date fisse si segue quello Gregoriano (come per il Natale). Il calendario Giuliano è seguito soprattutto dalla Chiesa Serba, Bulgara, Russa, Gregoriana e di Gerusalemme.
http://www.piemontesacro.it/ortodossi/calendario.htm
Pasqua ortodossa
Offerte voli per Atene | Offerte voli per Mosca
La data della Pasqua ortodossa non coincide con quella della Pasqua cattolica, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano, anche se a volte le due festività cadono nello stesso giorno.
La Pasqua ortodossa cade la domenica che segue la prima luna nuova dall'equinozio di primavera.
Per la chiesa ortodossa è la festa più importante, che si trascorre in famiglia e con gli amici, mentre durante l'intera settimana santa si hanno celebrazioni speciali.
In Grecia il Sabato Santo si tiene la processione, poi la messa di mezzanotte, durante la quale il sacerdote (pope) bussa tre volte alla porta maggiore della chiesa e annuncia la resurrezione di Cristo. Si canta un inno alla resurrezione e si lanciano foglie d'alloro. I fedeli tengono in mano delle candele che devono portare accese fino a casa.
La domenica di Pasqua si celebra con un pranzo in famiglia in uno spazio verde, in giardino o in un prato, si mangia l'agnello alla barbecue e si festeggia con canti e balli.
In Grecia è usanza mangiare le uova dipinte di rosso, dopo averle battute con l'uovo del vicino e aver pronunciato delle frasi rituali senza che l'uovo si rompa.
Negli ex paesi sovietici il venerdì santo si fa benedire in chiesa il dolce tipico di Pasqua, il Pashk, molto simile al nostro panettone, dal sapore di anice ma senza canditi e uvetta.
Calendario date Pasqua Ortodossa
Data della Pasqua Ortodossa 2009: 19 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2010: 04 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2011: 24 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2012: 15 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2013: 05 Maggio
Data della Pasqua Ortodossa 2014: 20 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2015: 12 Aprile
Data della Pasqua Ortodossa 2016: 01 Maggio
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Blair chiede a tutti i leader religiosi di accettare i gay
Blair chiede a tutti i leader religiosi di accettare i gay
Mercoledì 8 Aprile 2009
L'invito che l'ex premier britannico, divenuto cattolico, rivolge anche a Benedetto XVI è di interpretare i testi sacri metaforicamente. Questo, a suo avviso, porterebbe ad accettare l'omosessualità.
Forse non tutti sanno che l'ex premier britannico Tony Blair si è convertito al cattolicesimo alla fine del 2007 sposando così la stessa fede di moglie e figli, cattolici da sempre.
In un'intervista rilasciata al magazine "Attitude" l'ex leader laburista ha dichiarato che è sua intenzione sollecitare le figure di riferimento di tutte le religioni del mondo perché adottino una interpretazione metaforica dei testi sacri e non letterale. A suoi avviso, con il tempo, questo porterebbe tutte le fedi ad accettare l'omosessualità.
Dalle dichiarazioni rilasciate ad "Attitude" sembrerebbe che l'ex inquilino di Downing Street si sia avvicinato alle fasce più liberali della Chiesa cattolica. Ma perché tutto questo interesse per le religioni, vi chiederete? E' solo foga da neoconvertito?No.
Da quando non è più premier britannico, Blair presiede una fondazione che promuove il dialogo tra le varie confessioni ed è fautore di quella che chiama la "rivoluzione silenziosa del pensiero". "Ci sono molte e grandi cose che la Chiesa cattolica fa, e ci sono molte fantastiche cose per le quali il Papa si batte - ha dichiarato Blair -, ma penso che quello che sia interessante è che se andiamo in qualsiasi Chiesa cattolica, in modo particolare quelle molto frequentate, e si fa un sondaggio, si rimarrà sorpresi di come le persone abbiano una mentalità liberale", ovvero più al passo con i tempi rispetto alle gerarchie vaticane. "Ciò che la gente spesso dimentica, per esempio - ha continuato l'ex premier -, è che l’intera ragion d’essere di Gesù o anche del profeta Maometto, fosse il cambiamento del modo di pensare tradizionale della gente".
http://www.gay.it/channel/Attualita.html/26352/Blair-chiede-a-tutti-i-leader-religiosi-di-accettare-i-gay.html
Mercoledì 8 Aprile 2009
L'invito che l'ex premier britannico, divenuto cattolico, rivolge anche a Benedetto XVI è di interpretare i testi sacri metaforicamente. Questo, a suo avviso, porterebbe ad accettare l'omosessualità.
Forse non tutti sanno che l'ex premier britannico Tony Blair si è convertito al cattolicesimo alla fine del 2007 sposando così la stessa fede di moglie e figli, cattolici da sempre.
In un'intervista rilasciata al magazine "Attitude" l'ex leader laburista ha dichiarato che è sua intenzione sollecitare le figure di riferimento di tutte le religioni del mondo perché adottino una interpretazione metaforica dei testi sacri e non letterale. A suoi avviso, con il tempo, questo porterebbe tutte le fedi ad accettare l'omosessualità.
Dalle dichiarazioni rilasciate ad "Attitude" sembrerebbe che l'ex inquilino di Downing Street si sia avvicinato alle fasce più liberali della Chiesa cattolica. Ma perché tutto questo interesse per le religioni, vi chiederete? E' solo foga da neoconvertito?No.
Da quando non è più premier britannico, Blair presiede una fondazione che promuove il dialogo tra le varie confessioni ed è fautore di quella che chiama la "rivoluzione silenziosa del pensiero". "Ci sono molte e grandi cose che la Chiesa cattolica fa, e ci sono molte fantastiche cose per le quali il Papa si batte - ha dichiarato Blair -, ma penso che quello che sia interessante è che se andiamo in qualsiasi Chiesa cattolica, in modo particolare quelle molto frequentate, e si fa un sondaggio, si rimarrà sorpresi di come le persone abbiano una mentalità liberale", ovvero più al passo con i tempi rispetto alle gerarchie vaticane. "Ciò che la gente spesso dimentica, per esempio - ha continuato l'ex premier -, è che l’intera ragion d’essere di Gesù o anche del profeta Maometto, fosse il cambiamento del modo di pensare tradizionale della gente".
http://www.gay.it/channel/Attualita.html/26352/Blair-chiede-a-tutti-i-leader-religiosi-di-accettare-i-gay.html
Gesù non si trova vagliando pro e contro
Gesù non si trova vagliando pro e contro
n. 84 del 2009-04-08 pagina 0
di Luca Doninelli
I libri più dannosi che esistano - e dannosi perché profondamente stupidi - sono quelli nei quali, su un tema fondamentale dell’esistenza, vengono presentate due tesi opposte per alimentare l’illusione (di chi ha voglia di farsi illudere) che gli argomenti pro e contro, messi su un piatto, possano consentire al lettore di operare la sua scelta.
Io credo che nessuno sia così sciocco da credere a queste cose, perché cinquemila anni di lavorìo intellettuale per costruire l’Occidente non si gettano via così. Tuttavia vengo smentito dal fatto che questi libri esistono, come dimostra Disputa su Dio e dintorni, un libro che l’editore (Mondadori, pagg. 270, euro 18,50) mi invia sapendo che ci cascherò e scriverò qualcosa. Come infatti avviene. Il libro è stato scritto a quattro mani dal teologo Vito Mancuso e dal giornalista culturale Corrado Augias. La foto sul retro ci presenta i due autori. La faccia di Augias (forse deformata alla ricerca di un’espressione intelligente: càpita a tutti) vuole dirci chiaramente che Dio non esiste e poche storie, quella di Mancuso lascia intendere che forse non è detta l’ultima parola.
Ma la storia dei testi a due tesi fa parte della storia del relativismo e dello scetticismo, con una delle due tesi destinata a prevalere sull’altra non per motivi di contenuto, non cioè perché una tesi sia migliore dell’altra, bensì per qualcosa che precede ogni contenuto, per un motivo cioè essenzialmente formale.
La forma di un libro coincide col suo destino. Due tesi presentate in modo neutro e contrapposte non si presentano al lettore senza chiedergli nulla: gli chiedono molto, anzi, e precisamente di sintonizzare la propria libertà sulla lunghezza d’onda di quella neutralità. La libertà del lettore deve essere il più neutra possibile: legge la tesi “a”, legge la tesi “b” e poi decide a seconda delle proprie inclinazioni.
Ma chi ha inclinazione per la tesi “b”, e cioè per le ragioni della fede, sa che non è questo il modo di usare la libertà, e perciò non può essere interessato a un libro come questo. Chi seguì Gesù Cristo non vagliò i pro e i contro, e chi, quasi certamente, lo fece, fu lo stesso che Lo tradì.
Un libro come questo è destinato agli scettici, a chi sa già in cuor suo che Augias ha ragione. Capisco tutti quei cattolici preoccupati di riposizionare il cattolicesimo e la Chiesa in un mondo che li ha già dichiarati inutili una volta conclusa la loro funzione anticomunista. Molti di loro credono in questo tipo di libri, pensano che sia un modo di dialogare oltretutto abbastanza vistoso.
Ma il dialogo presuppone un profondo interesse per l’altro, una stima antropologica che Augias ha già dimostrato di non avere. Né si scorge, in queste pagine, alcun ravvedimento in tal senso. Resta da domandarsi se un uomo di fede non debba ritenere più utile impiegare il tempo per scrivere un altro genere di libri.
--------------------------------------------------------------------------------
© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=342453
n. 84 del 2009-04-08 pagina 0
di Luca Doninelli
I libri più dannosi che esistano - e dannosi perché profondamente stupidi - sono quelli nei quali, su un tema fondamentale dell’esistenza, vengono presentate due tesi opposte per alimentare l’illusione (di chi ha voglia di farsi illudere) che gli argomenti pro e contro, messi su un piatto, possano consentire al lettore di operare la sua scelta.
Io credo che nessuno sia così sciocco da credere a queste cose, perché cinquemila anni di lavorìo intellettuale per costruire l’Occidente non si gettano via così. Tuttavia vengo smentito dal fatto che questi libri esistono, come dimostra Disputa su Dio e dintorni, un libro che l’editore (Mondadori, pagg. 270, euro 18,50) mi invia sapendo che ci cascherò e scriverò qualcosa. Come infatti avviene. Il libro è stato scritto a quattro mani dal teologo Vito Mancuso e dal giornalista culturale Corrado Augias. La foto sul retro ci presenta i due autori. La faccia di Augias (forse deformata alla ricerca di un’espressione intelligente: càpita a tutti) vuole dirci chiaramente che Dio non esiste e poche storie, quella di Mancuso lascia intendere che forse non è detta l’ultima parola.
Ma la storia dei testi a due tesi fa parte della storia del relativismo e dello scetticismo, con una delle due tesi destinata a prevalere sull’altra non per motivi di contenuto, non cioè perché una tesi sia migliore dell’altra, bensì per qualcosa che precede ogni contenuto, per un motivo cioè essenzialmente formale.
La forma di un libro coincide col suo destino. Due tesi presentate in modo neutro e contrapposte non si presentano al lettore senza chiedergli nulla: gli chiedono molto, anzi, e precisamente di sintonizzare la propria libertà sulla lunghezza d’onda di quella neutralità. La libertà del lettore deve essere il più neutra possibile: legge la tesi “a”, legge la tesi “b” e poi decide a seconda delle proprie inclinazioni.
Ma chi ha inclinazione per la tesi “b”, e cioè per le ragioni della fede, sa che non è questo il modo di usare la libertà, e perciò non può essere interessato a un libro come questo. Chi seguì Gesù Cristo non vagliò i pro e i contro, e chi, quasi certamente, lo fece, fu lo stesso che Lo tradì.
Un libro come questo è destinato agli scettici, a chi sa già in cuor suo che Augias ha ragione. Capisco tutti quei cattolici preoccupati di riposizionare il cattolicesimo e la Chiesa in un mondo che li ha già dichiarati inutili una volta conclusa la loro funzione anticomunista. Molti di loro credono in questo tipo di libri, pensano che sia un modo di dialogare oltretutto abbastanza vistoso.
Ma il dialogo presuppone un profondo interesse per l’altro, una stima antropologica che Augias ha già dimostrato di non avere. Né si scorge, in queste pagine, alcun ravvedimento in tal senso. Resta da domandarsi se un uomo di fede non debba ritenere più utile impiegare il tempo per scrivere un altro genere di libri.
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© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=342453
AFGHANISTAN: LEGGE AMMETTE LO STUPRO DELLE MOGLI
AFGHANISTAN: LEGGE AMMETTE LO STUPRO DELLE MOGLI
AGI) - Londra, 31 mar. - Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha firmato una legge che modifica il diritto di famiglia sciita legalizzando lo stupro della moglie da parte del marito e proibendo alle donne sposate di uscire di casa senza il permesso del coniuge. A denunciarlo all'"Independent" sono state fonti delle Nazioni Unite e diverse associazioni per i diritti delle donne che operano in Afghanistan. La riforma riguarda solo gli sciiti, per lo piu' appartenenti all'etnia hazara, la terza del Paese, il cui voto Karzai ha voluto probabilmente corteggiare in vista delle presidenziali di agosto. All'articolo 132 la nuova legge stabilisce che le mogli devono assecondare i desideri sessuali dei loro mariti e prevede che un uomo possa aspettarsi di avere rapporti con la moglie "almeno una volta ogni quattro notti", a meno che la consorte non sia indisposta. C'e' inoltre un tacito consenso per i matrimoni con bambine e si proibisce alla donna di uscire di casa senza il permesso del marito. Il testo della legge e' stato rivelato da fonti del Palazzo di Vetro al quotidiano inglese. Il progetto di legge giaceva in parlamento da piu' di un anno e solo a febbraio e' stato fatto dibattere da Karzai, in cerca di alleati nel braccio di ferro con l'opposizione sulla sua proroga in vista delle presidenziali. "Abbiamo detto a Kabul pubblicamente che questa legge deve essere modificata o che comunque ci aspettiamo un segnale chiaro che smentisca la possibilita' che una legge del genere possa vedere la luce", ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini dall'Aja, dove ha preso parte alla Conferenza internazionle sull'Afghanistan.
http://www.agi.it/estero/notizie/200903311753-est-rt11259-art.html
AGI) - Londra, 31 mar. - Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha firmato una legge che modifica il diritto di famiglia sciita legalizzando lo stupro della moglie da parte del marito e proibendo alle donne sposate di uscire di casa senza il permesso del coniuge. A denunciarlo all'"Independent" sono state fonti delle Nazioni Unite e diverse associazioni per i diritti delle donne che operano in Afghanistan. La riforma riguarda solo gli sciiti, per lo piu' appartenenti all'etnia hazara, la terza del Paese, il cui voto Karzai ha voluto probabilmente corteggiare in vista delle presidenziali di agosto. All'articolo 132 la nuova legge stabilisce che le mogli devono assecondare i desideri sessuali dei loro mariti e prevede che un uomo possa aspettarsi di avere rapporti con la moglie "almeno una volta ogni quattro notti", a meno che la consorte non sia indisposta. C'e' inoltre un tacito consenso per i matrimoni con bambine e si proibisce alla donna di uscire di casa senza il permesso del marito. Il testo della legge e' stato rivelato da fonti del Palazzo di Vetro al quotidiano inglese. Il progetto di legge giaceva in parlamento da piu' di un anno e solo a febbraio e' stato fatto dibattere da Karzai, in cerca di alleati nel braccio di ferro con l'opposizione sulla sua proroga in vista delle presidenziali. "Abbiamo detto a Kabul pubblicamente che questa legge deve essere modificata o che comunque ci aspettiamo un segnale chiaro che smentisca la possibilita' che una legge del genere possa vedere la luce", ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini dall'Aja, dove ha preso parte alla Conferenza internazionle sull'Afghanistan.
http://www.agi.it/estero/notizie/200903311753-est-rt11259-art.html
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L'APOSTASIA DEI FALSI PROFETI E FALSI MAESTRI
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
L'APOSTASIA DEI FALSI PROFETI E FALSI MAESTRI
SECONDA LETTERA DI S.PIETRO: 2, 1-3
2-1Un tempo, in mezzo al popolo di Dio ci furono anche falsi profeti. Allo stesso modo verranno anche tra voi falsi maestri. Essi cercheranno di diffondere eresie disastrose e si metteranno perfino contro il Signore che li ha salvati; ma andranno presto in rovina. 2Molti li ascolteranno e vivranno, come loro, una vita immorale. Per colpa loro, la fede cristiana sarà disprezzata. 3Per il desiderio di ricchezza, vi imbroglieranno con ragionamenti sbagliati. Ma la condanna di questi falsi maestri è già pronta; la loro rovina non si farà aspettare.
ATTI: 20, 29-32
20-29 Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; 30 perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. 31 Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. 32 Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l`eredità con tutti i santificati.
SECONDA LETTERA DI S.TIMOTEO: 4, 1-5
41Davanti a Dio e davanti a Cristo Gesù che si manifesterà come re, quando verrà a giudicare i vivi e i morti, voglio farti una raccomandazione: 2predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione, rimprovera, raccomanda e incoraggia, usando tutta la tua pazienza e la tua capacità d'insegnare. 3Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare. 4Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole.
5Tu però sta' sempre in guardia, sopporta le sofferenze, continua il tuo lavoro di predicatore del Vangelo, porta a termine il tuo impegno a servizio di Dio.
Citazioni Bibbia Cei
http://www.bibbiaedu.it/bibbia/home.html
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
L'APOSTASIA DEI FALSI PROFETI E FALSI MAESTRI
SECONDA LETTERA DI S.PIETRO: 2, 1-3
2-1Un tempo, in mezzo al popolo di Dio ci furono anche falsi profeti. Allo stesso modo verranno anche tra voi falsi maestri. Essi cercheranno di diffondere eresie disastrose e si metteranno perfino contro il Signore che li ha salvati; ma andranno presto in rovina. 2Molti li ascolteranno e vivranno, come loro, una vita immorale. Per colpa loro, la fede cristiana sarà disprezzata. 3Per il desiderio di ricchezza, vi imbroglieranno con ragionamenti sbagliati. Ma la condanna di questi falsi maestri è già pronta; la loro rovina non si farà aspettare.
ATTI: 20, 29-32
20-29 Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; 30 perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. 31 Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. 32 Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l`eredità con tutti i santificati.
SECONDA LETTERA DI S.TIMOTEO: 4, 1-5
41Davanti a Dio e davanti a Cristo Gesù che si manifesterà come re, quando verrà a giudicare i vivi e i morti, voglio farti una raccomandazione: 2predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione, rimprovera, raccomanda e incoraggia, usando tutta la tua pazienza e la tua capacità d'insegnare. 3Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare. 4Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole.
5Tu però sta' sempre in guardia, sopporta le sofferenze, continua il tuo lavoro di predicatore del Vangelo, porta a termine il tuo impegno a servizio di Dio.
Citazioni Bibbia Cei
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lunedì 30 marzo 2009
IL RITORNO DEL SIGNORE GESU' SECONDO LE SACRE SCRITTURE
IL RITORNO DEL SIGNORE GESU' SECONDO LE SACRE SCRITTURE
Caratteristiche del ritorno di Cristo
Subito dopo la partenza fisica di Gesù dal monte degli Ulivi e mentre ancora i suoi discepoli guardavano fissamente verso l'alto con timore e meraviglia, fu loro fatta la seguente promessa: « E come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentr'egli (Gesù) se ne andava, ecco due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo" » (Atti 1:10-11).
Le parole tradotte « nella medesima maniera » nell'originale sono ancora più precise in quanto dicono « esattamente nella medesima maniera ». Esattamente come è partito fìsicamente, visibilmente e personalmente dalla terra, così egli ritornerà. Così come è partito con le nuvole, così ritornerà.
Il suo ritorno sarà personale, visibile e fisico
L'apostolo Giovanni ha detto: « Ecco, egli viene con le nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui » (Apocalisse 1:7).
Zaccaria ha predetto il medesimo quadro 500 anni prima della nascita di Cristo: « ... ed essi (gli Ebrei credenti) riguarderanno a me (Gesù), a colui ch'essi hanno trafitto, e ne faran cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico... » (Zaccaria 12:10).
Fare cordoglio per colui che è stato trafitto vuoi dire riconoscere Gesù che è stato crocifisso e rigettato. Ciò richiede una drammatica apparizione personale e fisica.
Gesù promise davanti al sommo sacerdote durante il suo processo: «... anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza (Dio) e venire sulle nuvole del cielo» (Matteo 26:64).
Su questa affermazione si basarono ufficialmente l'accusa di bestemmia e la conseguente condanna a morte. Gesù osò presentarsi come colui che adempiva alle due più note profezie riguardanti la venuta nella gloria del Messia per governare la terra. La prima, pronunciata prima del 1000 a.C., è dei Salmi: « L'Eterno (Dio, il Padre) ha detto al mio Signore (Dio, il Figlio): Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de' tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi » (Salmo 110:1).
La seconda del 550 a.C. circa è di Daniele: « Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile ad un figliuol d'uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui. E gli furono dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno un regno che non sarà distrutto » (Daniele 7:13-14).
Nessuna meraviglia se alla corte suprema ebraica (il sinedrio) venne il capogiro. Quando Gesù fece la sua fantastica asserzione in una frase molto chiara, delle due una: o buttarsi in ginocchio ed adorarlo, o ucciderlo. Essi scelsero l'ultima soluzione.
La sua venuta sarà improvvisa e sorprendente
Gesù predisse la rapidità del suo ritorno nella maniera seguente: « Perché come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo » (Matteo 24:27).
Egli disse ancora: « E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria » (Matteo 24:30).
« Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. » (Matteo 24:38-42)
Egli sarà in compagnia dei santi
E' importante sottolineare che molti riferimenti al ritorno di Cristo affermano ch'egli verrà sulle « nuvole del cielo ». Noi crediamo che le nuvole si riferiscono alle miriadi di credenti che in vesti bianche ritorneranno con Cristo.
In Ebrei 12:1 si parla dei credenti come di « gran nuvolo di testimoni ». Le nuvole dunque sarebbero i credenti di tutte le epoche della chiesa, voi e io, che ritornano in corpi immortali glorificati e che sono stati in antecedenza rapiti per incontrare Cristo nell'aria per l'ultimo viaggio, prima dei sette anni di tribolazione sulla terra e della resurrezione dei santi dell'Antico Testamento (Apocalisse 19:14).
La parola « santo » indica qualcuno che è messo a parte come possesso di Dio ed è usata per indicare tutti quelli che hanno creduto in Cristo come Salvatore. Questa parola è spesso usata anche per indicare coloro che accompagneranno Cristo nel suo ritorno.
Così diceva Zaccaria parlando della seconda venuta del Messia: « ...e l'Eterno, il mio Dio verrà, e tutti i suoi santi con lui » (Zaccaria 14:5).
L'apostolo Giovanni parla del fatto che i santi che torneranno con Cristo saranno vestiti di « lino fino bianco e puro » (Apocalisse 19:14).
Giovanni spiega il perché del lino bianco: «... e (alla chiesa formata dai credenti che sono stati rapiti) le è stato dato di vestirsi di lino bianco, risplendente e puro: poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi » (Apocalisse 19:8).
La sua venuta sarà accompagnata da un giudizio terribile
Quando Gesù venne la prima volta non fu per giudicare il mondo ma per salvarlo. Venne come l'Agnello di Dio che diede la sua vita per togliere il peccato del mondo. L'unica condizione stabilita da Dio era che l'uomo credesse in Cristo come Salvatore. Oggi la porta della grazia è ancora aperta, ma presto, quando tornerà per la seconda volta, Gesù verrà come giudice, per giudicare quelli che hanno respinto il libero dono della salvezza dai peccati. L'uomo avrà dimostrato in maniera inequivocabile di essere meritevole di giudizio.
Secondo Zaccaria saranno radunate « tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme ». Gli Ebrei viventi nella zona saranno sull'orlo dell'annientamento quando Dio darà loro la forza soprannaturale per fuggire. Allora Dio continuerà a lottare per loro e li salverà.
I piedi di Gesù toccheranno la terra là dove l'hanno lasciata sul monte degli Ulivi. L'istante stesso in cui Gesù la toccherà, con un grande terremoto la montagna si dividerà in due. Il gigantesco crepaccio risultante attraverserà il centro della montagna da oriente ad occidente. Ad oriente partirà dalla punta settentrionale del mar Morto e ad occidente arriverà al Mediterraneo (Zaccaria 14).
Zaccaria predice un fatto strano conseguente alla spaccatura della terra. I Giudei credenti che si troveranno a Gerusalemme fuggiranno verso il crepaccio invece di far la cosa più naturale e cioè quella di fuggirne lontano. Essi conosceranno questa profezia e comprenderanno che la grande caverna sarà aperta per loro, in modo che il Signore possa proteggerli dalla terribile distruzione che farà cadere sulle schiere nemiche tutt'intorno.
La natura delle forze che il Signore scatenerà in quel giorno contro gli eserciti radunati nel Medio Oriente è descritta in Zaccaria 14:12: « E questa sarà la piaga con la quale l'Eterno colpirà tutti i popoli che avran mosso guerra a Gerusalemme: la loro carne si consumerà mentre stanno in piedi, gli occhi si struggeranno loro nelle orbite, e la loro lingua si consumerà nella loro bocca. »
Un quadro terrificante, non è vero? Non vi viene da pensare che questo è esattamente ciò che accade a chi è esposto ad un'esplosione termonucleare?
Il paradiso ristabilito
Il regno di Dio sarà caratterizzato da pace vera ed uguaglianza e da una spiritualità e conoscenza universali del Signore. Tutti gli uomini avranno a sufficienza e dimoreranno in sicurezza. La Grande Società che i governanti umani hanno sempre promesso attraverso i secoli e non hanno mai prodotta, finalmente sarà realizzata da Cristo il Signore. I mansueti e non gli arroganti erediteranno la terra (Isaia 11).
Preludio all'eternità
Come è stato ricordato nei capitoli 8 e 9, Daniele ha predetto i quattro grandi regni mondiali che saranno stabiliti nel tempo che va dal sesto secolo a.C. fino alla venuta del Messia. Questi regni sono il Babilonese, il Medo-persiano, il Greco e il Romano, quest'ultimo con la sua nuova forma negli ultimi giorni. Il quinto regno mondiale, che secondo Daniele assoggetterà la rinata forma dell'impero romano, è il regno messianico (Daniele 7:13-27).
Questo regno avrà inizio nel tempo, con sudditi mortali (Apocalisse 20:4-6), durerà 1000 anni; alla fine di questo tempo un gran numero di nazioni daranno inizio ad una ribellione contro Cristo. Il Signore li giudicherà prima che la ribellione raggiunga l'attuale livello di lotta (Apocalisse 20:7-10).
Dopo questo avvenimento tutti gli uomini assumeranno una forma immortale ed anche il regno di Dio, senza cessare d'esistere, cambierà forma e sarà ristabilito in un nuovo cielo e una nuova terra (Apocalisse 21).
La successione degli avvenimenti è chiara negli ultimi capitoli dell'Apocalisse. Innanzi tutto ha luogo il ritorno di Cristo al culmine della più grande guerra di tutti i tempi. Poi Cristo divide i viventi fra credenti e non credenti; i non credenti saranno giudicati e scacciati dalla terra (Apocalisse 20:1-6; cfr. Matteo 25:41-46). Come terzo passo, Cristo stabilisce il regno del millennio e i credenti ne sono i cittadini con l'incarico di popolarlo (Apocalisse 20:11-15; cfr. Matteo 25:31-40). Quarto, alla fine dei mille anni Cristo giudica coloro che si sono ribellati, e cancella completamente i vecchi cieli e la vecchia terra creandone di nuovi (Apocalisse 21; Isaia 65:17; 2 Pietro 3:8-13). Questo è il destino finale di tutte le persone che sono state redente da Cristo.
Quante volte ci siamo chiesto come sarà il cielo? Secondo le indicazioni di brani come Apocalisse 21 e 22 il cielo è un posto reale e meraviglioso. Non vagabonderemo come spiriti disincarnati, suonando l'arpa per l'eternità, come alcune persone immaginano.
Vivremo in eterno alla presenza di Dio, coeredi di Cristo, come re e sacerdoti in eterno, senza più dolore o lacrime.
Conosceremo una gioia immensa e senza fine, circondati da una terra e da un cielo d'indescrivibile bellezza. Pensate al posto più bello che abbiate mai visto, ingranditene la bellezza oltre la vostra capacità di comprensione, immaginate che cosa sarebbe senza morte, malattia, ne altro malanno, e avrete una pallida idea del cielo.
La parola tradotta « nuovo » in Apocalisse 21:1 significa nuovo nel tipo e nell'ordine, e non soltanto nuovo riguardo al tempo. Pietro descrive il processo che Dio userà per rinnovare il cielo e la terra ora esistenti: « Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le cose che sono in essa saranno arse. Poiché dunque tutte queste cose hanno da dissolversi, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno, e gli elementi infiammati si struggeranno? Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia » (2 Pietro 3:10-13).
http://camcris.altervista.org/auptritrn.html
Caratteristiche del ritorno di Cristo
Subito dopo la partenza fisica di Gesù dal monte degli Ulivi e mentre ancora i suoi discepoli guardavano fissamente verso l'alto con timore e meraviglia, fu loro fatta la seguente promessa: « E come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentr'egli (Gesù) se ne andava, ecco due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo" » (Atti 1:10-11).
Le parole tradotte « nella medesima maniera » nell'originale sono ancora più precise in quanto dicono « esattamente nella medesima maniera ». Esattamente come è partito fìsicamente, visibilmente e personalmente dalla terra, così egli ritornerà. Così come è partito con le nuvole, così ritornerà.
Il suo ritorno sarà personale, visibile e fisico
L'apostolo Giovanni ha detto: « Ecco, egli viene con le nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui » (Apocalisse 1:7).
Zaccaria ha predetto il medesimo quadro 500 anni prima della nascita di Cristo: « ... ed essi (gli Ebrei credenti) riguarderanno a me (Gesù), a colui ch'essi hanno trafitto, e ne faran cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico... » (Zaccaria 12:10).
Fare cordoglio per colui che è stato trafitto vuoi dire riconoscere Gesù che è stato crocifisso e rigettato. Ciò richiede una drammatica apparizione personale e fisica.
Gesù promise davanti al sommo sacerdote durante il suo processo: «... anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza (Dio) e venire sulle nuvole del cielo» (Matteo 26:64).
Su questa affermazione si basarono ufficialmente l'accusa di bestemmia e la conseguente condanna a morte. Gesù osò presentarsi come colui che adempiva alle due più note profezie riguardanti la venuta nella gloria del Messia per governare la terra. La prima, pronunciata prima del 1000 a.C., è dei Salmi: « L'Eterno (Dio, il Padre) ha detto al mio Signore (Dio, il Figlio): Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de' tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi » (Salmo 110:1).
La seconda del 550 a.C. circa è di Daniele: « Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile ad un figliuol d'uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui. E gli furono dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno un regno che non sarà distrutto » (Daniele 7:13-14).
Nessuna meraviglia se alla corte suprema ebraica (il sinedrio) venne il capogiro. Quando Gesù fece la sua fantastica asserzione in una frase molto chiara, delle due una: o buttarsi in ginocchio ed adorarlo, o ucciderlo. Essi scelsero l'ultima soluzione.
La sua venuta sarà improvvisa e sorprendente
Gesù predisse la rapidità del suo ritorno nella maniera seguente: « Perché come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo » (Matteo 24:27).
Egli disse ancora: « E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria » (Matteo 24:30).
« Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. » (Matteo 24:38-42)
Egli sarà in compagnia dei santi
E' importante sottolineare che molti riferimenti al ritorno di Cristo affermano ch'egli verrà sulle « nuvole del cielo ». Noi crediamo che le nuvole si riferiscono alle miriadi di credenti che in vesti bianche ritorneranno con Cristo.
In Ebrei 12:1 si parla dei credenti come di « gran nuvolo di testimoni ». Le nuvole dunque sarebbero i credenti di tutte le epoche della chiesa, voi e io, che ritornano in corpi immortali glorificati e che sono stati in antecedenza rapiti per incontrare Cristo nell'aria per l'ultimo viaggio, prima dei sette anni di tribolazione sulla terra e della resurrezione dei santi dell'Antico Testamento (Apocalisse 19:14).
La parola « santo » indica qualcuno che è messo a parte come possesso di Dio ed è usata per indicare tutti quelli che hanno creduto in Cristo come Salvatore. Questa parola è spesso usata anche per indicare coloro che accompagneranno Cristo nel suo ritorno.
Così diceva Zaccaria parlando della seconda venuta del Messia: « ...e l'Eterno, il mio Dio verrà, e tutti i suoi santi con lui » (Zaccaria 14:5).
L'apostolo Giovanni parla del fatto che i santi che torneranno con Cristo saranno vestiti di « lino fino bianco e puro » (Apocalisse 19:14).
Giovanni spiega il perché del lino bianco: «... e (alla chiesa formata dai credenti che sono stati rapiti) le è stato dato di vestirsi di lino bianco, risplendente e puro: poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi » (Apocalisse 19:8).
La sua venuta sarà accompagnata da un giudizio terribile
Quando Gesù venne la prima volta non fu per giudicare il mondo ma per salvarlo. Venne come l'Agnello di Dio che diede la sua vita per togliere il peccato del mondo. L'unica condizione stabilita da Dio era che l'uomo credesse in Cristo come Salvatore. Oggi la porta della grazia è ancora aperta, ma presto, quando tornerà per la seconda volta, Gesù verrà come giudice, per giudicare quelli che hanno respinto il libero dono della salvezza dai peccati. L'uomo avrà dimostrato in maniera inequivocabile di essere meritevole di giudizio.
Secondo Zaccaria saranno radunate « tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme ». Gli Ebrei viventi nella zona saranno sull'orlo dell'annientamento quando Dio darà loro la forza soprannaturale per fuggire. Allora Dio continuerà a lottare per loro e li salverà.
I piedi di Gesù toccheranno la terra là dove l'hanno lasciata sul monte degli Ulivi. L'istante stesso in cui Gesù la toccherà, con un grande terremoto la montagna si dividerà in due. Il gigantesco crepaccio risultante attraverserà il centro della montagna da oriente ad occidente. Ad oriente partirà dalla punta settentrionale del mar Morto e ad occidente arriverà al Mediterraneo (Zaccaria 14).
Zaccaria predice un fatto strano conseguente alla spaccatura della terra. I Giudei credenti che si troveranno a Gerusalemme fuggiranno verso il crepaccio invece di far la cosa più naturale e cioè quella di fuggirne lontano. Essi conosceranno questa profezia e comprenderanno che la grande caverna sarà aperta per loro, in modo che il Signore possa proteggerli dalla terribile distruzione che farà cadere sulle schiere nemiche tutt'intorno.
La natura delle forze che il Signore scatenerà in quel giorno contro gli eserciti radunati nel Medio Oriente è descritta in Zaccaria 14:12: « E questa sarà la piaga con la quale l'Eterno colpirà tutti i popoli che avran mosso guerra a Gerusalemme: la loro carne si consumerà mentre stanno in piedi, gli occhi si struggeranno loro nelle orbite, e la loro lingua si consumerà nella loro bocca. »
Un quadro terrificante, non è vero? Non vi viene da pensare che questo è esattamente ciò che accade a chi è esposto ad un'esplosione termonucleare?
Il paradiso ristabilito
Il regno di Dio sarà caratterizzato da pace vera ed uguaglianza e da una spiritualità e conoscenza universali del Signore. Tutti gli uomini avranno a sufficienza e dimoreranno in sicurezza. La Grande Società che i governanti umani hanno sempre promesso attraverso i secoli e non hanno mai prodotta, finalmente sarà realizzata da Cristo il Signore. I mansueti e non gli arroganti erediteranno la terra (Isaia 11).
Preludio all'eternità
Come è stato ricordato nei capitoli 8 e 9, Daniele ha predetto i quattro grandi regni mondiali che saranno stabiliti nel tempo che va dal sesto secolo a.C. fino alla venuta del Messia. Questi regni sono il Babilonese, il Medo-persiano, il Greco e il Romano, quest'ultimo con la sua nuova forma negli ultimi giorni. Il quinto regno mondiale, che secondo Daniele assoggetterà la rinata forma dell'impero romano, è il regno messianico (Daniele 7:13-27).
Questo regno avrà inizio nel tempo, con sudditi mortali (Apocalisse 20:4-6), durerà 1000 anni; alla fine di questo tempo un gran numero di nazioni daranno inizio ad una ribellione contro Cristo. Il Signore li giudicherà prima che la ribellione raggiunga l'attuale livello di lotta (Apocalisse 20:7-10).
Dopo questo avvenimento tutti gli uomini assumeranno una forma immortale ed anche il regno di Dio, senza cessare d'esistere, cambierà forma e sarà ristabilito in un nuovo cielo e una nuova terra (Apocalisse 21).
La successione degli avvenimenti è chiara negli ultimi capitoli dell'Apocalisse. Innanzi tutto ha luogo il ritorno di Cristo al culmine della più grande guerra di tutti i tempi. Poi Cristo divide i viventi fra credenti e non credenti; i non credenti saranno giudicati e scacciati dalla terra (Apocalisse 20:1-6; cfr. Matteo 25:41-46). Come terzo passo, Cristo stabilisce il regno del millennio e i credenti ne sono i cittadini con l'incarico di popolarlo (Apocalisse 20:11-15; cfr. Matteo 25:31-40). Quarto, alla fine dei mille anni Cristo giudica coloro che si sono ribellati, e cancella completamente i vecchi cieli e la vecchia terra creandone di nuovi (Apocalisse 21; Isaia 65:17; 2 Pietro 3:8-13). Questo è il destino finale di tutte le persone che sono state redente da Cristo.
Quante volte ci siamo chiesto come sarà il cielo? Secondo le indicazioni di brani come Apocalisse 21 e 22 il cielo è un posto reale e meraviglioso. Non vagabonderemo come spiriti disincarnati, suonando l'arpa per l'eternità, come alcune persone immaginano.
Vivremo in eterno alla presenza di Dio, coeredi di Cristo, come re e sacerdoti in eterno, senza più dolore o lacrime.
Conosceremo una gioia immensa e senza fine, circondati da una terra e da un cielo d'indescrivibile bellezza. Pensate al posto più bello che abbiate mai visto, ingranditene la bellezza oltre la vostra capacità di comprensione, immaginate che cosa sarebbe senza morte, malattia, ne altro malanno, e avrete una pallida idea del cielo.
La parola tradotta « nuovo » in Apocalisse 21:1 significa nuovo nel tipo e nell'ordine, e non soltanto nuovo riguardo al tempo. Pietro descrive il processo che Dio userà per rinnovare il cielo e la terra ora esistenti: « Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le cose che sono in essa saranno arse. Poiché dunque tutte queste cose hanno da dissolversi, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno, e gli elementi infiammati si struggeranno? Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia » (2 Pietro 3:10-13).
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